“Mancamento azzurro”, venerdì 23 luglio all’Astra di Vicenza omaggio a Zanzotto

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Un attore, una cantautrice e un musicista veneti. E un poeta, immenso, Andrea Zanzotto, di cui ricorre quest’anno il centenario dalla nascita: nasce così “Mancamento azzurro”, un concerto-spettacolo di e con Vasco Mirandola, Erica Boschiero e Sergio Marchesini, dedicato a quello è stato uno degli esponenti più significativi della poesia e della cultura del Novecento italiano e che ha fatto della lingua, e del dialetto veneto in particolare, il luogo stesso della nascita della parola. Un viaggio dentro al suo universo poetico per parole, musica e canzoni, che verrà proposto al pubblico vicentino, venerdì 23 luglio, alle 21.15, nel Giardino del Teatro Astrain esclusiva per il festival “Terrestri d’estate”, curato da La Piccionaia con il sostegno di Agsm Aim e inserito nell’ambito del cartellone Vicenza estate 2021 – cultura, spettacoli, divertimento” del Comune di Vicenza, con il contributo del Ministero della Cultura.

Lo spettacolo è un’immersione nell’intera opera poetica di Zanzotto, guidata dalle parole dell’autore stesso, ricavate da interviste, scritti autobiografici e da opere come “Filò”, “Sovrimpressioni”, “Galateo del bosco”, “Haiku for a season”. Con questo lavoro, Vasco Mirandola segna una nuova tappa del suo percorso che lo vede da anni lavorare, tra musica e parole, intorno agli universi letterari di poeti e scrittori – tra gli alti, Virgilio Scapin, Italo Calvino, Jacques Prevert, Mariangela Gualieri, Nazim Hikmet, Alda Merini, Dino Buzzati, Wisława Szymborska, William S. Burroughs, Raimond Queneau, Pablo Neruda, Raymond Carver, oltre a una lunga serie di “nuovi poeti del nordest”. E lo fa, questa volta, radunando intorno a sé, in un inedito trio, due artisti che hanno in passato partecipato, singolarmente o con formazioni diverse, ad alcuni dei suoi allestimenti più apprezzati, come “Alberi”, “Certe notti non accadono mai”, “Ballate per il nordest”, “Mostri, miracoli & Misteri”. In particolare, la cantautrice trevigiana Erica Boschiero ha trasformato in canzoni le poesie di Zanzotto e il musicista padovano Sergio Marchesini ha curato le composizioni originali e le scelte musicali, mentre Vasco Mirandola ha realizzato un profondo lavoro sui testi del poeta di Pieve di Soligo, dando vita ad una drammaturgia che si sviluppa come un racconto organico. Il risultato è un lavoro corale che porta in scena Zanzotto attraverso le parole di Mirandola in dialogo con una dimensione musicale che spazia dalle composizioni strumentali di Marchesini, per fisarmonica e tastiere, alla voce di Boschiero accompagnata dalla chitarra acustica ed elettrica, con escursioni musicali nella canzone della tradizione e nel repertorio originale della cantautrice trevigiana.

“Abbiamo percorso tutte le opere di Zanzotto – spiega Vasco Mirandola – togliendo, spostando, facendo aria tra le sperimentazioni, le citazioni, i rimandi della sua prodigiosa cultura, per cercare qualcosa che risuoni in noi e che in qualche modo definisca un sentire attuale, ferito da una situazione di sbandamento, di costrizione, di mancamento.  In questo percorso abbiamo trovato utile quel ‘tirar su tutto con le radici’ che si trova in ‘Filò’, ‘Idioma’ particolare, per ripercorrere episodi e memorie di un tempo da cui fuoriescono ‘sudore, parola, / profumo, fumigazione, tutte quelle parole / che come sassi e pietre sono necessarie per poggiare i piedi’. Abbiamo scelto dei componimenti che suggeriscono un ritmo, ma anche  quelle che lasciano parlare il silenzio, o che volano alto, azzurro, facendoci percepire altri mondi, altri modi di sentire il mondo”.

“Credo che insieme abbiamo creato qualcosa di magico – commenta Erica Boschiero -. Uno spettacolo che attraverso la selezione dei testi, le musiche, le atmosfere di luci e scene crea una bolla spazio-temporale che permette di entrare come in un sogno, in cui accadono cose anche surreali e i confini si sciolgono”.

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