Palazzo Thiene, la rabbia del cittadino truffato da BpVi Franco Barbieri: “perché dovrei comprare ciò che già era mio?”

Palazzo Thiene a Vicenza
Palazzo Thiene a Vicenza
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La notizia che Palazzo Thiene, un patrimonio di grande valore artistico e culturale, potrebbe tornare alla città di Vicenza invece che finire in mano ai privati dopo il crac dell’ex Banca Popolare di cui è stato sede storica, è sicuramente positva ma ha comunque sollevato un dibattito su alcune questioni. Il senatore socialista Nencini chiede al ministro dei Beni Culturali Franceschini di esercitare il diritto di prelazione e anche i consiglieri comunali di opposizione hanno chiesto come mai il Comune invece che esercitare questo diritto abbia scelto la strada dell’acquisto privato offrendo 4,3 milioni di euro, mentre lo studioso di toponomastica vicentina Luciano Parolin ha proposto che siano i vicentini più facoltosi a dare un contributo per l’acquisto. Oggi ci scrive Franco Barbieri, uno delle tante persone danneggiate dal crac della BpVi, che si dice fortemente contrario all’acquisto in via privata da parte del Comune.

“Apprendo che il Comune vorrebbe acquistare Palazzo Thiene. Sono uno dei tanti truffati dai vertici della Banca Popolare di Vicenza insieme ad agenzia di rating, Banca d’Italia, Consob, B.C.E., politica nazionale, commissari non eletti europei Centrale dei Rischi e P. U.M.A.. Quindi una piccola porzione del Palazzo Thiene era anche mia, ma mi è stata espropriata per le ladrerie e le inefficienze dei sopra citati. Ora secondo lei, in aggiunta alle già esose tasse, per i servizi che già paghiamo a questo Comune, dovrei anche aggiungere l’obolo per acquistare quello che era già mio? Come azionisti siamo stati già abbastanza presi per i fondelli”.

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