Vendere il trattore per pagare le prostitute al figlio non fa sorridere. David Puente su Open bacchetta il titolo fuorviante del GdV

Puente bacchetta Il Giornale di Vicenza per un titolo fuorviante su un caso di cronaca avvenuto a Valdagno, in cui un dramma familiare e sociale viene rappresentato quasi come una gag divertente

Puente
Il post di Puente in cui critica il Gdv e propone un titolo alternativo
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David Puente, collaboratore del giornale online Open di Mentana, prende di mira su Facebook il Giornale di Vicenza per un titolo considerato fuorviante. Nel giornalismo, per evitare titoli troppo lunghi e difificili da capire, talvolta si forza un po’ la mano, ma in tutti i corsi di formazione e di aggiornamento si insiste sempre sul fatto che bisogna attenersi alla realtà.

A volte, però, essa può essere distorta volutamente per ottenere un risultato squalificante nei confronti di una categoria o di avversari politici. Altre volte si tratta di semplice clickbait, cioè di attirare i lettori come falene su un lampione. Il titolo del Giornale di Vicenza contestato da Puente è “Vende il trattore per pagare le prostitute al figlio“. Un titolo che, spiega Puente, “potrebbe far nascere numerose battutine”.

Potremmo scherzare sul fatto che il padre, o la madre, del ragazzo, lo ama a tal punto e ci tiene tanto a lui da vendere un mezzo imprescindibile per un veneto pur di fargli fare la giusta esperienza con le donne.

Ma il GdV omette di usare parole come “dipendenza, violenza, minacce” e di dire che i protagonisti della vicenda sono un uomo di 47 anni e la madre 77enne. “Il titolo ti ha fatto pensare ad altro – afferma Puente – e non a una storia tanto oscena quanto orribile”. E propone un altro titolo: “Minacciata dal figlio per pagare le prostitute, costretta a vendere il trattore”. Un titolo più lungo, ma più onesto. Mi permetterei di aggiungere anche che il trattore è un particolare irrilevante (e quindi omissìbile dal titolo) rispetto al fatto che un disoccupato 47enne minacci di violenza l’anziana madre per farsi dare soldi per le sue dipendenze.

David Puente è diventato noto come debunker, termine che deriva dall’espressione americana take the bunks out of things (“togliere le fandonie dalle cose”) diffusasi negli anni Venti. Si tratta di un nuovo aspetto del giornalismo ultra-contemporaneo fortemente segnato da internet e dall’avvento di giornali online e blog.

Un mondo in cui le persone che hanno tanti “seguaci” su Instagram influenzano l’opinione pubblica più di giornali e intellettuali. Un mondo in cui però è fin troppo facile scambiare informazioni false per attendibili, con un’opinione pubblica che di conseguenza rischia di essere ‘drogata’.

Einstein diceva che le opinioni non sono tutte uguali, perché un’opinione supportata da fatti concreti sarà sempre più forte di una che non lo è. E in un contesto in cui un noto giornalista, aspirante sindaco, dice in tv che gli italiani da anni non eleggono il presidente del consiglio, ventilando indirettamente una colpa, un’ingiustizia subita, da attribuire ai poteri forti, al presidente della Repubblica, all’attuale governo, e condizionando così in maniera fallace l’opnione pubblica, un ruolo importante del giornalismo inevitabilmente diventa quello di riportare i fatti con le parole giuste, cercando non tanto di spiegare, ma almeno di descrivere, la realtà, per quello che veramente è, cosicché le opinioni degli italiani possano essere lucide ed obiettive.

P.S. Il presidente del Consiglio non viene eletto dal popolo italiano, nè con le leggi attuali, né secondo la nostra Costituzione!

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Tommaso De Beni
Giornalista pubblicista dal 2020 nato nel Basso Vicentino nel 1987, laureato in Teoria e critica letteraria. Ex presidente dell'associazione culturale e redattore della rivista "ConAltriMezzi". Ho pubblicato racconti nelle raccolte "Write not die" ed "Escape" e poesie in siti vari e "Pagine". Ospite della trasmissione televisiva "MattinaInFamiglia" nel 2013. Ex collaboratore di PopcornTv, Notizie.it, BlastingNews e Vvox