Il Foglietto, newsletter e Europa ore 7 de Il Foglio di Claudio Cerasa: attacco a Boris Johnson, come vaccini sono ok contro variante Delta e…

Boris Johnson
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C’è una rivolta contro Boris Johnson: hai tradito la libertà, vattene

Il premier inglese è diventato più responsabile o ha scordato la sua tradizione e le sue promesse? Il dibattito inglese sul pass vaccinale e sulla necessità di un “nudge”

di Paola Peduzzi

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I vaccini contro la variante Delta funzionano. Ecco come

Dall’Inghilterra al Canada, fino a Israele, molteplici studi confermano l’efficacia dei sieri a disposizione, sia dal punto di vista clinico che da quello della trasmissibilità del virus

di Enrico Bucci

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Editoriali

Oggi nel Foglio

Come tutti i mercoledì in edicola con il Foglio c’è Una Fogliata di Libri, l’inserto a cura di Matteo Matzuzzi con recensioni e consigli di lettura

Addio Viale Mazzini. Intervista all’ex ad Rai

I partiti, Foa, i Maneskin e la tv di stato. Fabrizio Salini racconta i suoi tre anni “con il rimpianto di non aver completato l’opera”

di Salvatore Merlo

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Gli eredi dei No Global oggi si trovano nella destra sovranista

Le battaglie contro il mondialismo, la globalizzazione, le oligarchie e a favore del primato nazionale: se si mettono allo specchio la sinistra che avanza e la destra che avanza non si farà fatica a riconoscere quale tra le due forze in quel G8 di Genova oggi si sentirebbe più a casa

di Claudio Cerasa

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Al museo con la pornostar

 

Pornhub affida a Asa Akira un’audioguida per scoprire l’arte. Ben fatto

di Camillo Langone

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Era l’ultimo atto importante prima della pausa estiva. La Commissione di Ursula von der Leyen ieri ha presentato il rapporto annuale sullo stato di diritto e mai come quest’anno la posta in gioco appare così importante, nel momento in cui Polonia e Ungheria sfidano apertamente i principi fondamentali dell’Unione europea. Complessivamente il rapporto mostra molti sviluppi positivi negli stati membri”, ha detto la Commissione. “Ma rimangono alcune preoccupazioni e in alcuni stati membri sono aumentate, per esempio quando si tratta dell’indipendenza della giustizia e della situazione nei media“.

Il rapporto servirà da base, insieme ad altri documenti, per attivare il meccanismo di condizionalità sullo stato di diritto, che dovrebbe permettere di tagliare i fondi europei ai paesi che non rispettano i principi fondamentali quando in gioco c’è il bilancio dell’Ue. La Commissione ha promesso di aprire i primi casi in autunno. Pur non avendolo detto apertamente, Polonia e Ungheria sono i principali candidati a rischiare di vedersi tagliare i fondi. Nella riunione di ieri del collegio, due commissari hanno espresso riserve. Nel frattempo, continua l’escalation tra Bruxelles e i due governi di Varsavia e Budapest. La Commissione ha lanciato un ultimatum alla Polonia sul rispetto delle sentenze della Corte di giustizia dell’Ue e ha annunciato l’avvio di un’indagine (informale) sull’uso dello spyware Pegasus da parte dell’Ungheria per spiare giornalisti. La vicepresidente della Commissione, Vera Jourova, ha detto che il via libera dei piani di ripresa e resilienza legati al Recovery fund di Polonia e Ungheria è ancora in sospeso.

L’ultimatum alla Polonia riguarda la decisione della Corte costituzionale polacca di non riconoscere le misure ingiuntive della Corte di giustizia dell’Ue. La Commissione ha dato a Varsavia fino al 16 agosto (il collegio dei commissari inizialmente avrebbe dovuto dare una sola settimana, poi ha deciso di concedere più tempo) per confermare che rispetterà pienamente la decisione della Corte di Lussemburgo del 14 luglio sulla Camera disciplinare della Corte suprema. Se la Polonia non lo farà, “la Commissione chiederà alla Corte di giustizia dell’Ue di imporre il pagamento di una multa“, ha annunciato Jourova. Lo stesso vale per un’altra sentenza del 15 luglio con cui la Corte di Lussemburgo ha contestato l’indipendenza della Camera disciplinare. Una lettera è già stata inviata. Durante le prossime settimane toccherà al commissario alla Giustizia, Didier Reynders, “adottare le misure per indurre la Repubblica di Polonia a rispettare la decisione e la sentenza della Corte di Giustizia” dell’Ue. Il governo nazionalista polacco ha promesso dialogo, ma ha chiesto di “rispettare le disposizioni dei trattati dell’Ue, che definiscono esplicitamente quali competenze sono delegate all’Unione e quali restano di competenza esclusiva degli stati membri”.

Cosa dice il rapporto sullo stato di diritto sulla Polonia? “Le riforme del sistema della giustizia polacco, inclusi nuovi sviluppi, continuano a essere una fonte di gravi preoccupazioni”. Il rapporto contesta anche l’efficacia della lotta contro la corruzione di alto livello e la possibilità per il governo di influenzare le inchieste di corruzione per ragioni politiche. Sui media, la Commissione cita le preoccupazioni per l’acquisizione di Polska press da parte del gigante statale dell’energia Orlen, nonché un progetto di legge che prende di mira “alcuni gruppi mediatici” in un clima sempre più sfavorevole per i gruppi di proprietà straniera. “Dal 2020, il clima professionale dei giornalisti si è deteriorato, con l’uso di procedure giudiziarie per intimidire”. Infine, secondo la Commissione “il sistema dei checks and balances” in Polonia “continua a essere sotto considerevole pressione”. Se lo spazio della società civile “è ancora vibrante”, sono emersi “problemi generali” per i diritti delle donne e agli attacchi contro i gruppi Lgbt. Sul Foglio Micol Flammini spiega come il PiS polacco, come Viktor Orbán in Ungheria, ha costruito il suo sistema clientelare mettendo le aziende pubbliche nelle mani di amici e familiari. E’ la logica populista.

E l’Ungheria? La Commissione contesta l’elezione del presidente della Corte suprema e le regole per la nomina di alcuni suoi membri al di fuori delle normali procedure. Inoltre, Budapest non ha rafforzato l’indipendenza della giustizia, come era stato raccomandato dalla Commissione nel contesto del semestre europeo. Nella lotta alla corruzione, la portata delle misure introdotte dall’Ungheria rimane limitata. Secondo il rapporto, persistono problemi sul finanziamento dei partiti politici e le attività di lobby. Non sono stati affrontati “rischi di clientelismo, favoritismo e nepotismo negli alti livelli della pubblica amministrazione così come i rischi che derivano dal legame tra gli attori imprenditoriali e politici”, dice il rapporto. Secondo la Commissione, “i meccanismi di controllo indipendenti rimangono insufficienti per individuare la corruzione”.

Sull’Ungheria la Commissione è particolarmente critica sulla libertà di informazione. “Il pluralismo dei media rimane a rischio”, si legge. La Commissione è preoccupata per “l’indipendenza e l’efficacia dell’autorità sui media” (viene citato il caso della chiusura di Klubradio). Inoltre, la pubblicità di stato “permette al governo di esercitare influenza politica indiretta sui media”. Secondo la Commissione, “media indipendenti e giornalisti continuano a essere confrontati a ostacoli e intimidazioni”. Nel campo dei “checks and balances”, la Commissione è preoccupata per la trasparenza e la qualità del processo legislativo, nonché la mancanza di indipendenza del commissario per i diritti umani. Il rapporto denuncia anche le pressioni “sulle organizzazioni della società civile critiche verso il governo” e la creazione di “trust privati che ricevono fondi pubblici significativi gestiti” da personalità “vicine all’attuale governo”.

L’arma dei soldi potrebbe essere quella più efficace per la Commissione, sempre che decida di usarla con forza. Se tutto è rinviato all’autunno sul meccanismo di condizionalità, Jourova ieri ha spiegato che i problemi legati ai meccanismi di audit e controllo e il mancato rispetto di alcune raccomandazioni sullo stato di diritto impediscono alla Commissione di dare il via libera ai piani di Revovery di Polonia e Ungheria. “Gli attuali sviluppi sulla giustizia in Polonia sono la barriera per il via libera al Recovery plan”, ha detto Jourova. Con l’Ungheria la situazione è “molto simile”, ci ha spiegato Jourova: “La Commissione è molto esigente sul sistema di audit e controllo con tutte le salvaguardie e misure sistematiche necessarie per garantire che la distribuzione dei soldi sia giuridicamente  solida”. Quanto continueranno i negoziati con Polonia e Ungheria sui piani di Recovery? “Non posso fare previsioni”, ha detto Jourova.

Buongiorno! Sono David Carretta e questa è Europa Ore 7 di mercoledì 21 luglio, realizzato con Paola Peduzzi e Micol Flammini, grazie a una partnership con il Parlamento europeo.

Avviso ai nostri lettori: con le istituzioni europee che stanno andando in vacanza (il Parlamento europeo, la Corte di Giustizia e la Corte dei conti lo hanno già fatto venerdì) questa sarà l’ultima settimana di Europa Ore 7 prima di una pausa estiva. Ci ritroveremo in settembre.

In Italia non tutto va bene sullo stato di diritto – Secondo il rapporto della Commissione, in Italia ci sono quattro punti deboli sullo stato di diritto: l’efficienza della giustizia, le carenze nella lotta alla corruzione, l’indipendenza dei media e la gestione delle migrazioni. Secondo la Commissione, le riforme introdotte dal governo di Mario Draghi, “sono particolarmente importanti per affrontare le sfide serie legate all’efficienza del sistema della giustizia”. La durata dei processi ha un impatto anche sulla corruzione. “L’eccessiva durata delle procedure, in particolare a livello di appello, continua a costituire un ostacolo alla lotta alla corruzione”, dice il rapporto, che menziona problemi legati ai conflitti di interessi, alle lobby e ai cosiddetti “revolving doors” (il passaggio dal pubblico al privato di alti funzionari). Secondo la Commissione, poi, “la pandemia di Covid-19 ha aumentato significativamente il rischio di corruzione e reati legati alla corruzione che sono commessi per infiltrare ulteriormente l’economia legale”. Sui media, la Commissione evidenzia che la riforma della diffamazione (usata per intimidire o condizionare i giornalisti) non è ancora approvata. Inoltre, “l’indipendenza politica dei media italiani rimane una questione di preoccupazione in particolare nel settore audiovisivo”. L’ultimo rilievo riguarda la gestione delle migrazioni: “Rimangono preoccupazioni”, dice il rapporto sullo stato di diritto.

Arriva l’Autorità dell’Ue contro il riciclaggio – La Commissione ieri ha presentato un pacchetto di proposte legislative volto a consolidare le norme dell’Ue per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. La principale innovazione è la creazione di una nuova autorità dell’Ue per la lotta al riciclaggio di denaro, che dovrebbe servire da centrale di coordinamento delle autorità nazionali (le Unità di informazione finanziaria). Si chiamerà Amla e vigilerà direttamente su alcuni degli enti finanziari più rischiosi che operano in più stati membri o che richiedono un’azione immediata per far fronte a rischi imminenti. Con l’introduzione di un codice unico dell’Ue in materia di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo, la Commissione vuole armonizzare norme come le disposizioni più specifiche in materia di adeguata verifica della clientela, titolarità effettiva e competenze e compiti delle Unità di informazione finanziaria. I registri nazionali dei conti bancari saranno collegati, consentendo alle Unità nazionali di accedere più rapidamente alle informazioni sui conti bancari e sulle cassette di sicurezza in altri paesi. La Commissione fornirà anche alle autorità di contrasto l’accesso a questo sistema, accelerando le indagini finanziarie e il recupero dei proventi di reato nei casi transfrontalieri.

L’Ue dice stop ai conti anonimi di Bitcoin – Nell’ambito delle nuove misure contro il riciclaggio, la Commissione ha proposto di estendere il campo di applicazione di queste norme anche ai “crypto-asset” (le cripto-attività), che finora erano rimaste parzialmente escluse dalle regole dell’Ue. Tutti i prestatori di servizi di “crypto-asset” saranno obbligati a effettuare l’adeguata verifica della clientela. Le nuove modifiche garantiranno la piena tracciabilità dei trasferimenti di cripto-attività, come i Bitcoin, e dovrebbero consentire di prevenire ed individuare il loro possibile impiego a fini di riciclaggio p finanziamento del terrorismo. Secondo la proposta della Commissione, saranno vietati i portafogli anonimi di cripto-attività.

Un tetto di 10 mila euro per le transazioni in contanti – Ultima misura destinata a far discutere, in particolare in paesi come la Germania e l’Austria dove il “cash” è considerato come sacro, è la proposta della Commissione di introdurre in tutta l’Ue un limite di 10 mila euro per le transazioni in contanti. Contrariamente all’Italia, in diversi stati membri non ci sono massimali per le transazioni in contanti. “Il contante rimane davvero importante per i cittadini”, ha riconosciuto la commissaria responsabile del settore Finanziario, Mairead McGuinness: “Ma vogliamo che il contante sia pulito. Non vogliamo che contante sporto nel sistema”. I paesi che hanno tetti più bassi (in Grecia il massimo è di 500 euro) potranno conservarli.

La Commissione vuole negoziare con il Regno Unito su Gibilterra – La Commissione ieri ha chiesto al Consiglio di autorizzare l’apertura di negoziati per un accordo tra Unione europea e Regno Unito su Gibilterra. L’intesa su Gibilterra, che non è inclusa nell’accordo Brexit o sulla partnership futura, dovrebbe permettere di sopprimere i controlli fisici e i controlli delle persone e delle merci alla frontiera terrestre tra la Spagna e il territorio britannico. La proposta include regole sulla responsabilità in materia di asilo, rimpatri, visti, titoli di soggiorno, cooperazione operativa di polizia e scambio di informazioni. Altri misure dovrebbero coprire settori come il trasporto aereo e terrestre, i diritti dei lavoratori frontalieri, l’ambiente, il sostegno finanziario e la parità di condizione nel settore della concorrenza.

La Commissione va in vacanza – Quella di ieri è stata l’ultima riunione del collegio dei commissari prima di una lunga pausa estiva. Anche se la Commissione rimane aperta – ci sarà un sistema a rotazione di presenza dei commissari – il collegio tornerà a riunirsi solo l’8 settembre prossimo per adottare il rapporto annuale di previsione strategica. Uno dei dossier che sono stati rinviati all’autunno è il pacchetto sulle nuove risorse proprie del bilancio dell’Ue. La portavoce della Commissione ha detto che la decisione di spostare il via libera è dovuta ai negoziati in corso all’Ocse sulla tassazione delle multinazionali. Per ora non è stata fissata una data per presentare le proposte sulle nuove entrate – Digital tax, meccanismo carbonio di aggiustamento alla frontiera, quota delle entrate del sistema di scambio di emissioni Ets, imposta sulle transazioni finanziarie – che dovrebbero permettere di rimborsare almeno in parte il Recovery fund.

EuroNomine – Prima di andare in vacanza il collegio dei commissari ha adottato una serie di nomine nei livelli più alti dell’amministrazione della Commissione. La francese Myriam Ferran è stata nominata vice-direttore generale della direzione generale (dg) Partnership Internazionali, dove si occuperà dei tre “direttorati” geografici. Il britannico Patrick Child, attuale vice-direttore generale della dg Ambiente, è stato trasferito alla Dg Ricerca e innovazione dove occuperà le stesse funzioni. A livello più basso, la Commissione ha nominato tre nuovi direttori nella dg Politica regionale e urbana: la portoghese Sofia Alves, l’italiana Emma Toledano e il francese Peter Berkowitz. Infine, la francese Valérie Drezet-Humez è stata scelta per guidare la Rappresentanza della Commissione a Parigi e la lussemburghese Anne Calteux per quella in Lussemburgo.

Come funziona il pass vaccinale della Danimarca – Mezza Europa e quasi tutta l’Italia discutono della decisione di Emmanuel Macron di imporre il pass sanitario per accedere a ristoranti, bar, treni a lunga percorrenza e aerei. Ma si è parlato molto poco, per non dire nulla, di un altro modello di pass sanitario già operativo da ormai tre mesi e che sembra funzionare molto bene in Danimarca. Come spiega il Foglio in Danimarca il “corona passport” è stato varato già a metà aprile e viene utilizzato per poter avere libero accesso a numerose attività: luoghi di ristorazione, cultura, intrattenimento e svago, oltre che per gli spostamenti. La Danimarca ha creato anche una rete capillare di laboratori per l’analisi dei tamponi, oltre che da un’offerta gratuita dei test. Quest’ultimo elemento rende economicamente sostenibile il pass per le famiglie ancora in attesa di vaccinazione, oltre che i controlli settimanali consigliati a chi, per motivi di lavoro o svago, tende a frequentare posti affollati. Il modello danese può offrire spunti interessanti in vista delle decisioni che il governo italiano si appresta a prendere.
L’Ema inizia la rolling review del vaccino di Sanofi – L’Agenzia europea dei medicinali (Ema) ieri ha annunciato di aver avviato la revisione continua (rolling review) del vaccino sviluppato da Sanofi Pasteur contro il Covid-19, Vidprevtyn. La decisione “si è fondata sui risultati preliminari degli studi di laboratorio e i primi studi clinici sugli adulti che suggeriscono che il vaccino attiva la produzione di anticorpi” contro il virus, ha spiegato l’Ema. La rolling review andrà avanti fino a quando ci saranno prove sufficienti per una domanda formale di autorizzazione all’immissione sul mercato.

La Francia annuncia la donazione delle dosi di AstraZeneca – Il governo francese ieri ha annunciato che tutte le dosi di AstraZeneca che riceverà nelle prossime settimane saranno donate ai paesi a basso e medio reddito per contribuire alla vaccinazione globale. L’iniziativa è più che opportuna, nel momento in cui l’Unione europea sta accumulando un ritardo colpevole nel mantenere la promessa di donare almeno 100 milioni di dosi entro la fine dell’anno. Come abbiamo rivelato ieri, gli stati membri dell’Ue si sono impegnati a donare quasi 160 milioni di dosi, ma finora sono stati effettivamente consegnati meno di 4 milioni. In un editoriale Il Foglio spiega che per l’Ue dimenticarsi le donazioni significa privarsi di uno strumento per riprendere il controllo sulla pandemia e affermare la propria influenza geopolitica.

FdI e Pis smentiscono la Polexit dall’alleanza con Meloni nell’Ecr – Il partito polacco Legge e giustizia di Jaroslaw Kaczynski si sta preparando a uscire dal partito dei Conservatori e riformatori europei per i contrasti con Giorgia Meloni? “Fake news”, hanno assicurato i diretti interessati, dopo che il sito Euractiv questa mattina scritto di una possibile exit dei nazionalisti polacchi dalla formazione europea fondata con i Tory britannici e che oggi è presieduta dalla leader di Fratelli d’Italia. “Gli europarlamentari polacchi del PiS hanno la loro casa nel partito dei Conservatori e riformatori europei. Non c’è ragione di dubitare di questo”, ha detto il co-presidente del gruppo Ecr, Ryszard Legutko. “Non ci sono spaccature all’interno del partito Ecr. Al contrario: con i nostri amici polacchi, abbiamo trasformato il partito in una piattaforma attrattiva per i conservatori di tutta Europa”, ha dichiarato il co-presidente italiano, Raffaele Fitto. Il Foglio spiega dettagli e retroscena di questa strana fuga di notizie.

Nell’Ue prodotti 12 milioni di biciclette nel 2020 – Nell’Unione europea sono stati prodotti 12,2 milioni di biciclette, con un aumento dell’1,2 per cento, secondo le stime pubblicate ieri da Eurostat. Il Portogallo è il principale produttore con 2,6 milioni di biciclette, seguito dall’Italia con 2,1 milioni e Germania con 1,3 milioni. Ma se la produzione di biciclette nell’Ue è costantemente aumentata nel corso degli ultimi anni, quella in Italia ha subito un brusco calo. Dal 2017 al 2020 la produzione nell’Ue è passata da 9,9 milioni a 12,2 milioni di biciclette. Quella in Italia è passata da 3,6 milioni a 2,1 milioni.

Accade oggi in Europa

  • Consiglio: riunione informale dei ministri dell’Industria
  • Consiglio: riunione informale dei ministri dell’Ambiente
  • Commissione: il commissario Gentiloni partecipa a un evento sul modello sociale europeo
  • Commissione: il commissario Sinkevičius partecipa al Consiglio ministeriale informale del G20 sull’ambiente
  • Eurostat: dati sul commercio mondiale di merci nel 2019; dati sulla sovra-qualificazione dei migranti nel 2020; dati sui salari minimi al primo di luglio 2021
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