Per i bookmakers il Vicenza sarà la maglia nera del campionato. Ma è troppo presto per dirlo

Stefano Rosso, presidente del Lr Vicenza, con Renzo Rosso, presidente di OTb
Stefano Rosso, presidente del Lr Vicenza, con Renzo Rosso, presidente di OTb
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Prima dell’inizio del campionato, Snai Sisal e Bwin, tre dei più importanti bookmakers, hanno quotato concordemente il Vicenza all’ultimo posto della Serie B 2020-2021. Dopo le prime due giornate Snai ha confermato la maglia nera per la squadra di Mimmo Di Carlo, ridimensionando però parecchio la quota che ha portato dal 100 iniziale a 35. Se oggi uno scommettitore puntasse 1 euro sulla vittoria del campionato dei biancorossi, ne vincerebbe 35 all’esito dell’ultima giornata.

Non diamo troppa attendibilità a queste proiezioni, che comunque sono fatte da gente competente. È un’impresa quasi impossibile pronosticare all’inizio di un campionato (che, purtroppo, potrebbe essere condizionato da aspetti non sportivi) chi lo vincerà, figuriamoci chi arriverà all’ultimo posto. Per restare sul tecnico, quindi senza tirare in ballo la mera possibilità di sballare completamente la previsione, basterebbe solo considerare che le rose di ottobre potrebbero non essere quelle di febbraio, dopo cioè una sessione invernale di calciomercato in grado di cambiarne il valore e non marginalmente.

Resta però il fatto che la bocciatura, concordemente rifilata dai bookmakers al team di RR, ha avuto una ricaduta quanto meno sull’immagine dei biancorossi, visto che i media non si sono certo tirati indietro nel riportarla. E non dev’essere sfuggita nemmeno in società, visto che gli obbiettivi stagionali sono stati ben presto ridimensionati: dall’iniziale “puntiamo a un posto nei play off” del presidente a un successivo (ben più cauto e meno impegnativo) “potremmo essere la sorpresa del campionato” dell’allenatore e del direttore sportivo Magalini.

Ma un ultimo posto (assegnato addirittura a priori!) è davvero meritato per il Vicenza? Attenendoci a una analisi seria, è difficile dirlo. Indubbiamente, però, sarebbe sbagliato nascondere che più di un dubbio ci sia. C’è, prima di tutto, da pagare il prezzo del salto di categoria: il livello tecnico della C è inferiore a quello della Cadetteria e, nel caso dei biancorossi, lo si è visto proprio nel reparto che, nell’incompiuto ultimo campionato, era stato il pezzo forte della squadra. Parliamo ovviamente della difesa, che, a un certo punto, era risultata la meno battuta a livello continentale. Quest’anno la linea dei difensori invece non è partita con lo stesso piglio e ha mostrato, sia in precampionato che nei primi due turni, incertezze che nessuno si aspettava.

L’altra incertezza la ha data il calciomercato. Che è stato senz’altro efficace nel rafforzamento delle fasce con il raddoppio della disponibilità di giocatori per i ruoli di esterni difensivi e offensivi, mentre non ha convinto nella copertura di quelli degli attaccanti. Un giudizio definitivo, oggi, è prematuro perché bisognerà prima vedere in campo gli ultimi arrivati, Jallow e Longo, e cioè se saranno in grado di essere quella punta di peso in area e, soprattutto, dal gol facile di cui, già in C, si era sentita la mancanza.

Di Carlo, è vero, dispone oggi di molte soluzioni offensive, che sono anche conseguenza di un mercato in uscita non proprio brillante. I sei attaccanti in rosa garantiscono molte soluzioni per la copertura dei due posti in prima linea, anche se resta il dubbio che fra gli aspiranti ci sia qualche doppione.

Ci sarebbe poi il discorso del regista. L’anno scorso, per questo ruolo, è stato acquistato Rigoni, che però ha confermato di essere quello che è sempre stato e cioè un ottimo mediano ma non un play maker. Lo è stato invece, un po’ a sorpresa, nella partita contro il Pordenone. Ma resta il dubbio che il ritmo bassissimo della gara gli abbia facilitato il compito. Sarà da rivedere contro avversari più dinamici.

Non si sa se, per necessità o per scelta, Di Carlo ha per ora rinunciato, nel suo 4-4-2, al regista. Soluzione, a dire il vero, inevitabile per questo modulo, ma se si giocasse con il 3-5-2? L’unico uomo disponibile in rosa, certificato nel ruolo, è il ventenne Da Riva, ma non si può certo pretendere che un ex-Primavera che in prima squadra, nell’Atalanta, ha fatto in tutto una panchina in A e un subentro di 8’ in Champions League, possa diventare da un giorno all’altro il Pirlo dei biancorossi.

L’ultima incognita che pesa sul ruolo del Vicenza in questo campionato è la mancanza del pubblico nelle partite al Menti. Il leit motiv di tutti i giocatori, vecchi e nuovi, è il riconoscimento della spinta che i tifosi danno alla squadra. Ora, a causa del Covid, viene a mancare questo dodicesimo uomo e bisognerà vedere se la squadra riuscirà farne a meno. Come ha spiegato in una recente intervista televisiva il difensore Daniel Cappelletti, riferendosi all’esperienza di giocare a porte chiuse o con pochi spettatori: “siamo professionisti ma sentiamo anche noi in campo le emozioni”.

E cioè: giocare a favore di pubblico o meno non è proprio la stessa cosa. Non è un fattore da sottovalutare, tant’è che potrebbe diventare un’arma in più per le squadre ospiti.

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Gianni Poggi
Gianni Poggi risiede e lavora a Vicenza. È iscritto all’Ordine dei giornalisti. Le sue principali esperienze giornalistiche sono nel settore radiotelevisivo. È stato il primo redattore della emittente televisiva vicentina TVA Vicenza, con cui ha lavorato per news e speciali ideando e producendo programmi sportivi come le telecronache delle partite nei campionati del Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi, i dopo partita ed il talk show «Assist». Come produttore di programmi e giornalista sportivo ha collaborato con televisioni locali (Tva Vicenza, TeleAltoVeneto), radio nazionali (Radio Capital) e locali (Radio Star, Radio Vicenza International, Rca). Ha scritto di sport e di politica per media nazionali e locali ed ha gestito l’ufficio stampa di manifestazioni ed eventi anche internazionali. È stato autore, produttore e conduttore di «Uno contro uno» talk show con i grandi vicentini della cultura, dell’industria, dello spettacolo, delle professioni e dello sport trasmesso da TVA Vicenza. Ha collaborato con la testata on line Vvox per cui curava la rubrica settimanale di sport «Zero tituli». Nel 2014 ha pubblicato «Dante e Renzo» (Cierre Editore), dvd contenente le video interviste esclusive a Dante Caneva e Renzo Ghiotto, due “piccoli maestri” del libro omonimo di Luigi Meneghello. Nel 2017 ha pubblicato per Athesis/Il Giornale di Vicenza il documentario «Vicenza una favola Real» che racconta la storia del Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi e G.B. Fabbri, distribuito in 30.000 copie con il quotidiano. Nel 2018 ha pubblicato il libro «Da Nobile Provinciale a Nobile Decaduta» (Ronzani Editore) sul fallimento del Vicenza Calcio e «No Dal Molin – La sfida americana» (Ronzani Editore), libro e documentario sulla storia del Movimento No Dal Molin. Nel 2019 ha pubblicato per Athesis/Il Giornale di Vicenza e Videomedia il documentario «Magico Vicenza, Re di Coppe» sul Vicenza di Pieraldo Dalle Carbonare e Francesco Guidolin che ha vinto nel 1997 la Coppa Italia.