Paradossi del mondo post Covid: estrema destra e centri sociali contro Amazon in sintonia con Vestager, banchicida “tricolore” in nome dell’anti trust

Jeff Bezos patron di Amazon nel 2018, foto Wikipedia
Jeff Bezos patron di Amazon nel 2018, foto Wikipedia
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Ci vorrebbe il Duce per liberarci dalla dittatura sanitaria, una multinazionale farmaceutica lavora sul vaccino anti-Covid, segno che il Covid era un complotto delle multinazionali farmaceutiche per guadagnarci. Il virus è solo una semplice influenza però bisogna bloccare i migranti per impedirgli di portarci il virus. Se vince Biden faranno il lockdown in Italia così mettono il 5G che ci attiva il virus, ci spia la mail e in ogni caso fa guadagnare un sacco di soldi a Bill Gates. Il Covid l’hanno inventato solo per far fuori Trump. Se la bottega sotto casa ha chiuso è colpa di Amazon. Se avesse chiuso 5 anni fa sarebbe stata colpa dei kebabbari. I pagamenti elettronici favoriscono solo le banche. I matrimoni gay distruggono la famiglia tradizionale. Siamo invasi dagli islamici“.

Che dite? Basta così? Se ne sentono e se ne leggono tante, su Facebook, nei bar, ma purtroppo anche in televisione e in Parlamento o nei consigli regionali e comunali (quelli provinciali non dovevano essere spariti?). Del resto li abbiamo visti tutti i cinesi mangiare topi vivi. L’avversione per le banche e per le multinazionali è, per esempio, un punto di contatto tra l’estrema destra e l’estrema sinistra. Non c’è da stupirsi, poi, se Di Battista e Di Maio dicono di portare con sé i valori di Berlinguer e Almirante.

A Vicenza, durante la manifestazione di centri sociali e Cobas contro il Dpcm Conte del 24 ottobre, la multinazionale di Bezos è finita più volte, assieme a Confindustria, nel mirino dei manifestanti, per essersi arricchita. I giovani hanno anche sottolineato, e hanno fatto bene, che il sindaco che è andato in piazza assieme a ristoratori e baristi che protestavano contro le chiusure è lo stesso che ha avallato il nuovo centro di smistamento Amazon a Vicenza Est: Rucco, centrodestra. Centro che porterà lavoro. Poi che tipo di lavoro sia è un altro discorso. Ma come per il treno a vapore nell’Ottocento, l’elettricità nel Novecento o internet nel Terzo Millennio non ha senso demonizzare la tecnologia a prescindere.

Un centro logistico di Amazon
Un centro logistico di Amazon

Come invece fanno gli esponenti vicentini dei due movimenti di estrema destra “Movimento nazionale” e “Presidio Vicenza” che in una nota affermano che “per ogni nuovo assunto in Amazon, ci sono decine di negozi che chiudono non potendo garantire per ragioni dimensionali gli standard di efficienza e velocità di spedizione che Amazon chiede per entrare a far parte del suo club esclusivo. Il risultato è l’impoverimento del nostro tessuto produttivo, lo svuotamento dei centri storici e dei borghi, la perdita irreversibile del senso di identità e di comunità. Questo Natale sostieni i piccoli commercianti della tua zona, i nostri artigiani e le nostre imprese, acquistando direttamente da loro i regali di Natale. Un piccolo sacrificio del tuo tempo può significare moltissimo e aiutare la nostra nazione, i suoi cittadini e il suo tessuto produttivo a rialzarsi dalla crisi più difficile della sua storia“.

Andrebbe spiegato che gli acquisti con consegne a domicilio esistevano anche prima del Covid e che in questo momento sono anche consigliabili per motivi igienico-sanitari. Ma anche che nulla vieterebbe di ordinare sarde in saor o polenta e baccalà su internet, perché Amazon non vende solo prodotti stranieri anzi… È, in primis, una piattaforma logistica che attiva le vendite di tutti, ovviamente con le sue convenienze come fanno anche le grandi catene di supermarket, che vendono marchi noti e accanto a loro i propri brand più convenienti per alcuni aspetti e che posizionano le merci sugli scaffali in base a precise scelte commerciali oltre che su lucrosi accordi con i venditori.

Per cui lo slogan ‘prima gli italiani’, che poi può diventare ‘prima i lombardi’ o ‘prima i veneti’ con annessi ‘prima i vicentini’ o ‘prima San Pio X’ a seconda degli interessi, non cozza necessariamente con l’esistenza di Amazon e di conseguenza anche l’invito a ‘comprare italiano’, seppur anacronistico (l’autarchia non ha funzionato nemmeno nel Ventennio, figuriamoci nel mondo iperconnesso di oggi) non è in opposizione con la multinazionale di Bezos.

Nessuno vuole sottovalutare il rischio che il Covid diventi un pretesto per rendere ancora più liquida (Bauman dixit) la società attuale e virtuale qualsiasi rapporto, amoroso, lavorativo etc. Ma attaccare in maniera generica le multinazionali e le banche non è molto intelligente, soprattutto perché sparare nel mucchio è inefficace. Altra cosa è parlare di diritti, mettere delle regole. Accettare Amazon non significa essere d’accordo con lo sfruttamento del lavoro, così come esigere una riforma del sistema bancario non significa voler mettere i soldi sotto al materasso.

Margrethe Vestager, la commissaria UE alla concorrenza
Margrethe Vestager, la commissaria UE alla concorrenza

E a proposito di banche, c’è un nome che le lega ad Amazon. È quello della vicepresidente della Commissione europea Margrethe Vestager, responsabile anche delle politiche per il mercato (alias antitrust), che aveva già indagato su Amazon nel 2014 e che oggi accusa Bezos di concorrenza sleale a causa di Amazon Prime, aprendo una procedura d’infrazione per violazione delle regole sull’antitrust: “dobbiamo garantire che le piattaforme con doppio ruolo di potere nel mercato, come Amazon, non distorcano la concorrenza, i dati sull’attività di venditori di terze parti non devono essere utilizzati a vantaggio di Amazon quando agisce come concorrente di questi venditori, le regole di Amazon non dovrebbero favorire artificialmente le offerte di vendita al dettaglio di Amazon o favorire le offerte dei rivenditori che utilizzano i servizi di logistica e consegna di Amazon. Con l’e-commerce in forte espansione, Amazon è la principale piattaforma al riguardo. Un accesso equo e senza distorsioni ai consumatori online è importante per tutti i venditori” (fonte Tecnoandroid.it).

Un altro paradosso che dimostra, ahimé andreottianamente, come la questione sia “un po’ più complessa“: l’estrema destra che critica l’Europa e spera che i loro cugini politici, i cosiddetti sovranisti, riescano a smantellarla, si trova in realtà d’accordo con il Commissario europeo e social-liberale Vestager, nell’attaccare Amazon.

In attesa di sapere se questa mossa di Bruxelles è solo politica o se Amazon ha veramente violato le regole, vale la pena ricordare l’infausta decisione della Vestager di bloccare gli interventi di altre banche su banche italiane, poi fallite, perché sarebbero stati a suo dire stati aiuti di Stato. I tribunali europei poi hanno smentito il Commissario, ma intanto le banche erano scoppiate. ‘Del senno di poi son piene le fosse‘, diceva Manzoni.


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Tommaso De Beni
Giornalista pubblicista dal 2020 nato nel Basso Vicentino nel 1987, laureato in Teoria e critica letteraria. Ex presidente dell'associazione culturale e redattore della rivista "ConAltriMezzi". Ho pubblicato racconti nelle raccolte "Write not die" ed "Escape" e poesie in siti vari e "Pagine". Ospite della trasmissione televisiva "MattinaInFamiglia" nel 2013. Ex collaboratore di PopcornTv, Notizie.it, BlastingNews e Vvox