Teatro Astra di Vicenza, in prima nazionale i vincitori del premio Scenario d’infanzia

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Sarà una settimana dedicata al teatro per le nuove generazioni e all’innovazione, quella che sta per iniziare al Teatro Astra. Due sono infatti gli appuntamenti da non perdere, con due spettacoli coraggiosi, vincitori ex-aequo del premio Scenario Infanzia 2020, che verranno presentati in prima nazionale sul palcoscenico di Contrà Barche: “Arturo” di Nardinocchi/Matcovich, in scena mercoledì 16 giugno (ore 20.30), e “Casa Nostra” di Hombre Collettivo, in scena giovedì 17 giugno (ore 18). Due appuntamenti dedicati a tutti, e in particolare alle ragazze e ai ragazzi rispettivamente dai 12 e dai 14 anni, che si sviluppano nell’ambito di “Ritorno in famiglia”, il progetto del Teatro Astra curato da La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale per il Comune di Vicenza, con il contributo del Ministero della Cultura.

Diretto e interpretato dai giovani Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich“Arturo” affronta un tema delicato, quello della morte, con l’intento di trasformare il dolore in atto creativo. Lo spettacolo nasce dall’incontro dei due registi/attori che condividono lo stesso dolore: la perdita dei propri padri. Da qui l’esigenza di mettersi in scena in prima persona senza la mediazione degli attori, lavorando su due differenti piani: quello dei padri che si raccontano in prima persona e quello in cui emerge il punto di vista dei figli. I due piani si invertono, si intersecano, si mischiano e a volte quasi si confondono. Sul palco si costruisce un puzzle della memoria, composto di dodici pezzi – corrispondenti ad altrettante scene – i cui titoli saranno scritti dagli spettatori prima dello spettacolo, per poi essere mischiati e disposti nello spazio in maniera casuale. Ciò permette al lavoro di avere una struttura mutevole, non replicabile, e dalle “infinite” combinazioni, proprio come l’andamento della memoria.

“Arturo affronta in modo sobrio e composto il dolore per la morte del padre – recita la motivazione della Giuria del Premio Scenario – senza mai scadere nella retorica e riunendo in un’emozione autentica le nuove generazioni e il pubblico adulto. Lo spettacolo ci invita a riflettere sulla figura del padre e a confrontarci col tema della morte, spesso tabù sulla scena e nella vita. Utilizzando un interessante dispositivo drammaturgico, lo spettacolo si modula diversamente grazie all’interazione con gli spettatori e chiede ogni volta ai due interpreti di rendere unica e irripetibile la loro performance. Un teatro di verità che, grazie all’autenticità dei due protagonisti, rende incerto il confine della rappresentazione”.

Scena di Marco Guarrera e Claudio Petrucci, illustrazione di Virginia Taroni, sound design Dario Costa.

“Casa Nostra” è invece uno spettacolo di teatro immagine e teatro d’oggetti, con una scena costellata di segni di grande impatto visivo e forza evocativa, che affronta un tema altrettanto importante: quello della mafia. Scritto e diretto da Angela Forti, Agata Garbuio, Riccardo Reina e Aron Tewelde, il lavoro vede i quattro interpreti muoversi come rabdomanti alla ricerca di segreti. Sono quelli di una storia italiana recente ma ancora difficile da decodificare.

“Il 20 aprile 2018 – spiegano gli artisti – la sentenza della Corte d’Assise di Palermo sul processo Stato-Mafia ha riportato alla superficie della nostra memoria affastellata di immagini un pezzo di passato che, per quanto recente, è già diventato storia. Un pezzo di storia che, per quanto decisivo, rischia già di cadere nell’oblio, con tutti i suoi paradossi e le sue contraddizioni. Un pezzo che si è tentato in tutti i modi di nascondere, alterare, ignorare: un pezzo mancante. Eppure, un pezzo fondamentale per capire il puzzle del nostro presente. Sembra impossibile, infatti, poter comprendere il fenomeno mafioso senza collegarlo alle contraddizioni in cui ci dibattiamo oggi. Così emerge forse, l’obiettivo nascosto del nostro lavoro: seguire quelle tracce che secondo noi collegano la rimozione collettiva del ruolo giocato dalla mafia nella storia del nostro paese con un altro fenomeno psicologico collettivo che pare caratterizzare il presente: la paura dell’altro e del diverso. Un lavoro che vogliamo sia un detonatore di dibattito per il pubblico dei giovani spettatori, chiamati ad afferrare il bandolo di una matassa intricata che è nostro compito sciogliere, con pazienza certosina e passione per la verità e la giustizia”.

Biglietti: 5 euro

Gli spettacoli si svolgeranno nel rispetto di tutte le norme di sicurezza vigenti. I posti sono limitati, la prenotazione è obbligatoria (prevendita consigliata).

Il botteghino del Teatro apre un’ora prima dell’inizio degli spettacoli 

Info, prenotazioni e prevendite: Ufficio Teatro Astra – Contrà Barche 55 (Vicenza) –  telefono 0444 323725 – [email protected] – www.teatroastra.it – aperto il mercoledì dalle 10 alle 13 e dalle 15-17.45, telefonicamente il giovedì e il venerdì con gli stessi orari, oppure online sul www.teatroastra.it.

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