Le imprese medicali a colloquio con il viceministro Sileri, Massimo Pulin (Confimi Sanità): “urge nuovo nomenclatore tariffario”

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Il vice ministro della salute Pierpaolo Sileri ha incontrato un gruppo di aziende vicentine del settore protesico. L’incontro è stato organizzato da Confimi Sanità, con l’obiettivo di tutelare e promuovere la crescita delle aziende venete attive del settore. Accogliendo le richieste di Confimi Sanità, Silieri si è detto disponibile ad avviare un confronto per la revisione dei dispositivi inseriti nel Nomenclatore Tariffario. Di seguito il resoconto della visita

Tra le tante eccellenze del sistema manifatturiero veneto vi è anche la produzione di protesi, apparecchiature medicali e prodotti sanitari in genere: un settore di nicchia ma ad altissima specializzazione, nel quale l’innovazione e la capacità di personalizzazione del prodotto hanno spesso un ruolo decisivo. Un comparto che tuttavia sconta alcune difficoltà e proprio queste ultime sono state al centro del confronto organizzato nei giorni scorsi da Confimi Sanità, presso un’azienda del settore, al quale hanno preso parte un gruppo di imprese – sia venete che provenienti da altre regioni – e il Vice Ministro della Salute Pierpaolo Sileri.

“Al viceministro – spiega Massimo Pulin, presidente della categoria – abbiamo spiegato l’urgenza di procedere con un aggiornamento del nomenclatore tariffario, fermo ormai da vent’anni, perché il “nuovo” nomenclatore che era stato pubblicato ancora nel 2017 in realtà è ancora privo dei prezzi.

E poi abbiamo sottolineato l’importanza di privilegiare le produzioni italiane, uscendo dalla logica del prezzo più basso come unico parametro di riferimento, perché il rischio come abbiamo visto anche recentemente è quello di dipendere completamente dall’estero per dispositivi fondamentali per il sistema sanitario e per la salute del cittadini.

La produzione italiana è di elevata qualità e garantisce maggiori standard di sicurezza: lo Stato non può non tenerne conto. Anche recentemente molte aziende italiane hanno riconvertito la propria produzione per rispondere ai bisogni emersi durante l’emergenza, ma per restare sul mercato devono essere messe nelle condizioni di poter lavorare”.

Un confronto che ha visto protagonisti assieme al Vice Ministro gli imprenditori di Confimi Sanità – e precisamente, oltre al presidente Pulin, i consiglieri Pedro Tagliafierro, Camillo Buratto, Marco Faggin, Fabio Vendraminetto, Claire Lusardi e Davide Giorgi -; il dott. Paolo Boldrini, past president della Società Scientifica di Medicina Fissica Riabilitativa “SIMFER”; ed il dott. Roberto Da Ros referente Nazionale della società di studio del Piede Diabetico; era presente inoltre Stefania Fochesato, past president della “città della Speranza” Onlus.

Il Vice Ministro si è espresso positivamente circa la possibilità di aprire il confronto, anche attraverso un nuovo tavolo tecnico, per rivedere le modalità di erogazione di dispositivi medicali con un nuovo strumento. Un elenco, per l’appunto, che vada ad includere tutti quei dispositivi che i LEA, approvati nel gennaio 2017, avevano rimosso e nel quale si auspica di poter includere un repertorio di ausili e dispositivi che entrino di fatto nel Nomenclatore Tariffario, per dare risposte concrete a tutte quelle persone che attraverso dispositivi realizzati “ad personam” possano così recuperare la propria mobilità perduta.


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