‘Governo di Liberazione nazionale’ contro la ‘dittatura sanitaria’. Dobbiamo sopportare certe min…te? Sì, perché siamo in democrazia

Liberazione
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“Le parole sono importanti”, diceva Nanni Moretti. Ma la sua è rimasta una battuta, perché al giorno d’oggi non sembra che si dia molta importanza ad esse e purtroppo i media spesso non aiutano a dipanare i dubbi ed è un peccato perché chi parla male pensa male e quindi può anche agire male. Nella giornata di ieri, a Roma, i no mask sono riusciti a stuprare una parola tanto bella e importante quanto “liberazione” oltraggiando allo stesso tempo la memoria storica del CLN, il Comitato di Liberazione Nazionale sorto al crepuscolo del nazifascismo. Ecco, se fossimo davvero in dittatura, costringerei queste persone a leggersi 100 volte ‘Il partigiano Johnny’ di Fenoglio. Perché la dittatura, vera, era quella contro cui hanno lottato i partigiani, che non erano tutti comunisti come qualcuno pensa ancora oggi, magari rifiutandosi di festeggiare il 25 Aprile o criticando ‘Bella ciao’.

E molte di quelle persone, che simpatizzano, o inneggiano, alla dittatura fascista, complice dei crimini nazisti contro l’umanità, erano in piazza ieri per protestare contro l’uso della mascherina come misura per contenere i contagi da Coronavirus. E così hanno fondato un Comitato di Liberazione nazionale e un governo ombra che è la crema della scena politica recente. La formula del governo ombra viene dalla “perfida Albione”, dai nemici del fascismo, è infatti una tradizione anglosassone e fu Walter Veltroni a rispolverarla in Italia nel 2008. Ma lo scopo di un governo-ombra è fare un’opposizione seria, vigile, che aiuti la democrazia. Altrimenti, se l’intento è sovversivo, è un golpe.

Se ci fosse veramente la ‘dittatura sanitaria’, termine che purtropo circola da mesi come il virus stesso, e che viene, come detto prima, usato senza censura anche su alcuni media, chiunque sputi per terra o starnutisca o tossisca senza coprirsi il volto, indipendentemente dal Covid, verrebbe arrestato o picchiato per strada. Se ci fosse la ‘dittatura sanitaria’, chi va in giro pur sapendo di essere positivo al Covid, come Trump, Briatore, i migranti, l’imprenditore vicentino della Laserjet, verrebbe arrestato e mandato a spaccare pietre su un’isola deserta, oppure internato in manicomio e sottoposto a elettroshock. Infine, se ci fosse davvero la ‘dittatura sanitaria’ non ci sarebbero i no mask, che vanno liberamente in piazza a protestare contro la presunta ‘dittatura sanitaria’. Invece la democrazia fa sì che la gente possa scegliere liberamente di scagliarsi contro le mascherine e non contro i morti sul lavoro, le tasse eccessive, lo sfruttamento, le furbate di multinazionali e banche, la precarietà del trasporto pubblico, lo smog, l’inquinamento. La democrazia ha dei limiti invalicabili nelle disposizioni anti-Covid e non può imporre misure coercitive contro virus ben peggiori quali stupidità e ignoranza. E questo spesso è un suo limite fatale. Perché le parole sono importanti.

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Tommaso De Beni
Giornalista pubblicista dal 2020 nato nel Basso Vicentino nel 1987, laureato in Teoria e critica letteraria. Ex presidente dell'associazione culturale e redattore della rivista "ConAltriMezzi". Ho pubblicato racconti nelle raccolte "Write not die" ed "Escape" e poesie in siti vari e "Pagine". Ospite della trasmissione televisiva "MattinaInFamiglia" nel 2013. Ex collaboratore di PopcornTv, Notizie.it, BlastingNews e Vvox