Piscine di Vicenza, Colombara a Rucco e Celebron: “chi comanda in casa del Comune?”

il centro medico alle piscine Vicenza
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Di seguito l’interpellanza di Raffaele Colombara, Consigliere comunale Lista “Quartieri al centro” sulle Piscine di Vicenza

Valutare se sussistono ancora le condizioni per la concessione o revocarla e procedere a una nuova gara. Inserire la prevista e mai stipulata Convenzione che regola le modalità d’uso garantite alle attività sportive. Dare un futuro a centinaia di atleti o semplici sportivi vicentini, e molte famiglie, che sono nell’assoluta incertezza rispetto al loro futuro agonistico e sportivo.

Una domanda al Sindaco Rucco ed all’Assessore allo Sport Celebron: chi comanda in casa del Comune, su un bene pubblico, che nella gestione dovrebbe avere come finalità principale l’interesse dei cittadini vicentini?

Quello che sta succedendo con la rescissione del contratto tra il gestore dell’impianto Piscine di Vicenza e la società sportiva Nuoto Vicenza Libertas è veramente molto grave e l’Amministrazione, se c’è, deve farsi valere!

Con che coraggio? Con che coraggio si vanno a chiedere di questi tempi gli arretrati ad una società sportiva che da decenni sta facendo il bene della città, ricordiamolo, attraverso lo sforzo ed il lavoro volontario di tanti vicentini, per obiettivi, ricordiamo anche questo, non solo sportivi, ma anche sociali, basti pensare alle importanti attività a favore dei disabili?

Le giustificazioni che abbiamo letto sulla stampa in questi giorni non sono assolutamente plausibili e richiedono di essere accuratamente approfondite dall’Amministrazione.

Quel che è certo è che un grave danno è stato creato alla collettività, visto che rischia di essere chiusa l’attività della seconda più antica società sportiva operante in città, importante certo per i prestigiosi risultati agonistici consecutivi conseguiti nel corso della sua attività, ma importante forse anche di più per l’importante tessuto sociale e sportivo creato in questi decenni.

L’amministrazione Rucco, dopo lo scivolone commesso con la benedizione dell’assessore Celebron all’inaugurazione di un centro medico all’interno della struttura, si è successivamente, e positivamente, fatta garante di un accordo lo scorso anno: ebbene, di questi sforzi il gestore sembra essersene fatto un baffo.

Che ne dicono il sindaco Rucco e l’assessore Celebron?

Ci si pronuncia solo ora a piatti lavati, quando i buoi sono ormai fuggiti?

O si vogliono affrontare i nodi della questione?

Tre sono le questioni.

C’è innanzitutto un’azione che il Comune deve assolutamente intraprendere: insieme a chiedere conto delle ragioni reali dietro questa rescissione unilaterale, deve approfondire anche attraverso il confronto con chi ha titolo, tra cui la Federazione, se sussistano ancora le condizioni per la concessione; altrimenti essa venga immediatamente revocata e il Sindaco Rucco e l’assessore Celebron procedano con nuova gara: sarò il primo ad appoggiarli.

Al centro dev’esserci il bene comune e l’interesse dei vicentini, che sono ben chiari fin dall’inizio della storia di questa piscina. E non dev’essere certo l’attuale Gestore a spiegare al Comune quale sia la finalità per cui è nata la struttura.

Ricordiamo infatti come questa piscina sia nata e sia stata costruita da Comune e CONI con finalità chiaramente sportiva e agonistica; a ricordarcelo, prima di tante parole, è la sua inusuale misura di 33 metri, che è quella di un impianto dedicato alla pallanuoto.

Ci chiediamo se e come sia stata rispettata tale finalità in questi decenni, leggendo ogni anno delle difficoltà da parte di Nuoto Vicenza Libertas a reperire spazi acqua per le attività che dovrebbero essere l’attività principale della piscina, e che invece rischiano di portare oggi addirittura alla chiusura della società sportiva.

E qui arriviamo al secondo nodo.

Strettamente legata alla questione della concessione, affidata e rinnovata in maniera quantomeno inusuale da diverse Amministrazioni, c’è quella della Convenzione che regola le modalità d’uso garantite alle attività sportive, prevista negli atti originari, sempre nominata, ma mai perfezionata (ragion per cui anche il sottoscritto non ha mai votato per il rinnovo della convenzione). Bene, su questo l’Amministrazione sani questa grave lacuna e vada immediatamente a perfezionarla. Ribadendo così l’interesse prioritario del bene della città e le ragioni per cui la piscina è sorta.

Un contratto da sottoscrivere tra Comune e Gestore, chiunque esso sia, riprendendo la convenzione originale.

Infine, ma non ultimo, le attività sportive e gli atleti: l’Amministrazione come intende tutelarli, concretamente? Oggi centinaia di atleti o semplici sportivi vicentini, e molte famiglie, sono nell’assoluta incertezza rispetto al loro futuro agonistico e sportivo: dove andranno? Con chi?

Quest’ultima domanda apre alla vera considerazione su tutta la vicenda: un autentico patrimonio sportivo e sociale della città, costruito in decenni dalla passione e dal lavoro dei vicentini stessi, viene buttato via per ragioni non chiare, ma essenzialmente di privato interesse economico.

L’Amministrazione comunale, se c’è, batta un colpo!

Tutto ciò premesso, si chiede all’Amministrazione di rispondere su quanto sopra esposto e di attivarsi per procedere su quanto richiesto, nell’interesse del bene comune e della priorità degli interessi collettivi, sociali e sportivi.

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