Liquidità, MPS in Commissione Banche: “trend positivo”. Ma è allerta sulla fusione parziale con Amco per la vendita di NPL

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In questi giorni Monte dei Paschi di Siena è sotto la lente d’ingrandimento per la vendita di 8,1 miliardi dei suoi crediti deteriorati – NPL (Non Performing Loans) – ad Amco tramite scissione. Ma Fabrizio Leandri, chief lending officer di MPS, in Commissione d’inchiesta sul sistema bancario ieri ha voluto archiviare le difficoltà in cui si trova l’istituto senese per parlare invece dello «sforzo fatto dalla banca» per sostenere le imprese durante il lockdown. (Qui sotto il video dell’audizione)

Le moratorie, la misura contenuta nel dl Cura Italia che fino ad ora vanta 300 miliardi di sospensioni a livello nazionale, hanno impegnato la banca per «62 mila richieste per 11,2 miliardi per le imprese, 4,5 miliardi per i privati», riporta Leandri. Il 68% di queste moratorie sono state perfezionate ex lege, il resto sono state sospese anche senza i requisiti del decreto. Assicura il manager: «Tutte le moratorie richieste in questo momento sono attive». L’istituto senese – dichiara – ha sospeso il 5,1% dei propri prestiti, una percentuale «superiore alla quota di mercato della banca pari al 4,8%».

Analogo anche il numero di domande pervenute per i prestiti fino a 30 mila euro (25 mila prima della conversione in legge del dl Liquidità). 60 mila richieste deliberate – il 92% delle domande pervenute – erogate in media in 5 giorni. Tasso del mutuo allo 0,85%, per un ammontare medio di 21 mila euro. Per quanto riguarda i finanziamenti superiori ai 30 mila euro, invece, la media del prestito si è attestata sui 100 mila euro, con un tasso d’interesse dell’1,4%.

Leandri comunica inoltre alla commissione che l’istituto di credito ha, per alcuni casi particolari, «sospeso la classificazione a sofferenza». «Ci siamo fatti promotori di iniziative di sospensione», spiega, ma questo suscita un interrogativo da parte del senatore veronese Massimo Ferro (FIBP-UDC): «Come cambierà il rating delle aziende rispetto alle erogazioni?». Le misure di sospensione adottate bloccano la classificazione a sofferenza e il rating non peggiora, assicura il rappresentante di MPS. Almeno «per adesso».

Anche il senatore trentino Andrea De Bertoldi (FdI) sposta i suoi timori al momento in cui le imprese dovranno ricominciare a ripagare i prestiti. E visto che per qualcuno sono attesi 130 miliardi di NPL a causa del Covid – 150 miliardi per altri -, si chiede «quante delle moratorie finiranno nei crediti deteriorati». «La moratoria è un momento di ossigeno per le aziende – risponde Leandri -, in molti casi però non è la soluzione». Ad ogni modo, assicura, «abbiamo una capacità di resilienza per assorbire l’incremento di NPL che ci sarà».

La presidente della commissione Carla Ruocco (M5S) prospetta infatti al Sole 24 Ore che “la mole di moratorie e nuovi finanziamenti, pari complessivamente a circa 400 miliardi – 300 di moratorie e circa 75 di nuova liquidità –, con molta probabilità, si trasformerà in nuovi Npl, stimabili in circa 130 miliardi”.

La presidente ritiene si possa realizzare “un’operazione di rafforzamento del sistema bancario nazionale seguendo proprio l’esempio, sotto la regia del Governo Sanchez, della recente operazione di M&A tra le banche iberiche Bankia e CaixaBank”; ipotizzando quindi di “cedere le filiali e gli sportelli a uno o più soggetti nazionali, ad esempio alla Popolare di Bari per creare la banca del Sud oppure ad altri istituti, per creare un terzo-quarto player nazionale e trasformare la restante parte di MPS in una bad bank nazionale fondendola anche con Amco”.

Il senatore abruzzese Elio Lannutti, invece, si rivolge alla direzione di MPS con un monito più fatalista. I numeri relativi all’applicazione dei decreti Liquidità e Cura Italia, per quanto positivi, non bastano. Il senatore, citando un articolo di Repubblica di ieri, ricorda alla banca di avere «minusvalenze per 7-8 miliardi di euro». Già Monte dei Paschi è «un pozzo senza fondo costato 30 miliardi di euro all’Erario», ricorda Lannutti. «Non vorrei che il sudore dei risparmiatori venga regalato a qualche amico degli amici».

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Francesco Ferasin
Nato a Vicenza il 1º febbraio 1997. Ho conseguito la maturità scientifica presso il Liceo Paolo Lioy e successivamente mi sono laureato in Scienze della comunicazione all’Università di Verona con una tesi sulla filosofia del linguaggio. Ora sto proseguendo gli studi in Strategie di comunicazione presso l’Università di Padova. Le mie passioni vanno dalla letteratura alla storia, dalla filosofia alla musica, ma tra queste spicca quella per il giornalismo, nata tra le pagine dei libri di Oriana Fallaci quando ancora la possibilità di scrivere mi sembrava lontana.