Protezione giuridica e amministrazione di sostegno: rinnovata intesa tra Comune, Provincia e Tribunale

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Questa mattina Provincia di Vicenza, Comune di Vicenza e Tribunale di Vicenza hanno rinnovato il protocollo di intesa nell’ambito della gestione della volontaria giurisidizione per il miglioramento dell’efficacia dei servizi di giustizia relativi alle materie legate alla protezione giuridica e all’amministrazione di sostegno.

Erano presenti il sindaco e presidente della Provincia di Vicenza Francesco Rucco, la vicepresidente della Provincia Maria Cristina Franco, il presidente del Tribunale di Vicenza Alberto Rizzo, l’assessore alle politiche sociali Matteo Tosetto.

“Si tratta di una procedura che ho affrontato prima da professionista che da sindaco e presidente della Provincia e che mi ha trovato fin da subito favorevole alla sua promozione in tutto il territorio, anche e soprattutto a tutela della dignità della persona –ha dichiarato il sindaco e presidente della Provincia di Vicenza Francesco Rucco– Molti anni fa da avvocato ho assistito a scene tristi, come, ad esempio, l’anziano che arrivava in barella nell’aula del tribunale e che il giudice intervistava per stabilirne la capacità di intendere e di volere. Pertanto, il rinnovo del protocollo rappresenta un grande segno di civiltà che, insieme con l’assessore Tosetto, riteniamo indispensabile sostenere e, come presidente, diffondere nei Comuni della Provincia”.

“È il rinnovo di un accordo molto importante, soprattutto in questo periodo di emergenza sanitaria –ha spiegato l’assessore alle politiche sociali Matteo Tosetto– Grazie al protocollo sarà possibile per il giudice tutelare nominare l’amministratore di sostegno per le persone in fragilità attraverso la procedura della videoconferenza domiciliare. A questo proposito il Comune metterà a disposizione un assistente sociale che si recherà direttamente a casa o nella struttura di ricovero della persona non autosufficiente, evitando, quindi, che quest’ultima si debba recare in tribunale con tutte le difficoltà del caso, nel pieno rispetto delle normative di sicurezza e sanitarie”.

Obiettivo della sottoscrizione odierna è continuare ad assicurare le azioni finora poste in essere dal Comune di Vicenza per i propri cittadini per facilitare l’accesso all’amministrazione di sostegno, il cui compito è affiancare le persone prive, in tutto o in parte, dell’autonomia necessaria per svolgere le normali funzioni della vita quotidiana.

Il protocollo d’intesa garantirà, infatti, grazie alla collaborazione degli enti coinvolti, l’attivazione di una procedura più snella nella nomina di tale figura offendo un servizio che evita al soggetto fragile di allontanarsi da casa, dimezzando i tempi di svolgimento.

Una delle fasi del procedimento consiste, infatti, nell’esame, da parte del giudice addetto alla volontaria giurisdizione, della persona per la quale l’amministratore viene richiesto che, molte volte, presenta difficoltà ad allontanarsi da casa per motivi di salute.

Grazie a questo strumento, il giudice potrà esaminare la persona interessata mediante la videoconferenza domiciliare attraverso una connessione online VoIP (Voice over Internet Protocol) che garantirà la riservatezza di tutte le informazioni.

Nel dettaglio, un assistente sociale del Comune, coordinandosi con il giudice, si recherà nell’abitazione o struttura di ricovero o sanitaria che ospita il beneficiario assistendolo durante lo svolgimento della videoconferenza. Il collegamento avverrà attraverso un pc o un altro device dotato di webcam e microfono mediante l’applicativo Lync o analogo. Il verbale verrà, quindi, trasmesso alla cancelleria della volontaria giurisidizione.

Il Tribunale si occuperà della formazione degli operatori impegnati nel servizio mentre il Comune metterà a disposizione del proprio incaricato il dispositivo necessario per effettuare la videoconferenza in modalità sicura.

L’esperienza delle udienze in videoconferenza nel domicilio del beneficiando si è ampliata negli ultimi anni, soprattutto quando il soggetto fragile è ricoverato in casa di riposo o in una struttura sanitaria, e diventando una modalità di fatto ordinaria durante la pandemia da Covid-19.

L’amministratore di sostegno

La Legge 9/1/2004 n.6 ha introdotto nel Libro I, titolo XII del Codice Civile, il Capo I relativo all’istituzione dell’amministratore di sostegno. Tale normativa prevede una protezione ad “ampio spettro” a favore delle persone che, per qualsiasi patologia, si trovino, parzialmente o temporaneamente, “prive, in tutto o in parte, di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana”, prevedendo, nel quadro di un progetto individuale, interventi di sostegno temporaneo o permanente.

Per garantire alla persona non autonoma un effettivo superamento dei propri limiti, gli atti giudiziari di competenza del giudice tutelare devono realizzare un progetto che veda come protagonisti, seppure in un’ottica di sussidiarietà, tutti i servizi che per competenza territoriale o funzionale possono concorrere a formare una rete di sostegno del beneficiario.

Nell’individuazione della figura dell’amministratore di sostegno il giudice tutelare valuta in primo luogo la disponibilità dei familiari del beneficiario; in mancanza, ricerca al di fuori della cerchia familiare il soggetto che possa ricoprire tale funzione, avvalendosi della disponibilità volontaria di professionisti competenti (avvocati, commercialisti, …) o di persone opportunamente formate a seguito di progettualità finanziate dalla Regione Veneto.

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