Uso campane pesanti a San Lorenzo, capogruppo Quartieri al Centro: “struttura usurata, usare con parsimonia”

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“San Lorenzo è un luogo di identità della nostra città, e racchiude tanti elementi della nostra storia, anche se non molti vicentini sanno che fa parte del patrimonio comunale.
Il suo concerto di campane è uno dei più importanti della città. La struttura che lo sostiene è tuttavia ammalorata e necessita di interventi”. Lo afferma in un comunicato il capogruppo in consiglio comunale della lista di opposizione di Vicenza Quartieri al centro. “Dopo aver effettuato un sopralluogo ho chiesto ufficialmente all’amministrazione comunale che si proceda alle indagini e alle verifiche statiche per le quali è stata da molto tempo interessata, e che nel contempo si faccia un uso più moderato delle campane più grandi, a cominciare da quella dedicata ai Caduti, per stressare meno la struttura e preservarle dall’usura. Ho chiesto infine che vengano stanziate delle risorse nel prossimo bilancio e che venga coinvolta la Curia, alla quale è affidata la gestione del Tempio”.
Il consigliere di opposizione ha quindi presentato un’interpellanza: “L’amore per la propria città parte anche dalla cura di quelli che ne sono i simboli. La chiesa e il convento di San Lorenzo sono uno dei segni di identità più forti della nostra città, passati attraverso tante vicende storiche di cui troviamo testimonianza nelle opere custodite al suo interno; per secoli affidati ai francescani, oggi sono patrimonio del Comune di Vicenza e gestiti dalla Curia vescovile attraverso un preposto. Della cura e dell’attenzione dei vicentini verso questo luogo in cui tutti siamo entrati anche solo per un momento di riflessione sono memoria i tanti interventi succedutisi nel tempo, non da ultima una profonda opera di restauro attraverso la quale il tempio è passato negli ultimi decenni e voluta dalle diverse amministrazioni che si sono succedute, sostenuta, oltre che dai francescani, anche da Associazioni di privati cittadini, a testimonianza dell’affetto fattivo dei vicentini per uno dei loro simboli”.

“Tra i tesori più importanti che il tempio racchiude ci sono anche simboli che ci ricordano la storia cittadina, e insieme accompagnano la nostra vita quotidiana, raggiungendoci attraverso il suono. Il concerto di campane presente sulla sommità del campanile di San Lorenzo è uno dei più importanti della città, secondo solo forse a quello di Monte Berico.
È un concerto di 10 campane di diverse dimensioni (dai 20 quintali di quella dedicata a Sant’Antonio, ai 14 di quella fusa in onore ai Caduti) e che raccolgono in sé la storia della nostra città: infatti, a fianco di quelle dedicate a Sant’Antonio e alla Madonna, o ai Fonditori vicentini, memoria di una grande tradizione oggi in abbandono, una parte della storia della città viene ricordata con quelle dedicate ai Caduti della Grande guerra o a personalità vicentine, come il poeta Zanella, per arrivare a quelle dedicate a padre Kolbe e alle vittime dell’Olocausto fino a una intitolata alle vittime della violenza degli anni 80. E negli anni Ottanta, precisamente nell’ 81, nasce un Comitato per il restauro delle campane che, grazie anche ad un grande slancio di generosità dei vicentini, porta ad un restauro profondo di tutta la struttura, svolto in collaborazione con la Scuola Campanaria di San Marco”.

“Un patrimonio di grande valore, che abbisogna però di cure continue, ed ora urgenti, e che più che mai si deve accompagnare ad un suo uso appropriato e rispettoso. Le campane, infatti, poggiano su una struttura metallica, il castello, ormai datato e già oggetto di lavori di primo intervento circa 5 anni fa (5.000 euro), ma che ora mette in evidenza segni di ammaloramento (foto) che potrebbero  comprometterne  la stabilità, con possibili ripercussioni statiche su tutta la struttura; un intervento complessivo sarebbe stimato per una cifra vicina ai 40.000 euro”.

“Per questa ragione era stato anche suggerito un uso più moderato delle campane, in particolare delle più pesanti, per evitare rischi ulteriori. Per la verità, secondo quanto si è potuto sapere, un tale uso regolato era sempre stato mantenuto, almeno fino al 2017, cioè fino a quando sono stati presenti i francescani”.

“Ricordiamo a tal proposito come in uno strumento come la campana non si possa porre rimedio all’usura del punto di percussione (foto) e come oggi non ci siano più fonderie: a maggior ragione questi preziosissimi strumenti devono essere usati con la dovuta parsimonia. Sul punto, peraltro, esistono disposizioni di legge oltre a una specifica disciplina canonica. Quest’ultima è piuttosto precisa: dopo le disposizioni date dal vescovo Pietro Nonis nel 1993, le trasformazioni, le richieste ed i suggerimenti giunti negli anni successivi hanno indotto il vescovo Beniamino Pizziol ad una nuova regolamentazione, entrata in vigore la Domenica di Pasqua del 1 aprile 2018, e che contempera con equilibrio la tradizione e le esigenze del culto con il rispetto per la vita civile. Al riguardo è significativa la disposizione numero 7, secondo la quale “all’intensità del suono, se ne regoli la durata, facendo attenzione al contesto ambientale in cui l’edificio di culto è inserito, in modo che le campane mantengano la funzione di segno (e come tale siano percepite da parte dei fedeli), ma non superino i limiti della normale tollerabilità.”

Su questo punto, tuttavia, le stesse testimonianze dei residenti nell’area limitrofa al convento segnalano in questi ultimi tempi un aumento dell’uso quotidiano delle campane più pesanti, dai suoni più forti.

“A distanza di ormai quasi un anno dalla primavera 2020, epoca delle prime segnalazioni ufficiali all’amministrazione, siamo ancora in attesa dei risultati di quelle indagini, mentre l’intensificarsi dell’uso delle campane più pesanti sembra non tener conto dello stato della struttura. Anche da un sopralluogo che ho potuto svolgere personalmente è stato possibile rilevare visivamente il suo stato di ammaloramento, come peraltro testimoniano le immagini allegate”.

Il consigliere comunale quindi chiede all’Amministrazione comunale “se e quando siano stati effettuati sopralluoghi; in particolare, se e quando siano stati effettuati indagini e perizie statiche sul castello ammalorato; se, nel caso, siano a disposizione dati e ipotesi di intervento e lavori;di individuare nel prossimo bilancio comunale impegni di spesa specifici; di contattare la Curia in merito sia alla questione strutturale e statica, sia a quella dell’uso delle campane; nel caso sia stato già fatto, quali siano state le determinazioni raggiunte; nel caso si rendesse necessario, se intenda valutare provvedimenti analoghi a quello notificato nel 2018 alla Parrocchia di San Pietro Apostolo per rispetto dei limiti acustici di cui al DPCM 14/11/1997”.

 

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