Reddito e pensione di cittadinanza, beccati cinque “furbetti” nel Vicentino

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Il comando provinciale della guardia di Finanza di Vicenza, nell’ambito di autonoma attività di polizia economica-finanziaria, rientrante nel Piano Operativo “Prestazioni sociali agevolate”, ha scoperto in questi giorni alcuni casi di “furbetti” che percepivano senza averne diritto il reddito e la pensione di cittadinanza  nel capoluogo ein provincia. Tra questi: il titolare di quote di proprietà su 26 immobili (7 fabbricati e 19 terreni), la Presidente del C.d.A. di una Società Cooperativa, l’Imprenditrice attiva nella vendita ambulante di piante e fiori, il Legale rappresentante di un Bar, alcuni proprietari di unità immobiliari, falsi affittuari ed un pensionato fortunato giocatore on-line. È stata approfondita per esempio la posizione di F. A., nato a Napoli e residente a Cassola (VI), il quale è risultato beneficiario della “Pensione di cittadinanza” pur non avendone i requisiti.

In particolare, è stato rilevato che il percettore del sussidio al momento della presentazione delle Dichiarazioni Sostitutive Uniche relative agli anni 2019 e 2020 per il calcolo dell’ISEE all’INPS, ha omesso di indicare, al quadro FC4, le vincite di gioco on-line, quali componenti reddituali esenti di imposta ma che costituiscono patrimonio (art. 4, comma 2, lettera C del DPCM n. 159/2013). Pertanto, il percettore, mediante la presentazione di documenti attestanti cose non vere, ossia mediante l’omissione di informazioni dovute, ha conseguito indebitamente la somma di 13.116,49 euro (di cui  6.844,69 euro per l’anno 2019 ed  6.271,80 euro per l’anno 2020), pari alla “Pensione di cittadinanza” di cui ha beneficiato nel periodo dal 15/04/2019 al 28/09/2020. In definitiva, in ragione dell’accertata presentazione all’I.N.P.S., da parte di FERRARO Antonio della “Pensione di cittadinanza”, di documenti attestanti cose non vere e privi di informazioni dovute, è stata interessata la Procura della Repubblica di Vicenza, segnalando l’ipotesi di reato. È stato anche richiesta l’emissione di un provvedimento di sequestro preventivo della somma indebitamente percepita.

Sulla scorta delle informazioni pervenute periodicamente dal Comando Regionale Veneto
nell’ambito dell’analisi di rischio “Inside Lockdown”, al fine di contrastare il fenomeno dell’indebita percezione di erogazioni pubbliche, è stato poi avviato un controllo in materia di reddito di cittadinanza nei confronti di S. I. meglio generalizzato nella scheda persone fisiche del presente modello comunicativo, censito nella predetta analisi di rischio quale percettore del citato beneficio. In sede di controllo, tuttavia, si appurava che la domanda ai fini dell’ottenimento della prestazione sociale non era stata presentata dal predetto soggetto, bensì dalla coniuge convivente, G. D., la quale risultava aver altresì sottoscritto la relativa Dichiarazione Sostitutiva Unica. Il controllo, pertanto, veniva contestualmente intrapreso anche nei confronti di G. D.. Nel corso dell’attività, svolta mediante la disamina e l’incrocio delle informazioni acquisite dalle banche dati in uso al Corpo, nonché l’effettuazione di successivi riscontri, è stato possibile appurare che il soggetto controllato, nella D.S.U. presentata ai fini dell’ottenimento del beneficio in parola, aveva omesso di indicare, fra i redditi percepiti, quelli di lavoro autonomo erogati da una società di capitali, certificati da apposita Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro.

Nel caso di specie, tuttavia, l’omissione dichiarativa non è risultata idonea a produrre una
variazione dei requisiti reddituali tale da rideterminare il quantum del beneficio spettante;
circostanza che escluderebbe la condotta descritta dall’ambito di applicazione della norma.

È stato inoltre concluso un controllo in materia di prestazioni sociali agevolate nei
confronti di F. M., nata a Thiene (VI) il 16.01.1966 e residente a Arsiero (VI), via
Paresin n. 4, risultata beneficiaria, dal luglio 2019, del cd. “reddito di cittadinanza”, previsto dal
D.L. 4/2019. È stato appurato che il soggetto, in sede di DSU, ha auto-dichiarato una situazione patrimoniale del nucleo familiare difforme da quella reale: nello specifico, ha sottoscritto, nel quadro FC3, l’assenza di beni immobili intestati, nonostante fosse, nell’anno di riferimento, proprietaria di una quota (1/6) di ben 26 immobili, di cui 7 fabbricati e 19 terreni. Il verbale è stato trasmesso, in virtù dell’art. 7, comma 4, del citato decreto legge, all’ufficio I.N.P.S. competente, per la sospensione dell’erogazione del beneficio e per l’avvio della procedura di restituzione di quanto indebitamente percepito.

La persona controllata è stata dunque segnalata alla Procura della Repubblica di Vicenza per i
reati di cui all’art. 7, comma 1, del D.L. 4/2019 (Sanzioni in materia di reddito di cittadinanza) e all’art. 316-ter del codice penale (Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato), atteso il superamento della soglia di punibilità prevista. Per il recupero dell’intero profitto illecito conseguito, quantificato in € 7.500, è stata avanzata alla stessa A.G. proposta di sequestro preventivo per equivalente ai sensi dell’art. 322-ter del codice penale, nonché proposta di sequestro preventivo della tessera bancomat “RDC”.
L’attività confluisce nell’alveo del II obiettivo strategico “Contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica”, nel piano operativo n. 31, denominato “Prestazioni sociali agevolate”.

Nell’ambito dell’attività di controllo nei confronti di persone che hanno richiesto ed ottenuto il
“Reddito di Cittadinanza”, questa Tenenza, a seguito di attività info-investigativa, ha svolto un
controllo nei confronti del signor Fall Mamoudou di nazionalità senegalese che aveva richiesto (ed ottenuto) il predetto reddito e che continuava a percepirlo nonostante ne avesse perso i requisiti. In particolare, il soggetto in data 11/08/2020 è stato cancellato dalle liste anagrafiche del Comune di Barbarano Mossano (VI) per irreperibilità, senza dichiarare nessun’altra residenza in Italia. Per tali variazioni, il soggetto perdeva i requisiti previsti dal D.L. 4/2019 art. 2, comma 1), lettera A), punti 1 e 2) ed ometteva di effettuare le relative comunicazioni all’I.N.P.S. per la conseguente revoca dell’erogazione, rendendosi così responsabile della predetta violazione, segnalata alla competente
A.G. vicentina.

È stato inoltre redatto verbale di contestazione illecito amministrativo che sarà
trasmesso all’I.N.P.S. competente per territorio, al fine di provvedere alla revoca della provvidenza ed al recupero di quanto percepito indebitamente, calcolato in un totale di € 779,25.

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