La città capitale della cultura arriva anche in Veneto. Villanova (lista Zaia): “valorizzazione territorio”. Ostanel (Veneto che vogliamo): “pochi 100 mila euro”

turista a Venezia Veneto
Tourism in Venice, Italy. Young traveler girl on summer holidays in Europe. Female back view with Venice landscape on the background.
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Anche il Veneto avrà ogni anno la propria ‘capitale’ della cultura. Sulla scorta dell’esperienza consolidata su scala europea e nazionale, il Consiglio regionale del Veneto ha istituito il titolo di ‘città veneta della cultura’ da assegnare ogni anno alla città, comune, borgo o paese che riesca a presentare un dossier di valorizzazione e un programma di iniziative in grado di farne un ‘magnete’ turistico, culturale, paesaggistico, storico, enogastronomico del territorio regionale. Lo prevede la legge presentata dal capogruppo della lista Zaia Alberto Villanova e approvata all’unanimità dall’assemblea legislativa del Veneto. “Con questa iniziativa – ha spiegato Villanova – intendiamo valorizzare la grande bellezza del Veneto e la sua attrattività turistica, che non si concentra solo nelle sue città d’arte, ma è costituita dalla bellezza, dalle tipicità, dalle tradizioni e dalle tante eccellenze di paesi, borghi e località disseminati in tutto il territorio regionale. Assegnare il titolo di ‘città veneta della cultura’ ad un luogo meritevole e significativo, significa mettere in moto un volàno di valorizzazione e promozione del territorio e delle sue comunità, creare sviluppo e occupazione, incentivare forme di imprenditorialità, di sviluppo culturale e animazione del territorio come le Pro Loco, migliorando la qualità dell’offerta turistica e sostenendo uno degli assi strategici della ripresa post-pandemica”. Tra gli elementi positivi della legge evidenziati da Elena Ostanel (Veneto che vogliamo), correlatrice di minoranza, la competizione positiva tra territori, la composizione della commissione selezionatrice che dovrà essere composta da esperti scelti con garanzie di trasparenza e di assenza di conflitto di interessi, e la prevista valorizzazione anche dei ‘patrimoni immateriali’. “Peccato – ha aggiunto – che la legge abbia una dotazione finanziaria di soli 100 mila euro, pochi per una Regione che ha un grande e variegato patrimonio culturale da valorizzare e che dovrebbe investire di più su questo comparto”. La legge approvata prevede che ogni anno il presidente della Giunta assegni il titolo di ‘città veneta della cultura’ in base alla selezione operata da una commissione di esperti (che opereranno a titolo gratuito) tra le candidature presentate dai comuni o da associazioni di comuni del Veneto. I contributi regionali andranno a sostenere la capacità progettuale delle amministrazioni locali e degli altri soggetti proponenti. Plauso e apprezzamenti per l’iniziativa sono stati espressi dal capogruppo del Pd Giacomo Possamai, da Cristina Guarda di Europa Verde, da Elisa Venturini capogruppo di Forza Italia, da Raffaele Speranzon capogruppo di Fratelli d’Italia e dalla presidente della commissione Cultura Francesca Scatto (ZP) che ha sottolineato il valore accomunante e trasversale della cultura e della sua promozione.

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