La Newsletter di Repubblica di Maurizio Molinari: il Covid alle Olimpiadi del Giappone, l’Isis nel Nord-Est della Nigeria e…

I giapponesi non vogliono le Olimpiadi a causa del Covid (foto su la Repubblica)
I giapponesi non vogliono le Olimpiadi a causa del Covid (foto su la Repubblica)
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Il fantasma del Covid si allunga sulle Olimpiadi in Giappone. Il virus entra nel Villaggio, primi positivi (almeno 45 collegati agli staff) nelle delegazioni. Cresce la preoccupazione tra gli atleti, la capitale si blinda e decide la stretta sui voli in entrata. Il reportage è di Emanuela Audisio. La variante Delta impazza a Londra, dove si registra il record di malati e il Covid colpisce pure il ministro della Sanità. Boris Johnson riapre tutto ugualmente. Ieri in Italia contagi oltre quota tremila e si scopre che gli over 50 non ancora vaccinati, neppure con una prima dose, sono oltre 5 milioni.

Nel mio editoriale spiego come a poco più di quattro anni dalla caduta di Raqqa, in Siria, l’Isis ha trovato una nuova base nel Nord-Est della Nigeria. Un punto di partenza per costruire  in Africa il nuovo Califfato del terrorismo, a cui stanno aderendo anche i miliziani libici affiliati a Boko Haram. Un pericolo per tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Nella politica colloquio di Giovanna Vitale con il segretario del Pd Enrico Letta che media sulla riforma della giustizia: “Si può trattare ma deve essere la ministra Cartabia ad aprire un tavolo con i partiti”. Poi aggiunge: se perdo a Siena lascio il mio incarico. L’ex premier Conte ieri sera ha presentato il suo Statuto per i 5S, lo commenta Annalisa Cuzzocrea.

Grande esordio sulle pagine di Repubblica di Alberto Angela con un articolo in esclusiva che svela i misteri sulla leggenda di Nerone che diede Roma alle fiamme. Quattro pagine estraibili e da conservare che uniscono la Storia alla bella scrittura e sulle quali non voglio anticipare nulla. Sempre oggi il longform sui vent’anni del tragico G8 di Genova con gli articoli di Ezio Mauro, Maurizio Maggiani e Luigi Manconi.

Nei commenti Natalia Aspesi affronta la violenza social e Federico Rampini analizza lo scontro tra Biden e Facebook sull’origine delle fake news in tema di vaccini. Negli spettacoli si conclude Cannescon la vittoria della Palma d’oro andata alla regista francese Julia Ducournau con il film “Titane”. Palma d’onore, come annunciato, all’italiano Marco Bellocchio. In Cultura ancora cinema con una intervista a papa Francesco che rivela i suoi film preferiti e l’influenza avuta dai suoi genitori, appassionati di Fellini.

Nello Sport il Tour de France è ormai nelle mani di Pogacar dopo la crono di ieri, una vittoria che attira “sospetti” per la sua aura di imbattibilità. Oggi il suo secondo trionfo a Parigi.

Buona lettura,

Maurizio Molinari

La foto del giorno

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Standing ovation a Cannes per Marco Bellocchio, che ha ottenuto il raro e speciale riconoscimento della Palma d’onore alla carriera, consegnato dall’amico regista Paolo Sorrentino

Italia

Positivi in vacanza, il rischio di restare nei Covid hotel. Se si prende il Covid all’estero, si può rientrare in Italia? E se ci si ammala in vacanza in un’altra Regione? E se all’improvviso cambiano le regole del luogo di arrivo? Se non si ha ancora il green pass si può partire? Domande e risposte: una guida alle vacanze. (Repubblica)

Valeria Golino: “Libero era complesso, non cercava la fama”. L’attrice ricorda l’amico De Rienzo morto a 44 anni: “Sono qui a Cannes affranta, non riesco a credere che Libero non ci sia più. Siamo stati proprio qui al festival insieme otto anni fa per presentare il mio film Miele. Libero era bravissimo, era un attore pieno di grazia” (Repubblica)

Treviso, 200 medici e infermieri senza vaccino a casa senza stipendio da mercoledì. Il braccio di ferro tra Ulss 2 e personale sanitario arriva a una svolta: da mercoledì 21 luglio medici e infermieri non ancora vaccinati resteranno a casa senza stipendio. Lo ha annunciato il direttore della Ulss 2 ieri mattina. (Tribuna di Treviso)

I podcast di Repubblica:

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Mappamondo

Iran, siccità e corruzione: proteste per la mancanza d’acqua nel sud-ovest. Da quattro giorni il sud-ovest dell’Iran è in rivolta per la mancanza d’acqua, una crisi dovuta alla siccità ma anche alla cattiva gestione delle infrastrutture e alla corruzione, che va ad aggiungersi alle tensioni già in corso nel settore petrolchimico che da settimane protesta per avere migliori condizioni di lavoro. (Repubblica)

Svezia, guerra tra gang a Göteborg: esecuzione a sangue freddo dal barbiere. In meno di un decennio la Svezia è passata dall’essere uno dei Paesi con i tassi di violenza armata più bassi del continente a uno dei più alti. Lo dice il rapporto del Bra, il Consiglio nazionale svedese per la prevenzione della criminalità, che afferma che il Paese scandinavo ha ormai superato l’Italia e i Paesi dell’Europa orientale, principalmente a causa delle attività violente delle bande criminali organizzate. (Stampa)

Usa, Fauci: “Probabilmente avremmo ancora la poliomielite negli Stati Uniti se fossero circolate lo stesso tipo di informazioni false che vengono diffuse ora”. L’immunologo statunitense Anthony Fauci, in un’intervista alla CNN, ha detto che le campagne per sradicare il vaiolo e la polio nel secolo scorso non avrebbero avuto successo se quei vaccini fossero stati soggetti allo stesso livello di disinformazione che attualmente ruota intorno ai vaccini contro il coronavirus. (CNN)

Tra i fantasmi di Utøya. A dieci anni dalla strage del 22 luglio 2011 siamo tornati sull’isola dove il neonazista Breivik massacrò 69 giovani laburisti. Un viaggio nella memoria ancora oggi divisa della Norvegia. E nella sua anima più nera. “Quel giorno ho perso i miei due migliori amici e mi son salvato per miracolo” dice Gaute Skjervø, vicepresidente dell’Auf, che allora aveva sedici anni: “Sono furioso. Ma se lo dico, gli altri partiti, compresi quelli al governo, mi accusano di giocare la ‘carta del 22/7’, ovvero di strumentalizzare la strage. È assurdo ma è così”. Da qui parte il tentativo di scoprire se e come la Norvegia è cambiata a due lustri di distanza dal suo 11 settembre. (il Venerdì)

Sport

Europei di calcio: Sirigu decisivo, specie quando non è in porta. Nella sua carriera ci sono sempre due fasi, in ascesa e in discesa: ma la permanenza in azzurro è dovuta anche alla scelta di Mancini di creare un gruppo, nel quale lui ha un ruolo chiave. Il ritratto di Gabriele Romagnoli. (Repubblica)

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