Genitori in tempi di Covid: battete un colpo, meglio se due

Covid: giovani alla movida di Treviso
Giovani alla movida di Treviso
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Da un mese e più, su stampa e Tv non si fa che parlare del rientro a scuola in tempi di Covid, se è opportuno farlo regolarmente, quali debbano essere le precauzioni da prendere, gli spazi, gli insegnanti, i banchi singoli, la misura della temperatura a casa o a scuola, mascherine si o no e tutti i corollari annessi.

L’argomento è sicuramente importante, ma troppe sono state le dichiarazioni estemporanee. Chi direbbe mai che la salute dei nostri figli non sia importante? Eppure qualche perplessità, ma direi anche qualche cosa in più, emerge nettamente.

Se noi ci preoccupiamo per i contagi del Covid, ed è sacrosanto, e pretendiamo dalla scuola un buon grado di sicurezza, come dobbiamo valutare tutti quei bar affollati di ragazzi, senza la protezione, a distanza l’uno dall’altro più che esigua?

Ho visto personalmente gruppi di studenti in uscita da scuola, praticamente tutti senza mascherina e strettamente “imbrancati” in modo pericoloso. Poche, ma ci sono, anche le coppiette che si strusciano e sbaciucchiano alla faccia della prudenza.

Ci fosse, dio non voglia, qualche contagio a chi lo dovremmo attribuire? E la scuola come c’entrerebbe?

Prudenza, dunque, sempre e dovunque nei confronti del Covid e, poiché la scuola può arrivare fino ad un certo punto, sono i genitori che dovrebbero con fermezza intervenire sui figli anche con robusti diktat affinché, pure fuori dalle aule, si comportino come persone responsabili. Mica facile, direte voi? Certo, ma va fatto comunque. E se le resistenze continuassero, si potrebbe anche arrivare a togliere loro qualche… benefit.

Il mio pensiero ha trovato sostegno anche da alcuni insegnanti che conosco.

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