HuffPost, Guido Rasi ex direttore di Ema ora consulente di Figliuolo: “AstraZeneca può andare a tutti, raccomandazione Aifa è superabile”

AstraZeneca
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La raccomandazione dell’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) di somministrare il vaccino AstraZeneca a chi ha più di 60 anni “è superabile”. Perché, spiega il professore Guido Rasi, “ci sono parametri chiari sulla base dei quali si può valutare l’utilizzo di questo vaccino per le diverse fasce d’età”. Da oggi l’ex direttore dell’Ema (European Medicine Agency) è il nuovo consulente del commissario straordinario per l’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo, per la campagna vaccinale. HuffPost lo ha raggiunto al telefono poco prima che incontrasse Figliuolo per accettare ufficialmente il nuovo, prestigioso, incarico.

Guido Rasi, ex direttore Ema e neo consulente commissario Figliuolo
Guido Rasi, ex direttore Ema e neo consulente commissario Figliuolo

Le parole dell’ex direttore dell’Ema sul vaccino AstraZeneca confermano quella che si annuncia come una decisione imminente che segnerà una nuova svolta nella nostra campagna vaccinale: somministrare il vaccino dell’azienda anglosvedese superando il consiglio di Aifa arrivato dopo lo stop di tre giorni al farmaco in tutta Europa dopo alcuni casi di reazioni avverse sospette. Stamattina ne ha parlato anche il commissario Figliuolo, sottolineando: “I vaccini vanno impiegati tutti, ci sono effetti collaterali infinitesimali altrimenti non raggiungiamo gli obiettivi previsti”. Traguardi che possono essere mancati anche per “l’irresponsabilità di una quota di italiani “piccola, ma sufficiente a ostacolare il prosieguo della campagna vaccinale”, scandisce Rasi. Un rischio da scongiurare “con un’azione decisa delle autorità locali”. Contro gli assembramenti, per esempio. Nel fine settimana appena passato, non sono mancati, specie nelle grandi città. Ma non dovunque sono stati contrastati. “A Roma si è fatto bene a chiudere via del Corso, a Milano si è tollerato l’intollerabile”, fa notare Rasi.

Professore, il commissario Figliuolo stamattina ha detto che si sta valutando di estendere Astrazeneca alla “classe di età inferiore ai 60, sulla base degli studi”. Ha ancora senso rispettare la raccomandazione di Aifa che ha consigliato questo vaccino per le persone con più di 60 anni?

No, la raccomandazione di Aifa è superabile. Dagli studi aggiornati ci arriva una chiarissima illustrazione del beneficio/rischio in tutte le situazioni. Sono stati individuati quattro parametri sulla base dei quali si può valutare l’utilizzo di questo vaccino per le diverse fasce d’età.

Quali sono questi parametri? 

Il numero di vaccini disponibili, l’andamento della pandemia, la capacità degli ospedali e il numero dei vaccinati.

Raggiunto il traguardo del mezzo milione di somministrazioni al giorno ora l’obiettivo è di vaccinare il 60% degli italiani entro luglio. Per centrarlo basterà  tenere il ritmo delle 500mila dosi quotidiane o bisogna accelerare?

Se lo si tiene costantemente potrebbe pure bastare. Ma c’è ulteriore spazio di manovra, anche perché ancora non si utilizzano appieno categorie con cui sono stati stretti accordi per coinvolgerle nella campagna vaccinale. I farmacisti e i medici di base, per esempio.

“Per avere maggiore libertà bisogna vaccinare almeno la metà degli italiani”, ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro. Quale percentuale bisogna raggiungere per l’immunità di gregge?

L’immunità di gregge è un mito da rivedere. In una situazione come questa, in cui non è previsto vaccinare dai 16 anni in giù, l’immunità di gregge non si raggiunge. E allora bisogna puntare a mettere in sicurezza i fragili, a diminuire ospedalizzazioni e mortalità in modo da poter far riprendere quante più attività è possibile. Comunque, già arrivando a vaccinare il 50 % della popolazione si può avere un grosso beneficio, come abbiamo visto nel Regno Unito. Certo per poter riaprire completamente si deve superare questa percentuale.

Gli assembramenti che abbiamo visto nel fine settimana possono mettere a rischio il prosieguo della campagna vaccinale?

Sì. Bisogna appellarsi alla responsabilità individuale richiamata anche dal premier Mario Draghi. Gli italiani in larga parte sono responsabili, ma c’è una quota di irresponsabili che, sia pure piccola, è sufficiente a ostacolare e mettere a rischio il prosieguo della campagna vaccinale. E deve essere ben chiaro un aspetto della questione.

Quale? 

Il governo centrale può decidere se e quando aprire o chiudere, ma sono le Autorità locali a dover far rispettare le regole e gestire la quota di irresponsabili cui facevo riferimento poc’anzi. Contro gli assembramenti, per esempio, serve un’azione decisa delle Autorità locali. A Roma si è fatto bene a chiudere via del Corso, a Milano si è tollerato l’intollerabile”.

Si sta studiando un piano di immunizzazione degli studenti che prevede la somministrazione del vaccino direttamente a scuola, come ai tempi del vaiolo. È una buona idea?

Mi pare un’ottima idea. Ben venga tutto ciò che favorirà la velocizzazione della campagna. Far entrare il vaccino nelle scuole porterà un numero maggiore di riluttanti a sentirsi parte di una comunità. Ovviamente l’intervento andrà pianificato e organizzato con un’azione logistica di competenza della struttura commissariale.

Eliminare le fasce d’età dopo aver vaccinato gli over65 non rischia di rallentare la campagna invece di velocizzarla? 

È una considerazione da fare, un’opzione da valutare seriamente. Andrà verificato e se l’attuale sistema di prenotazioni dei vaccini dà un risultato migliore per fasce d’età o meno. Ci sarà una simulazione di concerto tra struttura commissariale e Regioni che nel giro di pochi consentirà di avere una mappatura sulla base della quale poi si deciderà.

E poi ci sono gli indecisi, i ritardatari, non necessariamente no vax. È importante recuperarli e come farlo? 

È importante recuperarli, certo. Per farlo vanno azionate due leve: l’emulazione, che scatta quanto più si crea comunità intorno alla vaccinazione e il coinvolgimento dei medici di famiglia che si sono dimostrati lo strumento persuasivo più efficace su questo fronte. Per questo è necessario supportarli anche con la logistica, finora rimasta un po’ indietro.

di Luciana Matarese, da HuffPost

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