Marino Smiderle, pentito: “mercato opaco, per non dire truffaldino” delle banche venete…

Marino Smiderle nella foto del suo profilo Twitter davanti al ponte dei Sospiri di Venezia
Marino Smiderle nella foto del suo profilo Twitter davanti al ponte dei Sospiri di Venezia
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Scriveva ieri sul GdV Marino Smiderle (nella sua foto su Twitter) riferendo dell’HI-MTF (Multilateral Trading Facility, una sorta di listino per strumenti finanziari non quotati così poco liquido da aver mosso per 24 di questi solo una ventina di milioni di euro): «Eppur si muove. Poco, ma si muove. Stiamo parlando di quel mercato fino a ieri opaco, per non dire truffaldino, delle azioni delle banche, in gran parte popolari, non quotate in Borsa. Ne sanno qualcosa i soci di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca che, proprio a causa dell’assenza di un listino trasparente, investirono nelle azioni di quegli istituti a un prezzo troppo elevato e completamente fuori mercato.».

Detto che i soci di BPVi e Veneto Banca investirono nelle azioni di quegli istituti a «un prezzo troppo elevato e completamente fuori mercato» non per l’assenza di “un listino trasparente” ma per prezzi gonfiati (anche dai media) prendiamo atto con quel suo riferimento a «quel mercato fino a ieri opaco, per non dire truffaldino, delle azioni delle banche, in gran parte popolari, non quotate in Borsa», del, parziale, “pentimento” di Marino Smiderle.

Fu, infatti, proprio lui, la “firma” di economia e finanza del giornale di Confindustria Vicenza, l’autore della maggior parte degli articoli ripresi in “BPVi. Bugie Popolari Vicentine“, il nostro libro dossier agli atti della commissione regionale di inchiesta sulle banche venete su  “come la stampa vicentina “informò” per anni i risparmiatori, non sciocchi creduloni ma persone che hanno deciso sulla base di fake news diffuse dalla Banca Popolare di Vicenza (BPVi) tramite l’informazione tradizionale locale, questa sì ingenua…».

Non sappiamo se il “pentitoMarino Smiderle riconquisterà, così, la fiducia di qualcuno dei tantissimi lettori che hanno abbandonato quel giornale, che oggi (dati di novembre 2018, gli ultimi disponibili) vende in edicola solo 19.086 copie al giorno per un totale, con abbonamenti e vendite digitali, omaggi e vendite promo a parte, di 27.765.

Ma di sicuro la massima parte di quei soldi non li riconquisteranno quei risparmiatori che hanno creduto nelle fake news delle banche ben veicolati dalle penne amiche che, però, caro collega, oggi vediamo poco solerti, se non per gli aspetti più negativi, nel pressare i politici e informare i soci e gli obbligazionisti sprofondati in «quel mercato fino a ieri opaco, per non dire truffaldino» sui passi fatti e da fare per quel benedetto decreto attuativo del Fondo Indennizzo Risparmiatori. che potrebbe far loro recuperare un “maledetto” 30%.

Noi, oggi, siamo qui a Roma, al Mef, ad ascoltare quello che dirà il sottosegretario Alessio Villarosa per riferirne prima possibile ai lettori, anche quelli residui del GdV, sperando che sia riuscito e riesca ad evitare anche gli ultimi sgambetti del “sistema“, quello mai domo anche dopo i crac ultimi delle banche venete e quelli possibili di altri istituti gestiti come, se  non peggio che, nel passato.

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