Tennis Club Valdagno, la rabbia del presidente Danzo: “Dpcm Covid altra mazzata per noi, anche se il nostro non è uno sport di contatto”

Tennis Club Valdagno
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La chiusura degli impianti da tennis dovuta al Dpcm di Conte del 25 ottobre ha fatto riflettere molti maestri e utenti di questo sport. In particolare, Daniele Danzo, Presidente Asd Tennis Club Valdagno, sfoga la sua rabbia con un post ironico-sarcastico su facebook.

“Buongiorno illustrissimo Presidente Conte- esordisce- ci tenevo ad augurarle un buon halloween, avevo preparato qualche addobbo per gli 80 ragazzi della Scuola Tennis così che potessero divertirsi all’entrata degli impianti, ma a seguito del suo ennesimo decreto questa croce sta meglio appesa al cancello. Le anticipo anche gli auguri di Natale, che fortunatamente come lei sostiene sarà per tutti un sereno Natale. La ringrazio poi a nome di tutti gli utenti per l’ennesima illusione; sebbene il nostro non sia uno sport di contatto abbiamo comunque ricevuto un’altra mazzata in quanto possono accendere gli allenamenti solo gli atleti agonisti, quindi circa il 10% dei nostri tennisti “.

Danzo si rivolge a Conte spiegando come si articolano i tesseramenti in questa disciplina. “Lo sa che se lei si presenta da noi con certificato medico agonistico e versa la quota associativa può diventare anche lei un giocatore abile a disputare una competizione nazionale? Probabilmente non sa nemmeno come si tiene in mano una racchetta, ma in 10 minuti sarebbe un tesserato agonista e potrebbe continuare anche lei ad allenarsi, fantastico. Mi sembra una decisione proprio corretta nei confronti di tutti gli amatori, corsisti e ragazzi della Scuola Tennis che frequentano questa disciplina da anni, per pura passione e svago “.

Il presidente della società sportiva spiega inoltre che un campo da tennis misura circa 650 metri quadri in cui praticano il tennis 2 o 4 persone.

“Ritrovarsi come sardine in un bus invece va più che bene invece- continua Danzo rivolgendosi al Presidente del Consiglio-. Meno male che possiamo continuare a giocare all’aperto, peccato che lei non sappia che nel centro nord Italia, da settembre, quasi tutti i campi da tennis vengono coperti da strutture pressostatiche o si trovano da sempre all’interno di tensostrutture, quindi purtroppo non ci giocherà nessuno all’aperto nel periodo invernale. Avrebbe potuto avvisarci un po ‘prima così evitavamo di installarle le coperture, anche perché credo lei non sappia che una struttura pressostatica come le 2 installate presso il nostro circolo ci costano circa 500,00 euro al mese per il sostentamento in quanto necessita di corrente continua che ne garantisce la ventilazione al suo interno e la conseguente stabilità.Penso inoltre lei non sappia che all’interno di queste strutture c’è un ricircolo continuo di aria cosicché non vadano in sovra-pressione, ma non entriamo troppo sul tecnico …
Detto ciò, ora che facciamo? Continuiamo a pagare le bollette ogni mese con la speranza di poter tornare alla normalità o spendiamo ancora soldi per rimuoverle e sgravarci così da ulteriori utenze senza sapere che futuro ci aspetta? Anche perché d’inverno, all’aperto, non si può giocare in qualsiasi superficie. Credo lei non sappia quante tipologie di campi da tennis ci sono. In Italia prevalgono quelli in terra battuta ed io sono anche disposto a lavorare con guanti, cappello e sciarpa (ah, sono Istruttore di tennis, uno di quei dementi che ha ancora la partita Iva aperta), ma la terra battuta nel periodo invernale diventa fango ea tennis non si può giocare.
Abbiamo regalato mascherine a tutti alla riapertura, anche ai bimbi della Scuola Tennis, acquistato piantane per il gel mani, barriere in plexiglass, un sanificatore, adottato solo bicchieri e materiale usa e getta nel punto ristoro ed attuato sempre tutti i protocolli per prevenire qualsiasi forma di contagio ed ora eccoci qui a riscattare il nostro premio, un’altra quasi totale chiusura.
Però rimango ottimista ed allegro perché in fondo l’importante è che passeremo tutti un sereno Natale, anche se dovrò selezionare i parenti con cui farlo, massimo quanti per tavolo?
Buona continuazione Presidente, se decidi di intraprendere la carriera da tennista sono a sua disposizione, e le faccio sicuramente la tessera agonistica, così quando emetterà nuovamente questi fantastici decreti sarà ritenuto un professionista e potrà comunque giocare, anche al chiuso “.

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Marta Cardini
Giornalista e scrittrice. Si occupa di attualità, cronaca bianca, cultura, società e tradizioni di Vicenza e provincia. Laureata in Filosofia, da sempre coltiva la sua passione per la scrittura con articoli per la stampa locale, che ha raccolto in alcune sue pubblicazioni. In particolare, in "Vita di Provincia" (edito nel 2015) e "Gocce d'Attualità" (2017) riporta le tradizioni e lo stile di vita che caratterizzano la nostra vicentinità.