Levà, 73enne mostra i genitali a tre ragazzine al parco: denunciato in stato di libertà

Carabinieri al parco giochi
Carabinieri al parco giochi
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Erano circa le 15.30 di una ordinaria domenica con le restrizioni imposte dal Covid. Al numero di emergenza 112 è arrivata una telefonata di una giovane fortemente scossa che ha segnalato la presenza di un uomo che stava compiendo atti osceni davanti a lei e le sue amichette mentre era tranquillamente seduto sulla panchina del parco giochi del “Villaggio San Michele” della frazione Levà di Montecchio Precalcino.

Immediatamente è stata inviata sul posto una gazzella del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Thiene. Ma il malintenzionato, si era accorto di essere stato scoperto e si stava per allontanare, nel tentativo di far perdere le proprie tracce. I militari lo hanno subito fermato e, in meno di due ore, gli uomini dell’Arma lo hanno identificato e accompagnato in via Lavarone per tutte le incombenze previste dal caso. I carabinieri, sulla scorta delle testimonianze raccolte dalla minorenni presenti al parco e della denuncia presentata dalla madre di una di loro, hanno accertato che l’uomo, un 73enne del Bassanese, mentre era seduto alla panchina all’interno del parco giochi dove i anche i bambini del quartiere si recano tranquillamente per giocare, si era abbassato i pantaloni e gli slip, esibendo e toccando i propri genitali davanti agli occhi increduli delle tre ragazze che avevano appena fatto accesso al parco.

Il gesto è stato fulmineo, ma le ragazze, spaventate, hanno reagito e una di loro, mentre tutte si distanziavano dall’uomo che proseguiva a piedi con le sue pratiche di autoerotismo come se nulla fosse, ha subito allertato il 112. L’uomo, però, subito dopo stava tentando di far perdere le proprie tracce. Ma solo momentaneamente. Infatti gli uomini dell’Arma lo hanno individuato e messo di fronte alle proprie responsabilità. Tuttavia, non ricorrendo presupposti diversi, il bassanese è stato denunciato a piede libero dai carabinieri alla Procura della Repubblica di Vicenza per il reato di atti osceni aggravati perché commessi nei luoghi abitualmente frequentati da minorenni. Adesso gli investigatori stanno accertando se lo stesso si era già reso responsabile di altri fatti simili, giacché non è escluso che frequentasse quel posto per non essere riconosciuto dai residenti.

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