I vecchi fascisti gridavano “me ne frego!”, la loro erede Donazzan prima canta Faccetta nera poi “frigna”… Rio de lacrimas se Zaia la molla

25 aprile: Elena Donazzan a una commemorazione della R.S.I. (Repubblica Sociale Italiana)
Elena Donazzan a una commemorazione della R.S.I. (Repubblica Sociale Italiana)
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Se c’era qualcosa di positivo nei vecchi fascisti, era che si lamentavano poco. “Me ne frego!” era il loro motto. Erano coscientemente, spavaldamente dalla parte del torto e ne accettavano le conseguenze. Venivano picchiati nelle piazze, dai comunisti e dalle Forze dell’ordine, venivano arrestati, tenuti ai margini, sbeffeggiati, ma niente: tenevano fede ai loro principi, fatti di manganello, saluti romani e olio di ricino.

Con i post-fascisti di oggi, è tutta un’altra storia. E’ tutto un piangere e frignare: ci odiano, non ci capiscono, ci mandano i messaggi brutti su Facebook, poi Facebook ce lo chiudono pure… Madre mia, sembra di essere alla sagra della depressione.
Prendete la Donazzan, dopo la prestazione ca(g)nora alla Zanzara.
Dice “di non aver mai alimentato l’odio, ma di averlo subito [Una lacrima, ndr]. Non auguro a nessuno di vivere così come io ho vissuto questi giorni di offese – sottolinea – insulti, minacce [Altra lacrima, ndr]”
Ma per tutti i Santi, compreso Sanremo! Canti Faccetta nera in diretta nazionale, cosa ti aspetti? Elogi? Mazzi di fiori? Una bottiglia di olio di ricino “Vecchio Duce” DOCG? La cittadinanza onoraria etiope?
Per non parlare del fatto che le hanno chiuso i social. “Uccisa da Fb and Co. Si chiama pulizia etnica del pensiero”

Semmai, si chiama pulizia etica del pensiero. Quella etnica la faceva lo zio Benny, sai quello che ha fatto anche cose buone.

Ma non è finita, poraccia. Siccome quando Zaia l’ha costretta a scusarsi non l’ha fatto in modo adeguato “se qualcuno si è sentito offeso chiedo scusa” (eh, certo, è colpa nostra che ci sentiamo offesi…), adesso è sotto schiaffo di una mozione di riserva e criticata duramente anche dalla Lega, che vorrebbe tanto papparsi il suo assessorato, magari approfittando del casus belli.
Non oso immaginare il Rio de lagrimas in stile telenovela argentina in caso il neo Doge decida di darle il benservito. Con la speranza nel cuore, preparo l’ombrello.
Ps. se pubblichiamo una sua foto a testa in giù, secondo voi si offende?
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Marco Tullio
Marco Tullio è un appassionato di legge, ama la critica politica, la buona scrittura quanto basta e, se provocato, è un oratore loquace meno che sull'età su cui non risponde. Di certo, nel 2020 quando comincia a collaborare con noi, è meno che cinquantenne, visto che i 50 anni sono il suo obiettivo, non ancora raggiunto, per mettere nel cassetto ogni strumento di lavoro che Fornero voglia o non voglia. Esponente di un'agiata famiglia di una delle storiche repubbliche dello Stivale Marco Tullio ammira la cultura ma esercita l'indolenza, cioè il non dolersi delle altrui debolezze che ama, invece, punzecchiare.