Pfas e riapertura scuole, iniziativa del ‘Movimento No Pfas del Veneto’

Manifestazione a Lonigo contro i Pfas
Manifestazione a Lonigo contro i Pfas
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L’associazione ‘Gruppo educativo/culturale Zero Pfas’, costola operativa del movimento
‘No Pfas del Veneto’, in occasione della riapertura delle scuole, lancia il progetto
«LA SALUTE NELLA TERRA DEI PFAS. Nuove pratiche di cittadinanza». “Trattiamo – illustriamo, spieghiamo, discutiamo – con gli studenti l’educazione alla salute, inserita nell’educazione ambientale, come una direzione essenziale e trasversale del processo educativo – spiega l’associazione in un comunicato -. Ci confrontiamo con loro sulla necessità e urgenza di un cambiamento culturale capace di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità che generazioni future riescano a soddisfare i propri (Brundtland, 1987). Condividiamo con loro speranze, azioni concrete per una società che mette al centro la sostenibilità ambientale fondata sul primato di salute, sulla gestione democratica dei beni comuni. Il nostro progetto, come delineato nella lettera ai Dirigenti scolastici, scritta con il cuore e la mente, lascia libere le scuole nel proprio percorso autonomo, logistico, organizzativo, disciplinare, durante l’anno, dando importanza ai ragazzi per promuovere la loro consapevolezza, il loro coinvolgimento, la partecipazione alla definizione di un modello valido di vita sociale prendendo lo spunto dall’inquinamento Pfas, per definire insieme che cosa possiamo imparare da questa triste esperienza specifica vissuta nel Territorio, come possiamo agire evidenziando la responsabilità delle istituzioni e degli Enti preposti alla Sicurezza della popolazione”.

“Il progetto è solo l’inizio di un percorso – continua l’associazione -. Al di là dei risultati concreti, lo ribadiamo, è importante far sperimentare ai ragazzi “giovani protagonisti” il percorso che proponiamo. Serve per acquisire competenze che non sono solo informazioni e conoscenze ma anche capacità tecniche e abilità organizzative, per imparare e apprendere le modalità della tutela dell’ambiente, della sua gestione e valorizzazione, i soggetti
con cui bisogna interfacciarsi, stabilendo un rapporto, con i luoghi in cui abitano, significativo ed empatico. Una dimensione di cura e responsabilizzazione, una maturazione civica e politica, per sperare davvero, senza retorica, in un futuro migliore”.

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