Il caso scavalcati BPVi e Veneto Banca in commissione d’inchiesta, Il Mattino di Padova: stop a 10 mila ordini di vendita

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Da ieri la Commissione regionale d’inchiesta sul crac di BPVi e Veneto Banca ha in mano tutta la documentazione relativa agli «scavalcati». Parliamo di tutti gli ex azionisti che fecero richiesta di vendita delle azioni ma i cui ordini rimasero inevasi. Da ieri, la Commissione, non solo sa nomi e cognomi di chi è rimasto a bocca asciutta (oltre 10 mila) ma sa anche chi è riuscito a vendere, facendo richiesta nello stesso tempo. I documenti sono stati inviati dal Movimento Difesa del cittadino, in prima linea per la difesa dei risparmiatori.

La Commissione ha le carte Bce, Consob e le azioni di responsabilità che i vecchi cda nominati dal Fondo Atlante, al tempo azionista, promuovettero contro la mala gestio dei loro predecessori: Gianni Zonin, Vincenzo Consoli, cda e manager. È una storia già raccontata che oggi si arricchisce di particolari grazie alle carte ufficiali che non sempre sono state rese pubbliche. Come le consulenze tecniche, i verbali Bce e Consob. Per Veneto Banca tra 2014 e 2015, si legge nella relazione Consob, la banca «deliberò incroci fra ordini di segno opposto» cambiando nelle diverse sedute del cda il «criterio quantitativo di vendita». Una volta fino a 6 mila pezzi, poi fino a 441. Segnalate dalla vigilanza «irregolarità» anche nell’uso del fondo d’acquisto azioni proprie. Questo a valere fin dal 2011. Ricapitolando, per Veneto Banca: nel 2014 Consob segnala 1.513 richieste arrivate all’Ufficio Capitale sociale e rimaste inevase contro 2.481 evase con «eccezione al criterio dimensionale previsto». Nel 2015 sono 506 gli ordini rimasti fermi e nessuna eccezione fu fatta.

In Banca Popolare di Vicenza, spiega la relazione tecnica inviata a Ferro Fini, si sono verificate tra 2012 e 2015 oltre 8 mila richieste di cessione poi sospese, nel dettaglio: 8.243 per 449,4 milioni di controvalore in euro. Le “sospensioni” iniziano nel 2014 quando la Banca liquida 1.068 richieste subito, 252 le rimanda all’anno successivo e 386 le blocca del tutto. Nel 2015 Bpvi ne esaudisce 1.069 subito e ne blocca 449.

(e.v.), da Il Mattino di Padova

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