“Naviganti di frodo” di Maurizio Crema, giornalista e scrittore: una profonda amicizia e la ricerca di se stessi attraverso la fuga e l’avventura

«Avevano una direzione e gliela comandava il vento, non dovevano fare nient’altro che assecondarlo, senza responsabilità, senza pensieri, tutt’uno col mare, la natura, il mondo».

"Naviganti di frodo" di Maurizio Crema
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Naviganti di Frodo è la storia di una profonda amicizia e della ricerca di se stessi attraverso la fuga e l’avventura. Il romanzo è stato scritto da Maurizio Crema che, nella sua narrazione, ha dato anche ampio spazio a riflessioni su temi tragicamente attuali e all’analisi di una società in cui consumismo e torpore delle coscienze fanno da padroni.

I protagonisti della storia sono tre adolescenti veneziani: Alvise, Silvia e Daniele. Alvise e Silvia vivono con il padre, un giornalista sempre immerso nella lettura e ancora legato al passato, alla vitalità e al senso di sicurezza di quegli splendidi anni ’80, rimpiazzati dalla precarietà e dalla disillusione degli anni 2000; la madre dei ragazzi ha lasciato quasi totalmente all’ex marito le cure dei figli, preferendo dedicarsi a se stessa, alle sue avventure, al suo lavoro e ai suoi acquisti. Daniele è amico di Alvise, appassionato di vela e amante del mare, ma impossibilitato ad acquistare una barca tutta sua e a partire in solitudine a causa delle ristrettezze economiche della famiglia.

I tre ragazzi desiderosi di imbarcarsi per esplorare il mare e vivere nuove avventure, decidono di organizzarsi per “prendere in prestito” Per Elisa, la barca di Ferdi, il padre di Alvise e Silvia. Dopo essersi inventati una serie di bugie e scuse per aggirare i sospetti delle rispettive famiglie e dopo aver superato controlli e ostacoli, i tre ragazzi riescono finalmente a imbarcarsi per andare a esplorare l’Adriatico. All’inizio sembra difficile trovare un equilibrio tra i tre, così diversi tra loro e con interessi tanto differenti, ma il pensiero di essere finalmente liberi, in mare aperto, con il vento sul viso appiana pian piano le divergenze e ognuno trova la sua giusta collocazione, il suo ruolo specifico.

Durante la prima tappa i tre amici affrontano la loro prima impresa; salvano, infatti, una ragazza finita in mare per sfuggire da qualcuno che la stava inseguendo, puntandole addosso una pistola… Dopo averla aiutata a riprendersi, i tre amici fanno finalmente la conoscenza di Emira, che diventa la nuova compagna di viaggio e di avventure del gruppo di giovani esploratori. La sua storia è molto complessa e risulta decisamente diversa rispetto a quella vissuta dai ragazzi: è fatta di fuga, amore apparente, dolore, costrizione e violenza. Emira, infatti, è fuggita dall’Albania insieme al ragazzo che sembrava amarla e che si è rivelato invece, all’arrivo in Italia, il suo più pericoloso aguzzino. L’ha, infatti, costretta a prostituirsi, lasciandola nelle mani di mostri che l’hanno violentata e tormentata.

I tre ragazzi, inizialmente, non sembrano comprendere appieno le reazioni, le paure e le incertezze della ragazza ma, dopo essere venuti a conoscenza della sua storia, cercano di aiutarla e tranquillizzarla. Insieme affrontano, quindi, le ulteriori tappe del viaggio, scoprendo sempre di più su se stessi, sul mondo e sulla vita. Riusciranno a tornare a casa senza farsi scoprire? Come aiuteranno Emira a fuggire dal suo aguzzino?

Nel libro sono molte le tematiche affrontate e analizzate da Maurizio Crema: non solo il bisogno degli adolescenti di sperimentare, sentirsi liberi, esplorare, imbarcarsi in nuove avventure, ma anche la differenza tra le esperienze di vita di una tranquilla famiglia italiana e le peripezie di chi è, invece, costretto a fuggire dalla povertà, dalla fame, dalla guerra o dalla violenza. Spesso inoltre, nel corso del romanzo, vengono fatte amare riflessioni sul modo in cui la società italiana si è evoluta e sull’influenza esercitata dai mezzi di informazione e dal consumismo imperante. Non mancano però anche momenti divertenti e ironici soprattutto durante i dialoghi tra i quattro adolescenti che mettono in luce la loro innocenza di giovani, ancora non giunti all’età adulta, ma anche la loro ormai delineata impostazione culturale e familiare. Un’altra cifra davvero peculiare e piacevole del romanzo è l’incalzare delle scoperte e la piacevolezza dell’avventura che in qualche modo fanno percepire anche al/alla lettore/lettrice il flusso delle onde, il suono e le carezze del vento sperimentati dai ragazzi sulla barca. Si tratta, insomma, di una storia che racchiude amicizia, analisi dell’attualità, avventura e, infondo, una certa speranza per il futuro così necessaria in questi anni.


MAURIZIO CREMA: Maurizio Crema, cinquant’anni, un figlio, tre libri e altri viaggi più o meno avventurosi alla ricerca di un sogno perduto, di un’idea, di fantasmi, soprattutto di storie che l’hanno fatto diventare giornalista di professione e scrittore per passione. È responsabile delle pagine di economia del «Gazzettino» e collabora anche con «la Repubblica», «Diario» e «D – la Repubblica delle Donne». Per la casa editrice Ediciclo ha pubblicato Viaggio ai confini dell’Occidente. In moto sulle strade dell’Albania (2005), Sulle ali del leone. A vela da Venezia a Corfù lungo le rotte della Serenissima (2007) e A Est del Nordest. In spider alla conquista della Romania e altri racconti (2011). Per nuovadimensione il saggio Banche rotte. I giorni bui di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza (2016).

Il marchio Risfoglia nasce dalla volontà dell’Armando Curcio di dare indipendenza al catalogo per bambini e ragazzi. I primi titoli vedono la luce nel gennaio 2019 e da subito intercettano l’interesse dei lettori. Nel catalogo – dove già compaiono firme di spessore qualitativo, nomi noti nell’editoria o nel giornalismo – si alterneranno i grandi classici della letteratura per ragazzi, rivisti con una veste grafica moderna, e libri inediti dove grande attenzione verrà data alle tematiche sociali e al valore delle illustrazioni. Non letture “usa e getta”, dunque, bensì storie da leggere e da “risfogliare”.

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