Istituzioni economiche. Borsa italiana: la prima borsa valori nacque nel 1600 a Venezia, dal 1800 quella in senso moderno, dal 1998 l’attuale… in vendita

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Borsa Italiana S.p.A. è la società che gestisce il mercato finanziario italiano, noto come borsa valori italiana di Milano (Piazza Affari). La società si occupa dell’organizzazione e del funzionamento del centro borsistico, promuovendone la trasparenza, competitività ed efficienza per tutti i suoi utilizzatori (qui la serie di note oltre a quella sullo strumento economico del Fondo di garanzia per le Pmi su questa testata, che vuole essere prima di formazione e, poi, di informazione e approfondimento).

Chiariamo innanzitutto che con borsa valori si intende un mercato finanziario secondario in cui vengono trattati strumenti finanziari già emessi nel mercato primario. È un mercato regolamentato, con una disciplina specifica per ogni operazione di negoziazione che definisce modalità, tipologie contrattuali e operatori ammessi. La borsa opera attraverso una piattaforma telematica che riceve gli ordini di compravendita degli operatori e li esegue, incrociando domanda ed offerta per ciascuno strumento.

La prima borsa valori italiana nacque agli inizi del 1600 a Venezia, ma si trattava di una borsa non specializzata, in cui si commerciavano soprattutto merci d’importazione, metalli preziosi, valute e titoli di debito pubblico. È solo nel 1800, con la fondazione della Camera di Commercio di Milano, che nasce la prima borsa valori italiana in senso moderno. Infine, nel 1913 viene introdotta la prima regolamentazione mondiale, denominata legge fondamentale, al fine di disciplinare la borsa valori, i mediatori e i titoli.

Borsa Italiana S.p.A. è stata istituita solo di recente, nel 1998. Costituisce il risultato della procedura di privatizzazione prevista dal d.lgs. 23 luglio 1996 n. 415, noto come “decreto EuroSIM”, che ha portato all’aggregazione di tutte le borse valori minori che operavano in ambito regionale. Si occupa della regolamentazione e della gestione del mercato finanziario italiano, definendo i requisiti e le procedure di ammissione e di permanenza sul mercato per i titoli scambiati, nonché i requisiti e le procedure per gli intermediari. La funzione di vigilanza, invece, è esercitata da Consob e da Banca d’Italia. Nel 2007 Borsa Italiana si è fusa con London Stock Exchange, la borsa di Londra, andando a costituire il London Stock Exchange Group, mercato leader in Europa per scambi azionari e scambi di ETF, covered warrant, certificates e strumenti del reddito fisso.

Lo scorso luglio, dopo mesi di speculazioni, il gruppo londinese ha annunciato di aver avviato negoziati esplorativi per la vendita di parte o di tutta Borsa Italiana, al fine di ottenere l’approvazione da parte dell’Antitrust europeo dell’acquisizione da 27 miliardi di dollari del gruppo di dati e analisi Refinitiv. Offerte sull’intero perimetro di Borsa Italiana sono arrivate da tre contendenti: Six, società che gestisce la borsa di Zurigo; Deutsche Börse, che aveva già tentato alcuni anni fa di fondersi con il London Stock Exchange Group venendo tuttavia bloccata dalla Commissione Europea per il timore di un monopolio; e da Euronext, la società cui aderiscono le borse di Amsterdam, Bruxelles, Parigi, Lisbona, Oslo e Dublino. Quest’ultima proposta è appoggiata da Intesa Sanpaolo e Cassa Depositi e Prestiti, a sottolineare la valenza politica della trattativa. Il Governo italiano è ovviamente interessato alla futura collocazione della società nel contesto internazionale di mercati, che rivestono un ruolo fondamentale per il finanziamento alle imprese e per la gestione del debito pubblico.

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