Unicredit, l’ex ministro Pier Carlo Padoan nuovo presidente: cooptato nel cda al posto della vicentina Elena Zambon

Carlo Messina e Carlo Padoan
Carlo Messina (Intesa) e Carlo Padoan
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di Fabrizio Massaro dal Corriere della Sera

L’ex ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, sarà il prossimo presidente di Unicredit. Ieri a sorpresa — il suo nome non era circolato tra i papabili — è stato cooptato ne consiglio al posto di Elena Zambon, dimessasi per motivi personali. La nomina scatterà con l’assemblea del 2021 che rinnoverà il board. Padoan, 70 anni, già capo economista dell’Ocse è deputato Pd eletto a Siena e ha annunciato che lascerà il seggio.

«Sono lieto di poter portare le mie competenze in un settore, quello finanziario, di cui conosco bene la complessità a livello globale», ha dichiarato Padoan sottolineando le «solide e forti radici italiane» della banca «paneuropea». «Impiegherò i prossimi mesi per studiare e conoscere la banca nel suo contesto italiano e internazionale. Nei prossimi mesi, insieme al comitato corporate governance (guidato da Stefano Micossi, ndr) contribuirò attivamente alla preparazione della lista» per il consiglio 2021-2023. È lo schema già applicato per la nomina di Fabrizio Saccomanni, scomparso nell’agosto 2019 (la banca è ora presieduta dal vice Cesare Bisoni).

«Massima soddisfazione» ha espresso il ceo Jean Pierre Mustier per Padoan. «La sua profonda esperienza e la conoscenza dell’Europa e del suo contesto normativo, nonché gli importanti ruoli pubblici ricoperti in Italia, saranno di grande utilità per il gruppo». A selezionare Padoan è stata una «task force di amministratori indipendenti guidata dal vicepresidente Lamberto Andreotti», sulla base di una rosa di Spencer Stuart. Per molti osservatori sarà destinato a bilanciare nei fatti il peso di Mustier, che è in sella dal 2016 e ha rivoluzionato la banca con cessioni per 7 miliardi e un aumento di capitale da 13 miliardi. Oggi Unicredit quota 15,8 miliardi. Si vedrà anche se Mustier vorrà restare per un terzo mandato. L’anno scorso era dato in pole position per Hsbc.

Il fatto che Padoan abbia seguito da ministro il difficile salvataggio di Mps ha scatenato ipotesi di un prossimo avvicinamento di Unicredit verso Rocca Salimbeni, oggi al 68% del Tesoro, che deve essere fusa in un’entità più grande. Tanto che ieri Mps è volato dell’8,06% mentre Unicredit, ha ceduto il 3,66%. Mustier ha sempre negato ogni interesse per una fusione, e in ogni caso la linea è che un’eventuale aggregazione deve essere «neutrale» dal punto di vista del patrimonio, secondo lo schema varato proprio da Padoan per far acquistare a Intesa Sanpaolo Pop.Vicenza e Veneto Banca.

Altre letture invece danno come «improbabile» l’operazione Siena; piuttosto potrebbe essere più probabile un’aggregazione con il BancoBpm. Per il leader Fabi, Lando Maria Sileoni, Unicredit-Mps «così complessa e impraticabile anche sul versante occupazionale, non potrà decollare senza consenso di Bce, governo, Mef e Banca d’Italia».

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