Incrementare e favorire cultura e turismo, Antonio Mori (candidato FdI): ecco come rilanciare la regione Veneto e Vicenza

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Ha preso il via sabato 12 settembre, scrive nella nota che pubblichiamo Antonio Mori candidato alla regione Veneto nella provincia di Vicenza con FdI, una splendida iniziativa del Comune di Vicenza, volta a incrementare e favorire cultura e turismo. Da sabato 12 settembre a domenica 29 novembre, ogni sabato e domenica, a Vicenza, saranno gratuiti sia la sosta nei parcheggi del centro storico, sia l’accesso ai musei civici e alla Basilica.

Finalmente quello che ci vuole, dopo mesi in cui l’emergenza Covid ha relegato nel buio cultura, arte e turismo. “Mi piace ricordare – dice Antonio Mori, candidato per il collegio di Vicenza per Fratelli d’Italia – che l’Italia ospita circa il 70 per cento del patrimonio artistico mondiale; eppure, molto spesso siamo indietro nella sua valorizzazione, e lasciamo (o speriamo) che basti la sola bellezza dei luoghi e delle opere ad attrarre i turisti. Una comoda inerzia che rappresenta un grave errore perché è a causa sua che si lasciano crollare o deteriorare i monumenti, permettendo che interi paesi si spopolino, lasciamo nell’incuria i musei”. Come a dire, c’è una gestione delle grandi risorse spesso dilettantistica e improvvisata.

Questa piccola, ma grande, iniziativa del Comune di Vicenza è davvero un segnale importante, perché è dal territorio, dalle realtà locali, dal coinvolgimento delle comunità, che possono nascere le vere risposte alla crisi. “Nel nostro Veneto di ricchezze ne abbiamo moltissime e non penso solo a Venezia: a Vicenza, per esempio, c’è la Basilica Palladiana o Palazzo Chiericati, o ancora il Teatro Olimpico e la Villa La Rotonda, solo per citarne alcune. Spero di poter essere eletto in consiglio regionale, per poter riprendere e moltiplicare queste belle iniziative”.

E come sempre Antonio Mori snocciola una proposta dietro l’altra, a dimostrazione del lavoro che si sta portando avanti in questi giorni: “Ho molte idee in mente a cominciare dall’istituzione delle zone franche della cultura, distretti cioè ed aree all’interno di Comuni sopra un certo numero di abitanti “a burocrazia zero” e con appositi incentivi per veicolare l’apertura o la localizzazione di attività culturali così da farne cuori pulsanti dello sviluppo, sul modello delle Zone economiche speciali”. E ancora più importante sarebbe :“lo stimolo del partenariato pubblico privato che si potrebbe realizzare con misure d’incentivo fiscale (tramite sgravi anche elevati o crediti d’imposta) di attività di mecenatismo, affitti, donazioni, acquisti o attività d’impresa effettuate nel settore culturale, la valorizzazione dei contratti pubblici di sponsorizzazione”.

In altre città d’Italia per esempio, esiste l’affidamento in gestione di alcune istituzioni culturali a soggetti privati in grado di assicurare una maggiore redditività e competitività “ecco perché – conclude Mori – non mi dispiace l’idea di una cosiddetta banca della creatività: una piattaforma che dovrebbe coinvolgere le principali banche statali (Medio Credito Centrale, Istituto per il Credito Sportivo, Cassa Depositi e Prestiti), assieme a Invitalia, ai maggior fondi pubblici d’investimento e alle fondazioni di origine bancaria, attirando anche capitali privati, per garantire al settore le risorse e competenze finanziarie necessarie per crescere sui mercati globali. Insomma questi sono solo alcuni dei campi d’analisi, ma il grande filo rosso che mi sembra li unisca è sicuramente l’alleanza fra pubblico e privato”.

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