Pedemontana Veneta: la versione di Elisabetta Pellegrini su rifiuti interrati, Iva e penali per ritardo lavori

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La Regione Veneto ha diffuso una lettera dell’ingegner Elisabetta Pellegrini, direttore della Struttura di Progetto della Superstrada Pedemontana Veneta, indirizzata al presidente del Veneto Zaia, a proposito dell’interramento di rifiuti scoperto da un residente ad Altivole, della questione del recupero di 20 milioni di Iva e delle penali per il ritardo dei lavori.

Dai dati assemblati si tratta di lavorazioni di formazione del manto di terra vegetale della scarpata nord dell’infrastruttura, al km 61 circa, in comune ad Altivole, località San Vito, in Provincia di Treviso, al fine dell’inerbimento, lavorazione preventiva dell’idrosemina. Nella giornata di ieri pomeriggio si è provveduto allo scavo nel punto indicato al fine di verificare di cosa si si trattasse, e rimuovere il materiale antropico. Le operazioni si sono concluse intorno alle ore 14 di ieri. Mi hanno quindi trasmesso un video, che si allega, specificando che da quanto rinvenuto nello scavo sono stati interrati dei sacchetti vuoti di plastica per calce, di cui si legge bene le caratteristiche ed il produttore. Hanno potuto pertanto accertare che tali prodotti non sono in uso nel cantiere di Pedemontana, non essendo prodotti allocati nelle liste di acquisto” spiega Pellegrini.

La struttura di progetto rivela il tipo di rifiuti interrati in Pedemontana: sacchetti di plastica per calce con nome ditta

Il concessionario si è attivato anche per effettuare la denuncia dell’abbandono dei rifiuti rinvenuti, assumendo accordi con la Stazione dei Carabinieri per la giornata di domani. Si attende comunque la conclusione dell’intervento richiesto al Noe e ad ARPAV. Informo inoltre che i lavori, alle condizioni di oggi, non subiranno rallentamenti in relazione ai fatti oggetto di questa relazione. L’ufficio disporrà inoltre nell’immediato, prima della conclusione delle lavorazioni della tratta di Pedemontana da Bassano a Montebelluna, tutti gli accertamenti necessari a fugare ulteriori possibili dubbi, richiedendo verifiche a campione (sondaggi e scavi di verifica) da condurre in contraddittorio con il concessionario e con il supporto di ARPAV, sulla base della convenzione sottoscritta con quest’ultima per il supporto alla vigilanza ambientale“.

Confermo infine il mantenimento del sistema di monitoraggio e controllo che ho istituito nella gestione ordinaria affidatami dalla Regione per la realizzazione di Pedemontana, con report mensili e relazioni trimestrali al Ministero dell’Ambiente e al Ministero delle infrastrutture. Aggiungo – spiega poi Pellegrini – a chiarimento di alcune confuse dichiarazioni apparse ieri sulla stampa da parte di alcuni non bene informati, che i 20 milioni di IVA, indebitamente pagati dal Commissario del Governo, sono stati versati all’Agenzia delle Entrate, prima che quest’ultima si esprimesse sulla non assoggettabilità all’imposta del contributo statale; su questo sto attivando il recupero”.

Quanto alle penali – conclude il direttore della struttura di progetto – stante che l’entità della stessa da applicare risulta dal prodotto della penale mensile per il numero di mesi di ritardo, prima della fine dei lavori, cioè prima di aver quantificato i mesi di ritardo, non può essere determinata e quindi non può essere richiesta al concessionario. Si potrà procedere solamente alla conclusione dei lavori“.

 

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