Polizia Provinciale: un anno di attività a tutela della fauna selvatica. Nel vicentino tante e varie specie animali

polizia provinciale Vicenza
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Vicenza, 25 febbraio 2021 – Polizia Provinciale sentinella della fauna selvatica. Con un organico ridotto a seguito della riforma sulle Province, il Corpo di Polizia Provinciale concentra la propria attività sulle materie tradizionali legate alla tutela del patrimonio faunistico e alla vigilanza in materia di caccia e pesca.

Questa mattina il presidente della Provincia Francesco Rucco e il comandante Claudio Meggiolaro ne hanno tracciato il bilancio di un anno di attività.

“Il vicentino -ha esordito il presidente Rucco- è un territorio ricco dal punto di vista ambientale, con contesti umidi di pianura, collinari e montani, popolati da specie faunistiche molto interessanti sia in quantità che in varietà. Un patrimonio che abbiamo il dovere di tutelare e lo facciamo dedicando a questo compito l’intero corpo di Polizia Provinciale, composto da 21 agenti. Tutela che comprende la vigilanza sulla caccia e la pesca, il recupero degli animali feriti, ma anche il controllo dei grandi predatori, come il lupo, l’orso il cinghiale, e il monitoraggio di animali, primi fra tutti gli ungulati, che il cambiamento climatico sta spingendo in grande quantità sempre più a valle.”

Il vicentino ha una tradizione consolidata quanto a caccia e pesca. Attualmente si contano circa 12.000 cacciatori e altrettanti pescatori. Nel servizio di vigilanza sul territorio, la Polizia Provinciale si è avvalsa, attraverso il coordinamento dei vari gruppi e predisponendo i programmi di servizio mensile, dei nuclei di agenti giurati volontari sulla caccia (71 agenti) e sulla pesca (121 agenti), messi a disposizione da varie associazioni venatorie e ambientaliste.

Vigilanza in materia di accia e pesca

I servizi mirati a contrastare i fenomeni di prelievo abusivo di fauna hanno portato a denunciare all’Autorità Giudiziaria 33 persone, con riferimento in particolare ai reati di detenzione e abbattimento di specie protette e particolarmente protette (24), l’uso di mezzi e richiami vietati (15), pratica dell’uccellagione (4). Tre cacciatori sono stati segnalati anche per violazioni penali sulla detenzione di armi.

A seguito degli accertamenti penali è stato sottoposto a sequestro un numero significativo di fauna e di mezzi, tra i quali: 18 fucili da caccia, 3 silenziatori, 1 visore notturno, 51 cartucce cariche, 14 richiami acustici, 12 tra reti e trappole, 104 uccelli vivi e 54 morti di specie protette, 1 capriolo morto.

I verbali di accertamento di violazioni amministrative in materia di caccia redatti dalla Polizia Provinciale sono stati 240, mentre quelli degli agenti volontari sono risultati 34. Tra le fattispecie più frequentemente contestate si sono registrate: violazioni alle norme sulla installazione degli appostamenti di caccia 106, mancate annotazioni sul tesserino regionale 58, mancato rispetto delle distanze di caccia da immobili e strade 38, violazione alle norme sull’uso dei cani da caccia 37, violazioni alle norme di calendario e sugli orari 40.

I verbali contestati in materia di pesca sono stati 9 da parte della Polizia Provinciale e 27 da parte degli agenti volontari e hanno riguardato prevalentemente infrazioni sulla pesca di salmonidi. Da evidenziare che l’attività di pesca nel 2020 ha subito notevoli restrizioni a causa della normativa anti-covid.

Nel contesto dei servizi di controllo del territorio sono stati contestati complessivamente 24 verbali di violazione alle norme regionali sulla viabilità silvo-pastorale, sulla raccolta dei funghi e dei tartufi e della flora protetta.

Attività di gestione faunistica

La Polizia Provinciale è stata impegnata in interventi rivolti ad una corretta gestione delle popolazioni faunistiche, su richiesta e a supporto delle strutture regionali (uffici Caccia e Pesca della Regione Veneto), cui competono la gestione tecnica e amministrativa in campo faunistico ittico-venatorio. Le attività specifiche hanno riguardato:

  • recupero di animali selvatici morti, feriti o in difficoltà: la Polizia Provinciale è intervenuta direttamente nei casi più problematici e ha coordinato l’attività svolta da circa 200 volontari messi a disposizione dai due Ambiti Territoriali di Caccia e dall’Ente Nazionale Protezione Animali di Vicenza, con i quali la Provincia stessa ha sottoscritto un accordo di collaborazione per gli interventi di recupero e soccorso. Complessivamente sono stati recuperati 413 mammiferi, 171 rapaci e 1569 uccelli

  • monitoraggio e censimento delle specie selvatiche oggetto di piano di prelievo, ungulati e gallo forcello, in collaborazione con le strutture locali di gestione venatoria (Ambiti Territoriali di caccia e Comprensori Alpini); per il territorio provinciale si stima una presenza significativa di popolazioni di caprioli (4281), di camosci (3288), di cervi (1468), di mufloni (1314), mentre per il gallo forcello, specie attualmente in difficoltà, vengono effettuati rigorosi rilievi sull’andamento della consistenza e della salute della popolazione;

  • vigilanza sul rispetto dei piani di abbattimento degli ungulati; su un totale di 1861 tra caprioli, cervi, camosci e mufloni ammessi ad abbattimento in provincia di Vicenza nel 2020, circa il 30% dei prelievi sono stati oggetto di controllo da parte della Polizia Provinciale, per verificare la rispondenza alle classi di età e al sesso dei capi assegnati, nonché alle modalità di prelievo selettivo;

  • rilevamento dei danni provocati da grandi carnivori (lupo e orso) sugli animali allevati: sono stati effettuati 91 accertamenti per la verifica dei danni, con seguente verbalizzazione e supporto tecnico agli allevatori per la predisposizione della documentazione da inoltrare alla Regione Veneto per il risarcimento;

  • attuazione dei piani regionali di controllo di cinghiale, nutria, colombo di città, con monitoraggio dei danni provocati alle attività antropiche e messa in opera dei metodi di prevenzione. Le operazioni di contenimento, svolte con la collaborazione di cacciatori autorizzati e costantemente monitorati, hanno portato al prelievo di 810 cinghiali, 1437 nutrie e 13791 colombi;

  • controlli negli allevamenti di fauna selvatica (49) e nei siti per appostamento fisso (14) finalizzati a verificare i requisiti per il rilascio delle autorizzazioni regionali;

  • rilevamento di sinistri stradali causati da attraversamenti di fauna selvatica, in totale 194.

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