Il massacro di Fort Profit, Claudio Mellana: non c’è un vaccino perché morti bianche non sono pandemia, operai non si infettano a vicenda

HOMO SAPIENS 2.0, di Caludio Mellana
HOMO SAPIENS 2.0, di Caludio Mellana
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Premetto che sono di parte perché  figlio di un’operaia e di un operaio. Nel 1975 disegnai 80 pagine del libro “Medicina preventiva e partecipazione” del Prof. Ivar Oddone per le edizioni ESI. Il periodo era tutto un fiorire di lotte sull’ambiente di lavoro perché gli operai morivano a causa del lavoro.

IL MASSACRO DI FORT PROFIT, di Melana e Almor
IL MASSACRO DI FORT PROFIT, di Melana e Almor

Sono trascorsi 56 anni durante i quali sono morti, ufficialmente, circa 60.000 operai per infortunio e molti, molti altri per malattie professionali (tumori, bronchiti croniche ostruttive, ecc.), mentre centinaia di migliaia, a causa del loro lavoro, sono rimasti permanentemente invalidi.

Non si può chiamare pandemia solo perché gli operai non si infettano a vicenda e quindi nessuno può studiare un vaccino per salvarli.

D’altra parte, secondo alcuni, questi sono gli inevitabili danni del giusto profitto. Come dire, uccisi dal fuoco che gli si dice amico.

 


Qui tutte le vignette di Claudio Mellana e quelle di Almor e Mellana


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Claudio Mellana (Torino, 30 settembre 1948) è un umorista italiano. Ha cominciato pubblicando su riviste underground o politiche alla fine degli anni sessanta. Nel 1970 ha fondato con Dario Mairano la rivista underground Pelo e Contropelo, attiva sino agli anni ottanta. Nel 1975 viene realizzata a Torino la prima mostra di satira politica, chiamata anch'essa Pelo e Contropelo. La sua prima importante collaborazione è del 1972 con Ca Balà, la rivista madre della moderna satira politica italiana, e poi si estende a svariati periodici e giornali: ABC, IO, Nuovasocietà, Pianeta, Radiocorriere, Il Collezionista. Suoi disegni compaiono su l'Unità, La Stampa, Stampa Sera, Paese Sera. Si dedica, a partire dagli anni '70, quasi esclusivamente alla satira politica e realizza centinaia di vignette, e manifesti, per i giornali sindacali della CGIL. Partecipa a numerose mostre collettive, in Italia e all'estero, ricevendo anche riconoscimenti e premi, e ha esposto in mostre personali a Carpi e Torino. Con Dino Aloi ha curato, per Feltrinelli, nel 1991 il libro Un Lavoro Da Ridere: Antologia Della Satira Del Movimento Operaio Dall'Ottocento a Oggi , nel quale vengono raccolte le vignette a carattere sindacale comparse nei periodici italiani dalla metà dell'800. Ancora con Dino Aloi, dal 1994, cura il Premio intitolato a Giorgio Cavallo per la satira e l'umorismo, per conto della città di Moncalieri. Nel 2007 collabora alla realizzazione della mostra "Ludere et ledere" (Umorismo grafico e satira politica) tenutasi a Bergamo. Nel 2008 alla mostra "Il sorriso graffiato" ( Fascismo e antifascismo nel disegno satirico dalla grande guerra alla Costituzione) tenutasi al Castello di Ussel a Chatillon in Valle d'Aosta. Nel 2010 alla mostra "Dalla Storia alla Satira" (Cronache ed eventi in caricatura da Cavour ad Andreotti) tenutasi all'Archivio di Stato di Torino. Nel 2010, insieme a Dino Aloi, pubblica "Umoristi in Piemonte" (Dizionario di autori e riviste per sorridere e graffiare dal 1848 ad oggi). Nel 2011 collabora alla realizzazione della mostra "La donna immaginata. L'immagine della donna" tenutasi a Torino. Nel 2013, sempre con Dino Aloi, realizza la mostra "Casimiro Teja. Sulla vetta dell'umorismo" e il relativo catalogo contiene la più dettagliata biografia del grande caricaturista torinese realizzata sino ad oggi. Espone frequentemente in mostre collettive. Nel 2019 pubblica con le Edizioni Neos il libro "Lo Sputasentenze" una raccolta di 583 aforismi e pensieri vari ed espone 50 vignette senza parole in una mostra personale allo Spazio Mouv' di Torino. Collabora attualmente con pubblicazioni su Internet come "Buduar", "Nuovasocietà", " VicenzaPiù", "CiaLiguria", Iltorinese, Torinofan e "Tellusfolio". Ha pubblicato, ad oggi, oltre 3000 vignette