Istituzioni economiche. Anpal, cos’è e cosa fa: dal reddito di cittadinanza all’app per incrociare domanda e offerta di lavoro che ha creato ambasce al presidente Parisi

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L’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro) è un organismo di diritto pubblico italiano vigilato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che opera nel campo delle politiche attive del lavoro. L’ente è nato nel 2015 a seguito della riforma del diritto del lavoro nota come Jobs Act, che ha disposto l’aggregazione dell’ISFOL e di Italia Lavoro.

L’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL) è un ente di ricerca pubblico italiano, costituito nel 1973, che svolge il ruolo di centro studi del Governo in materia di politiche del lavoro e formazione professionale. Dal dicembre 2016 diventa INAPP, l’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, e assume una nuova e più ampia missione, riassumibile nei compiti di analisi, monitoraggio e valutazione delle politiche pubbliche che impattano sul mercato del lavoro, con particolare riferimento ad aspetti quali il precariato e la discriminazione in tema di disabilità e di genere.

Italia Lavoro, invece, venne istituita nel 1997 a seguito dello scorporo di un ramo d’azienda da Italia Investimenti S.p.A. (in precedenza GEPI S.p.A.), con il compito di creare occupazione sull’intero territorio nazionale. Opera come Agenzia ministeriale per promuovere lo sviluppo delle politiche del lavoro, oltre a favorire l’occupazione e l’inclusione sociale. Dal dicembre 2016 assume la denominazione di ANPAL Servizi S.p.A.

Tra le sue attività, Anpal coordina gli strumenti a supporto dei beneficiari del reddito di cittadinanza, affinché essi possano godere del diritto al lavoro e alla formazione professionale. È quindi la società che si occupa di selezionare i famosi Navigator, gli operatori che supportano i centri per l’impiego nella realizzazione di un percorso che coinvolga i beneficiari del reddito di cittadinanza dalla prima convocazione fino all’accettazione di un’offerta di lavoro congrua.

L’attuale presidente di Anpal, oltre che amministratore unico di Anpal Servizi Spa, è Domenico Parisi, scelto nel febbraio 2019 dall’allora vice premier Di Maio per guidare la riforma dei centri per l’impiego e l’attuazione del reddito di cittadinanza. Parisi è professore ordinario di Demografia e Statistica presso l’Università statale del Mississippi, presso cui ha sviluppato l’app Mississippi works system, una piattaforma che attraverso l’utilizzo di big data permette alle persone in cerca di occupazione di presentare il proprio profilo alle società che cercano lavoratori. Un’esperienza di successo che avrebbe ridotto la disoccupazione in Mississippi dal 6,5% al 4,8%.

Recentemente l’operato di Anpal e del suo presidente è stato messo in discussione a causa di una vicenda poco chiara che coinvolge i finanziamenti per lo sviluppo del software Italy works, progettato dal professor Parisi per replicare i risultati ottenuti negli Stati Uniti nel favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro.

A tal fine, con il decreto del reddito di cittadinanza è stata concessa ad Anpal la possibilità di affidare lo sviluppo dell’app ad una società in house, destinando a questo scopo 25 milioni di euro. La società scelta è Invitalia, che avrebbe proposto ad Anpal un costo per lo sviluppo dell’app di circa 17 milioni. Tuttavia, una consulenza della società Ernst & Young avrebbe stimato il costo per la realizzazione della piattaforma informatica a circa 600 mila euro. A seguito di questa vicenda, Domenico Parisi è stato convocato in audizione alla Camera dei deputati per rendere conto del proprio operato, ma le risposte fornite non hanno chiarito molti aspetti della vicenda.

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