La Vicenza delle curiosità: così tanti sono stati i suoi cittadini illustri (e le loro storie) che nel titolo non ci stanno…

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“Tra il 1500 e il 1600, Vicenza fu, di fatto, la città in cui avvenivano più omicidi di tutta la Serenissima Repubblica di Venezia. In città la giustizia era amministrata dagli stessi nobili in conflitto o in combutta e solo nel 1700 passò a Venezia. Ma per fortuna la storia di Vicenza annoverò non solo, nobili, criminali ma, si spera, ancora più uomini illustri. Appuntamento alla prossima puntata in cui cambierò registro per raccontarvi non le bruttezze ma chi diede ben altro lustro a questa terra.“.

Così concludevo la quarta puntata di “La Vicenza delle curiosità“, che provo a raccontarvi come “Una vicentina curiosa

E di Cittadini illustri di Vicenza ve ne parlo, quindi, oggi (qui tutte le puntate, passate, presente e future) mentre nel video vi “consegno” altre curiosità su personaggi famosi collegati alla storia di Vicenza: buona visone, allora, e buona lettura.

Fedele Lampertico, politico. Il monumento davanti al Teatro Olimpico lo ritrae  nella sua posizione abituale: sfregamento delle mani, basettoni, passeggiate continue. Era un uomo molto attivo, grande pensatore e innovatore.

Di famiglia ricca, Lampertico visse fino ai primi del 1900.

Nel 1924 la sua statua fu inaugurata da Benito Mussolini.

Vincenzo Belli fu incisore dei cristalli di roca con un procedimento molto impegnativo e difficile per quei tempi. I suoi lavori furono famosi anche all’estero.

A Vicenza, sono conservati alcuni suoi lavori presso il Museo Civico di Palazzo Chiericati.

Alessandro Rossi ha dato il nome ad una famosa scuola di Vicenza. Un tempo era situata in Santa Corona. E’ stata voluta da lui perché gli operai fossero in grado di conoscere e aggiustare le macchine. Era una persona dotata di grande umanità e credeva molto nel clima positivo degli ambienti di lavoro e nel lavoro di équipe. Spesso la mattina, prima del lavoro, offriva il caffè agli operai del suo cotonificio.

Organizzava corsi e incontri per favorire i rapporti fra colleghi. Vissuto tra l’800 e il ‘900 fu un grande innovatore. Quando morì, la città di Schio (Vicenza), dove visse e lavorò, fu in lutto.

Maddalena Campiglia (targa in Contrà Apolloni) fu una poetessa del 1500, lodatissima da Torquato Tasso. Da donna coraggiosa, si rifiutò di consumare il matrimonio a lei imposto dalla famiglia. Si ritirò come monaca laica dalle suore di San Domenico. Sembra sia stata innamorata di una monaca e questa storia d’amore ispirò una sua poesia.

Giuseppe Apolloni (a lui è stata dedicata la strada omonima) è stato un grande musicista. Andò contro il volere delle famiglia e, dopo la laurea in giurisprudenza, si dedicò alla musica di cui era appassionato da sempre.

Olinto Grandesso Silvestri (targa in Contrà Zanella) inventò il laccio emostatico e salvò molte vite.

Giacomo Zanella (a lui è dedicata la strada omonima) fu un grande poeta. Molto conosciuta è la sua poesia “Ossi di seppia”.

San Gaetano Thiene, di famiglia nobile, fondò l’ordine dei teatini. Pur avendo avuto la possibilità di fare carriera nell’ordine pontificio, si dedicò alla fede e alle opere di bene.

Gian Giorgio Trissino, di famiglia nobile, fu molto sfortunato come marito e soprattutto come padre. Suo figlio primogenito, Giulio, fece di tutto per rovinarlo.

Forse per questo suo grande dolore, ha spostato la sua generosità di padre aiutando il giovane Andrea di Pietro della Gondola, detto Palladio.

Bertolo, anch’egli di famiglia nobile, amava raccogliere libri. A lui è intitolata la Biblioteca Bertolliana che prima era situata in Contrà del Monte, poi si è spostata in Contrà San Giacomo.

Goffredo Parise e’ nato l’8 dicembre 1929 a Vicenza . A lui è stata dedicata la Piazzetta della chiesa di San Faustino in tempi recenti.

Figlio di NN è stato aiutato dallo zio, fratello della stravagante e isterica madre, che vendeva biciclette. Da bambino, a causa della sua condizione di figlio senza padre, non poteva giocare con i coetanei che vedeva dalla finestra della sua casa situata di fronte alla chiesa di San Faustino.

La sua vita cambia quando la mamma si sposa con un giornalista che gli dà il suo cognome.  Diventa estroverso, stravagante (amava vestirsi da donna), originale  e fa amicizia con tutti.

A 22 anni, dopo aver frequentato il liceo classico Pigafetta  ed essersi iscritto a matematica, filosofia e medicina, senza portare a termine nulla, scrive il suo primo libro, pubblicato da Neri Pozza.

Sentendosi stretto e poco valorizzato nella sua città, si trasferisce a Milano e scrive il suo famoso libro: “Il prete bello” che diventa un film, girato proprio a Vicenza.

Ha vinto il premio Strega e Campiello come scrittore. A Milano inizia la sua carriera giornalistica, scrivendo per il Corriere della Sera.

Si trasferisce poi a Roma, dove diventa sceneggiatore di vari film di Federico Fellini.

Ha comperato una casetta vicino a San Donà di Piave dove è morto e che è tuttora visitabile.

Una campana della torre Bissara in Piazza dei Signori è dedicata ad una donna illustre, Santa Maria Bertilla Boscardin, originaria di Brendola, dove è possibile visitare la sua casa natale. Le altre due sono dedicate: una alla Madonna, patrona della città, e l’altra a Farina, fondatore dell’ononimo istituto.

Per inciso, un tempo la torre era un’abitazione perché, essendo molto alta, permetteva di salire in caso di attacco nemico.

Santa Maria Bertilla Boscardin era figlia di un contadino molto violento che picchiava la madre di Anna (questo era il suo vero nome) e che la costringeva a lavorare i campi. A 17 anni, Anna chiese al parroco di diventare suora ma questi non la accettò perché troppo giovane e perché doveva portare una dote. Naturalmente il padre non fu d’accordo ma, vedendo la disperazione della figlia, si piegò alla sua volontà di entrare in convento e le dette anche la dote.

E’ sempre stata considerata una debole perché non reagiva in modo assertivo ma subiva. In realtà aveva abbracciato la filosofia orientale che partiva dall’accettazione per produrre il cambiamento.

Si ammalò di spondilite ossea che le fece piegare la testa da una parte e, non essendosi mai lamentata, nessuno l’aveva curata pur prestando servizio in ospedale.

Veniva considerata una stupida perché, non solo piegava la testa, ma sorrideva sempre. Era bravissima e lavorò, come infermiera, dapprima a Vicenza e poi a Treviso, aiutando moltissimi malati con la sua bravura e il suo cuore.

Prima di spirare in giovane età, disse: “La gloria a Dio, l’amore al prossimo, il sacrificio a me stessa”.

A due anni dalla sua morte, fece un miracolo. Un uomo era moribondo per un tumore osseo e gli avevano diagnosticato 48 ore di vita. Mentre la sua famiglia pregava, lo vegliava e lui era prossimo alla morte, una suora bussò alla porta portando un santino di Suor Maria Bertilla Boscardin. Poco dopo, l’uomo si alzò dal letto dicendo che aveva visto l’immagine della suora sul muro, aveva provato un forte calore e poi un freddo intenso ed era guarito.

Qualche tempo dopo, suor Maria Bertilla Boscardin divenne santa.

Bartolomeo Malacarne, architetto, è un altro personaggio illustre.

Ricostruì il palazzo della Ragione, distrutto da un incendio e la cupola della Basilica, aggiungendo il rame (per questo motivo è verde).

Combinò un pasticcio quando demolì la bellissima chiesa di San Bartolomeo per ampliare la capienza dell’ospedale. Infatti, in quegli anni tutti gli ospedali che occupavano vari luoghi della città di Vicenza erano stati riuniti a San Bartolomeo, oggi Ospedale di San Bortolo.

Ora la chiesetta di San Bartolomeo è stata ricostruta in scala 1 a 8 nel palazzo Chiericati.

Malacarne fu al centro anche di un episodio un po’ strano. Il palazzo Thiene, situato in Contrà Porti, è stato arricchito e alzato di uno zoccolo perché la via si allagava facilmente e creava danni all’edificio. Il conte Thiene se la prese con l’architetto Malacarne, che aveva ricevuto l’incarico dal comune, e in un gradino fece incidere “M D” che significava “Malacarne Distruttore”. Questo espediente gli permetteva di consumare una piccola vendetta, ogni volta che saliva le scale.

Quando il palazzo fu acquisito dalla Banca Popolare,  l’ iscrizione del gradino venne interpretata come data di costruzione del palazzo, come si vede in alto sopra la porta, mentre, in realtà è stato costruito nel 1400.

Giovanni Bonaccino è un pittore la cui effige si trova proprio a Palazzo Thiene.

Nato a Montecchio Maggiore ,in provincia di Vicenza, ispirò la tesi di Laurea di Vittorio Sgarbi.

Un altro pittore famoso a Vicenza e non solo, originario di Brescia, fu Bartolomeo Montagna. Iniziò dipingendo delle tele di Madonne che i ricchi vicentini volevano in camera da letto per riceverne la protezione. A Monte Berico a Vicenza si può ammirare la pietà di B. Montagna in cui la Madonna ha il volto di una persona anziana segnata dal dolore per la perdita del figlio.  Il messaggio che Bartolomeo Montagna voleva dare è: “Il dolore rimane scolpito sul volto per sempre”.

Un po’ alla volta divenne un pittore famoso e i suoi dipinti si trovano alla National Gallery di Londra.  A lui è dedicato un istituto superiore della città.

Vincenzo Scamozzi, architetto, costruì il Palazzo Trissino, ora sede del Comune di Vicenza. Fu un allievo di Andrea  Palladio e portò a termine il teatro Olimpico dopo la morte del maestro. Molti scrissero che seguì pedissequamente le orme del maestro e che ne fosse invidioso. In realtà, si differenziò da lui per questi aspetti che si trovano proprio nel palazzo.

1 – Iniziò a costruirlo dal cortile interno e poi fece la facciata esterna, contrariamente al Palladio

2- Il palazzo ha due porte e molte finestre, differentemente dal suo maestro

3 – Non usava gli affreschi perché affermava che l’architettura doveva essere essa stessa un’opera d’arte.

Dopo la morte del Palladio, Scamozzi lo elogiò moltissimo nei suoi scritti, dimostrando che l’invidia era un’invenzione di persone malevole.

Vincenzo Scamozzi progettò anche il cimitero monumentale di Vicenza, considerato una perla dell’architettura.

Guido Piovene, giornalista e scrittore famoso, nacque da due famiglie nobili i Piovene e i Valmarana. Il suo sangue blu non lo aiutò affatto, infatti  fu mandato in collegio dove ricevette una severissima educazione. Essendo un ragazzo molto intelligente e originale, si vendicava con i padri insegnanti inventandosi peccati atrocissimi e facendoli soffrire quando si confessava. Era una sua rivincita.

Laureatosi in filosofia, divenne giornalista del Corriere della Sera e fondò con Indro Montanelli “Il Giornale”, scrisse libri, vincendo il premio Campiello, girò il mondo come Goffredo Parise e scrisse la guerra di secessione tra Biafra e Nigeria.  Fu accusato di essere un doppiogiochista perché, pur di lavorare come giornalista, non si schierò contro il regime.

Ebbe due mogli e, nonostante fosse malato di sclerosi multipla, continuò a scrivere fino alla fine avvenuta nel 1989, dicendo  che la malattia poteva paralizzare il suo corpo ma non la sua mente.

A lui è dedicato l’istituto  di scuola superiore “Piovene” a Vicenza.

Ma se Vicenza, oltre che, purtroppo, di criminali è stata patria di tanti cittadini illustri, dove abitavano, palazzi bellissimi, e per dove… passeggiavano, strade e corsi che molti ci invidiano, sarà l’argomento delle prossime puntate.


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