Roberto Baggio, ambasciatore vicentino

Roberto Baggio con la maglia del Vicenza
Roberto Baggio con la maglia del Vicenza
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Il miglior calciatore della storia dell’Italia, o almeno quello che più ha fatto sognare i tifosi, è nato nel Vicentino. Roberto Baggio, nato nella località di Caldogno nel 1967, è stato un’icona del calcio tricolore tra la fine del secolo vecchio e l’inizio di quello nuovo, quando con le sue grandi giocate ha dato spettacolo in Serie A, competizioni europee, e ai campionati mondiali. Il calciatore vicentino è probabilmente l’archetipo del romantico del pallone, dell’uomo andato al di là degli impedimenti e delle avversità sotto ogni forma. Infortunatosi gravemente al ginocchio ad appena 18 anni, quando ancora vestiva la maglia del Lanerossi Vicenza, il fantasista veneto fu capace di rialzarsi con uno scatto d’orgoglio recuperando da una lesione che avrebbe stordito chiunque. Ma durante la sua storia, ossia la storia di un vero campione, avrebbe dovuto fare i conti con una serie di infortuni infiniti, i quali però non ne limitarono il rendimento, bensì lo motivarono a fare molto di più, stimolandolo a livello mentale.
Dopo essere passato alla Fiorentina, il fantasista di Caldogno avrebbe iniziato la sua grande carriera in Serie A, facendo capire di che pasta fosse fatto con una serie di giocate di qualità sopraffina fatte di dribbling impensabili e di goal da cineteca. Uno su tutti fu quello segnato nel campionato 1989-90 al San Paolo di Napoli contro la squadra che allora era di Diego Armando Maradona. Nonostante alla fine i viola venissero sconfitti dagli azzurri, quell’assolo finito con un gran goal fu un lampo di bellezza che non sarà mai dimenticato neanche dai tifosi partenopei. In seguito Baggio sarebbe passato alla Juventus, una delle squadre attualmente in lizza per poter vincere il titolo italiano secondo le quote delle scommesse più attuali del momento. Con la Vecchia Signora Baggio si sarebbe trasformato nel Divin Codino, ossia in un numero 10 nel vero senso del termine che veniva ricordato anche per un’acconciatura fuori dagli schemi. Con i bianconeri Baggio vinse sia una Coppa UEFA sia un campionato italiano, anche se la sua più grande conquista nei primi anni ’90 fu senza dubbio il Pallone d’oro France Football.
Uno dei campioni più fragili fisicamente ma più forti di testa tra tutti quelli che hanno calcato i campi di calcio in Italia sarebbe stato l’idolo di tutto il Belpaese durante i mondiali del 1994 negli Stati Uniti. In quella competizione il vicentino iniziò in sordina, anche menomato dai soliti acciacchi, ma fu lui a suonare la carica a partire dagli ottavi di finale contro la Nigeria, quando con una sua doppietta permise agli azzurri di rimontare e continuare l’avventura. Il suo errore dal dischetto nella finale contro il Brasile fu una triste fotografia ma non cancellò le sue imprese in quel mondiale, dove realizzò cinque goal dagli ottavi alle semifinali, e fu accolto in patria come un eroe.
Dopo aver giocato con Milan, Bologna e Inter, il Codino sarebbe approdato a Brescia, città nella quale avrebbe fatto la storia. Più forte degli infortuni, da Caldogno al mondo Roberto Baggio è ancora oggi simbolo di un calcio fantastico e romantico.

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