Prescrizione, approvato odg su tempi giustizia “ragionevoli”. Zanettin (FI): “cambiamento epocale”. Businarolo (M5S): “per ora rimane riforma Bonafede”. Prof Bettiol: “tornare a pre-riforma 2005”

Marta Cartabia
Marta Cartabia nuovo ministro della Giustizia
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Nuovo capitolo sul fronte prescrizione. Approvato un ordine del giorno sia da M5S che da Forza Italia, ma la riforma Bonafede per ora resta al suo posto. Abbiamo sentito i deputati veneti Zanettin (FI) e Businarolo (M5S) e l’avvocato e professore di diritto penale Rodolfo Bettiol. Il primo è ottimista su una svolta, per la seconda non cambia nulla. Bettiol, in ogni caso, pensa che la riforma di Bonafede vada assolutamente modificata.

Avv. Prof. Rodolfo Bettiol
Avv. Prof. Rodolfo Bettiol

“I tempi ragionevoli della giustizia sono previsti dalla Costituzione – ci ha spiegato – lo stop della prescrizione dopo la sentenza di primo grado di condanna è inaccettabile, un processo non può avere la durata della vita di una persona”. Possibile trovare un compromesso tra la visione ‘giustizialista’ e quella ‘garantista’? “Un’idea – risponde Bettiol – potrebbe essere di ritornare a prima della riforma del 2005”. La legge cosiddetta ex Cirielli ridusse i tempi di prescrizione e fu molto contestata da magistrati e avvocatura, anche se insasprì le pene per i recidivi.

La prescrizione del resto è un tema da 30 anni molto divisivo in politica, che la nuova ministra della Giustizia Cartabia si trova ad affrontare dopo che la linea dell’ex guardasigilli Bonafede, che secondo quella che prima era l’opposizione aboliva la prescrizione allungando i tempi dei processi, è stata accantonata per la nascita del governo Draghi che è sostenuto sia dal Movimento 5 Stelle che da Forza Italia, che sul tema hanno sempre avuto visioni diametralmente opposte. Dopo Italia Viva, +Europa e Azione, anche Forza Italia ha deciso di ritirare il suo emendamento contrario alla legge Bonafede nel decreto Milleproproghe. Oggi è stato approvato un ordine del giorno in cui si parla di tempi della giustizia “ragionevoli”, firmato sia da M5S che da Forza Italia, mentre ne è stato bocciato uno di Fratelli d’Italia che voleva un impegno da parte della ministra Cartabia a cambiare la riforma Bonafede. Odg su cui Forza Italia e Lega non hanno votato contro, ma si sono astenuti.

Oggi la strana maggioranza che sostiene il governo Draghi ha approvato un ordine del giorno firmato da tutti i capigruppo in commissione Giustizia: Giuliano (M5S), Turri (Lega), Bazoli (PD) Zanettin (FI), Annibali (Italia Viva), Conte (LEU), Aiello (Misto Centro Democratico), Cecconi (Misto eruopeisti Maie Psi), Costa (Misto Azione +Europa) sul tema della durata dei processi che “impegna il governo ad adottare le necessarie iniziative di modifica normativa e le opportune misure organizzative volte a migliorare l’efficacia e l’efficienza della giustizia penale, in modo da assicurare la capacità dello Stato
di accertare fatti e responsabilità penali in tempi ragionevoli (art. 111 della Costituzione), assicurando al procedimento penale una durata media in linea con quella europea, nel pieno rispetto della Costituzione, dei principi del giusto processo, dei diritti fondamentali della persona e della funzione rieducativa della pena”.

Pierantonio Zanettin in aula alla Camera
Pierantonio Zanettin in aula alla Camera

È stato invece respinto l’ordine del giorno presentato da Fratelli d’Italia, unico partito all’opposizione. Il gruppo di Giorgia Meloni puntava a impegnare il governo a rivedere le norme sul tema, per superare “quanto prima” la contestata riforma dell’ex ministro Alfonso Bonafede. L’odg è stato respinto ma non a larga maggioranza, come ci si sarebbe aspettati. I voti contrari sono stati 241. Dopo il cambio di governo, la maggioranza parlamentare è cresciuta toccando quote che fino a poche settimane fa erano impensabili. Ieri, ad esempio, durante il primo voto della nuova compagine, è stata raggiunta la soglia dei 390 voti. Quasi 50 in più di oggi. Hanno votato contro all’odg ‘solo’ 241 deputati della maggioranza, mentre 189 di sono astenuti e 27 hanno votato a favore. Si sono dunque sfilati, astenendosi, Lega, Forza Italia e Italia viva (Fonte Public Policy).

Francesca Businarolo (M5S)
Francesca Businarolo (M5S)

“Abbiamo ricevuto garanzie dal nuovo ministro – ci ha spiegato il deputato vicentino di Forza Italia in Commissione Giustizia alla Camera Pierantonio Zanettin mentre era ancora in aula -. Si tratta di un cambiamento epocale rispetto alla linea Bonafede”. Cambiamento avallato evidentemente anche dal Movimento 5 Stelle. La “svolta” si tradurrà in una legge o servirà solo per prendere tempo? “Loro proveranno a tenere la barra” aggiunge ancora Zanettin. “Per ora non c’è in previsione nessuna modifica rispetto alla riforma Bonafede – si è limitata a dirci Francesca Businarolo, deputata padovana del Movimento 5 Stelle in commissione Giustizia”. Per il momento Forza Italia e Lega danno fiducia a Cartabia, staremo a vedere se su un tema del genere il governo Draghi continuerà a camminare sul filo del rasoio fino al 2023, o se il Movimento 5 Stelle cambierà linea, o se, per l’ennesima volta in Italia, il tema della Giustizia farà cadere il governo.

 

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