Referendum su taglio dei parlamentari, il confronto fra Perenzoni (per il Sì) e Zanettin (per il No)

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Sul quesito del referendum confermativo di è discusso anche ieri sera, con un confronto in streaming fra Sonia Prerenzoni (per il Sì), attivista del Movimento 5 Stelle e candidata consigliere alle Regionali e l’Onorevole Pier Antonio Zanettin (per il No), esponente di Forza Italia, già componente del Consiglio superiore della magistratura e deputato della Repubblica. Il confronto è stato moderato dall’avvocato Marco Bernabè, del Comitato Noino di Arzignano.

“Il referendum pone un quesito molto semplice – ha esordito il moderatore- : Volete che i Parlamentari vengano ridotti di 345?”. Attualmente i Parlamentari sono infatti 945. La riforma prevede infatti di ridurre i seggi alla Camera da 630 a 400 e quelli al Senato da 315 a 200: una riduzione di circa un terzo. Oggi ci sono un deputato ogni 96 mila abitanti e un senatore ogni 188 mila abitanti. Con il taglio ci sarebbe un deputato ogni 151 mila abitanti e un senatore ogni 302 mila. Dopo la riforma diminuirebbe dunque sensibilmente il numero di rappresentanti per abitante, ma l’Italia resterebbe comunque nella media degli altri paesi dell’Europa occidentale. Questo perché attualmente l’Italia è il paese con più rappresentanti eletti in numero assoluto (945 tra deputati e senatori) di tutta l’Europa occidentale.

“Del taglio dei Parlamentari se ne parla dagli anni ‘80- ha affermato Sonia Perenzoni. Con questa Riforma non cambia la formazione delle leggi, ma solo il numero delle poltrone. Non conta la quantità, ma la qualità. Si vuole paragonare l’Italia al resto d’Europa. Lancio una provocazione. Se voi cittadini vicentini conoscete tutti i deputati veneti, allora votate no. Se invece non li conoscete tutti, votate sì perché significa che già adesso non vi sentite rappresentati. Inoltre il Bicameralismo non cambierà perché le facoltà di Camera e Senato rimarranno invariate. Entrambe le Camere continueranno a lavorare, ma con meno persone”.

Mentre Pier Antonio Zanettin si dice contrario: “Non ho votato per questa legge, ma non perché si tratta di un taglio- afferma-. Ne contesto il significato politico. Questa Riforma è uno schiaffo alla politica. Votando NO, voto contro l’anti-politica. Il Movimento 5 Stelle umiliava il ruolo del Parlamento. E poi non è detto che in questo modo vengano eliminati gli assenteisti perché nessuno ci può fornire la prova che i Parlamentari eletti con il nuovo sistema a ranghi ridotti saranno più presenti di quelli che sono stati non presenti nelle scorse legislature. La qualità la fanno le persone. Questo referendum ha di fatto come oggetto il Movimento 5 Stelle e il Governo. Se vi piace questo Governo, votate sì, se volete dare una spallata a questo Governo, votate no”.

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