La newsletter de la Repubblica di Maurizio Molinari: “Sardegna nord ovest brucia”, “Surriscaldamento del pianeta”, “Obbligo di vaccinazione?”…

La foto del giorno di la Repubblica: Una vettura distrutta dalle fiamme nelle campagne di Sennariolo (Or), Sardegna
La foto del giorno di la Repubblica: Una vettura distrutta dalle fiamme nelle campagne di Sennariolo (Or), Sardegna
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Prima pagina. Da quattro giorni la Sardegna nord-occidentale brucia e gli ultimi bollettini dall’Oristanese (l’area più colpita), che parlano di un fronte del fuoco forse finalmente circoscritto, documentano anche – come ci racconta la nostra inviata Cristina Nadotti – la dimensione di questa ennesima catastrofe ambientale testimone anche dei cambiamenti climatici, oltre che del dolo dell’uomo: 20 mila ettari di boschi secolari inceneriti. Un patrimonio di bio-diversità inghiottito da una furia degli elementi resa estrema (nella durata e nella sua capacità distruttiva) proprio dal surriscaldamento del pianeta, lo stesso responsabile in questa estate delle devastazioni in Oregon e in Canada, delle alluvioni in Germania e Belgio, così come in Cina.

La pagina politica, cui dedichiamo la “seconda” apertura, continua ad avere al centro il tema dell’obbligo di vaccinazione da cui, a cinquanta giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, dipende la possibilità di una ripresa della didattica in presenza. Il governo è al lavoro per un nuovo decreto che dovrebbe fissare l’obbligo di vaccinazione per insegnanti e personale scolastico entro il 12 settembre. Una decisione che i dati sulla campagna vaccinale rendono non più rinviabile e che vede ancora una volta divisa la maggioranza. Con il ministro Speranza, il Pd e Forza Italia convinti che non vi sia altra strada per la scuola che l’obbligo di vaccinazione (come avvenuto per il personale sanitario) e la Lega nuovamente di traverso. Un fatto è certo. Come scrive nel suo commento Chiara Saraceno, “sul modo in cui aprirà la scuola da settembre non è più tempo di auspici e buone intenzioni”. Perché la pazienza è finita. Perché il Paese non è più in grado di sostenere la prospettiva di un’intera generazione di ragazzi consegnati a un definitivo deficit cognitivo, emotivo, relazionale. Perché la riapertura in presenza, oltre alla decisione sull’obbligatorietà del vaccino, richiederà misure anche sui trasporti, sui layout delle aule, sulle assunzioni di nuovo personale. Insomma, sui ritardi accumulati nei decenni dal nostro sistema scolastico.

La Politica si guadagna altri due titoli della nostra prima. La mediazione sulla riforma del processo penale che la Cartabia sta portando avanti con i 5 Stelle, di fronte alla quale si registra tuttavia il nervosismo di Forza Italia, che ora chiede la revisione delle norme che disciplinano l’abuso di ufficio. E il caso Travaglio- Draghi, scoppiato domenica sera alla festa di “Articolo 1”, dove il direttore del “Fatto” si è abbandonato al dileggio e agli insulti nei confronti del premier di fronte a una platea che lo ha applaudito. La timida presa di distanza del ministro Speranza (che di “Articolo 1” è espressione e rappresentante al governo e che ha parlato di “uscita infelice”), i silenzi di Bersani – come osserva Sebastiano Messina – segnalano un problema interno ad “Articolo 1” che ha evidentemente a che fare con una contraddizione tra scelte politiche e sentimento della pancia della base.

Agli esteri è dedicata la nostra spalla. Il nostro inviato Pietro Del Re ci porta a San Antonio de Los Banos, l’epicentro della rivolta di Cuba che sogna la caduta del regime. Mentre Giampaolo Cadalanu è a Tunisi per raccontarci di un Paese dal parlamento sospeso e sull’orlo di un colpo di Stato.

In fogliettone, con la promessa mantenuta di Federica Pellegrini,che alle Olimpiadi di Tokyo conquista la quinta finale consecutiva, impresa mai riuscita a nessuna nuotatrice, e il successo storico della nostra staffetta maschile di nuoto, che porta a casa un argento nella 4×100. 

Mentre Arianna Finos ci presenta la prossima mostra del cinema di Venezia dove i nostri registi in concorso – mai così tanti dal 1984 – puntano al Leone d’oro. Con il ritorno alla mostra di Mainetti e Martone, l’esordio di Frammartino e dei gemelli D’Innocenzo e l’attesissimo “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino, “film personale, romanzo di formazione allegro e doloroso” in una Napoli degli anni ’80, tra la passione eterna per Maradona e i genitori perduti troppo presto.

Buona lettura,

Maurizio Molinari

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Una vettura distrutta dalle fiamme nelle campagne di Sennariolo (Or), Sardegna

Italia

Ospedali in allerta, risalgono i ricoveri dei non vaccinati. I contagi di Covid, in crescita ormai da un mese, hanno iniziato a lambire gli ospedali. Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, fa suonare il primo campanello d’allarme. I letti occupati a metà luglio erano poco più di mille. Oggi sono tornati a 1.512: più 120 solo ieri. Nelle terapie intensive da circa 150 posti a metà mese si è saliti a 182: nell’ultima giornata 4 in più. (Repubblica)

Rifiuti, Raggi non vuole farsi commissariare e ricorre al Tar contro la delibera della Regione. Nuovo colpo di scena nell’emergenza rifiuti che investe la città di Roma. Alla vigilia della scadenza del termine ultimo per indicare il sito per la discarica di Roma Capitale, fissato all’interno di una delibera regionale, arriva la notizia secondo la quale l’Avvocatura Capitolina, su indicazione della sindaca Virginia Raggi, ha presentato ricorso al Tar contro la delibera della Regione Lazio, ritenuta illegittima. (Roma Today)

Morto a 91 anni l’ultimo frate assistente di Padre Pio. È morto all’età di 91 anni frate Marcellino Iasenzaniro, l’ultimo dei frati che hanno svolto il ruolo di assistente di San Pio da Pietrelcina, deponendo come testimone dinanzi al Tribunale ecclesiastico diocesano della Causa di beatificazione e canonizzazione. Il frate collaborò col santo dal 26 aprile al 26 settembre 1965. (Agi)

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Mappamondo

Iraq, dopo 18 anni gli Usa mettono fine alla missione di combattimento. Via dall’Iraq. Diciotto anni dopo aver messo piede nella regione gli Stati Uniti diminuiscono la loro presenza: pronti a ritirare gradualmente, entro fine anno, una parte consistente dei 2.500 uomini ancora in loco. E, ancora più importante, a cambiare il volto alla missione, che non sarà più di combattimento ma di addestramento e di sostegno alle forze armate irachene. (Repubblica)

Il colpo di mano che rende ancora più fragile la democrazia tunisina. Davanti al parlamento tunisino sono scoppiati degli scontri tra i sostenitori del partito islamico moderato Ennahdha e quelli del presidente Kais Saied. L’edificio è circondato dall’esercito dopo che Saied ne ha sospeso i lavori e ha sollevato dall’incarico il primo ministro, scatenando una crisi costituzionale nel bel mezzo della pandemia. (Afp, Internazionale)

Usa, l’agenzia per l’Ambiente rivedrà le norme dell’era Trump sull’inquinamento delle centrali elettriche. L’Epa, l’agenzia statunitense per la Protezione dell’ambiente, ha annunciato che stabilirà requisiti più severi per lo smaltimento delle acque reflue delle centrali elettriche a carbone. L’agenzia intende rivedere la normativa voluta dall’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che l’anno scorso aveva allentato i requisiti sul trattamento dei reflui. (New York Times)

Focus

L’ultimo pasto dell’uomo di Tollund, vittima sacrificale nell’età del ferro. Al pasto che un uomo ha consumato prima di morire nel 400 a.C. circa è dedicato lo studio a firma di Nina H. Nielsen, del Museo di Silkeborg in Danimarca, e dei colleghi di altri istituti, pubblicato su “Antiquity”. Stiamo parlando dell’uomo di Tollund, il cui corpo fu scoperto nel 1950 in una palude danese, in uno stato molto ben conservato. (Le Scienze)

 

Sport

Meno squadre, più soldi: la riforma di Gravina al braccio di ferro con la Serie A. La Serie A ha già bocciato il progetto di una riforma. Ma la Federcalcio non si arrende, anzi è pronta a rilanciare. Il presidente Gravina, nel Consiglio federale, presenterà la propria bozza, che ovviamente non riguarda solo la Serie A, ma l’intero distema calcio in Italia. Una riforma che promette di garantire 85 milioni di risorse in più. (Repubblica)

La prima cosa bella

La prima cosa bella di martedì 27 luglio 2021 sono quelli che s’inventano la spiaggia. Ne ho visti a dozzine, dal finestrino del treno che risaliva da Reggio Calabria a Torino. Sono i fantasisti delle coste italiane. Vivono tra la ferrovia e il mare; hanno a disposizione, letteralmente, una lingua di terra. Eppure ci fanno qualcosa. (Continua a leggere)

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