Quartiere Savoia, dopo Unità d’Italia conosciuto come san Bortolo

- Pubblicità -

Nella prima decade del XX°secolo, a Vicenza, cominciò l’urbanizzazione fuori le Mura con il progetto di alcuni Quartieri che sono ancora vivibili e ben identificati, anche se hanno cambiato il nome alle strade per motivi politici. Questi nuovi insediamenti furono quasi tutti a Nord; Nord-Ovest, il più popolato è ancora il Quartiere dei Savoia poi denominato dell’Unità d’Italia ma conosciuto semplicemente San Bortolo; il secondo venne denominato Vicenza Nova ed era ubicato fuori le Mura nel territorio detto Campo di Gallo (per una antica fiera di San Gallo) su cui sorse nel dopoguerra 1915/18 la prima zona industriale di Vicenza.


Con l’espansione urbanistica, interrotta dalla prima guerra mondiale, l’Amministrazione Comunale dovette provvedere alla denominazione delle nuove Vie e Strade costruite nell’area dell’ex Piazza d’Armi compresa tra Viale Bartolomeo D’Alviano (Porta San Bortolo) Viale Manzoni, Via Medici. Con delibera podestarile del 16 gennaio 1936, il quartiere fu intitolato alla casa reale dei Savoia, poi per motivi politici il nome fu soppresso adottando una nuova delibera del Commissario Prefettizio del 15 marzo 1944 il toponimo divenne Quartiere dell’Unità d’Italia, il Viale principale che tagliava il quartiere in due fu intitolato ad Alessandro Manzoni. Porzione di carta topografica del Quartiere San Bortolo
Via Lamarmora.A causa della guerra i lavori furono sospesi per necessità belliche, ma la costruzione di case popolari, riprese subito dopo la fine della guerra con il Sindaco Antonio Francheschini della prima Amministrazione Fascista. Una priorità fu data ai pubblici lavatoi (le vasche) ancora esiste Il lavatoio di Via Boffalora.

– Pubblicità –

-Pubblicità-