Fobie: cosa sono, come nascono e come trattarle

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Può capitare a tutti di soffrire di una particolare fobia che proprio non riusciamo ad affrontare. Dal punto di vista medico una fobia è è un tipo di disturbo d’ansia caratterizzato da una paura estrema e debilitante di un luogo, una situazione, un animale o una sensazione. Di solito è irrazionale, sia nella natura che nel livello di paura provata, che spesso porta i pazienti a fare di tutto pur di evitare l’origine di tale paura. Come sottolineato dallo psicologo di Padova Adriano Legacci esperto nella cura delle fobie di ogni genere, esistono diverse tipologie di fobie.

Esistono, ad esempio, le è un tipo di disturbo d’ansia caratterizzato da una paura estrema e debilitante di un luogo, una situazione, un animale o una sensazione. Di solito è irrazionale, sia nella natura che nel livello di paura provata, che spesso porta i pazienti a fare di tutto pur di evitare l’origine di tale paura.

I sintomi e le cause

I sintomi e le cause possono essere diversi come palpitazioni, tremori, nausea, disagio e così via. Le cause possono essere fatte risalire a un evento o trauma particolare, mentre in alcuni casi vengono trasmesse da figure influenti nell’infanzia del paziente, come i genitori o i fratelli. Si pensa che la genetica svolga un ruolo nei disturbi d’ansia, nel senso che alcune persone possono nascere con una predisposizione a sviluppare fobie.

Come affrontare le fobie

La psicoterapia cognitivo-comportamentale rappresenta il trattamento più efficace per il trattamento delle fobie specifiche. La tecnica maggiormente utilizzata in tale ambito è l’esposizione graduale agli stimoli temuti: il soggetto viene avvicinato in modo progressivo allo e, fino ad arrivare ad avere contatto diretto con lo stimolo, che diviene neutro ai suoi occhi grazie a un processo parallelo di ristrutturazione delle idee irrazionali relative allo stimolo (ad esempio, “se un ragno si poserà su una mia gamba sicuramente mi pungerà e morirò”).

Se per esempio una persona ha una fobia specifica per l’ascensore, il terapeuta concorda con lei una serie di stimoli a intensità crescente. Si passa dal guardare una foto di un ascensore, al vedere un video di persone che lo utilizzano, per poi andare con il terapeuta vicino a un ascensore aperto, entrare insieme a lui nell’ascensore tenendo la porta aperta, infine fare qualche piano insieme a lui e usarlo da soli. Tutti questi passi sono rigorosamente graduali e non si passa a quello successivo se il paziente non giudica di essere a suo completo agio in quello attuale.

Per la terapia psicologica vengono raccomandate unicamente la  Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT) e il training di rilassamento in quanto queste terapie hanno evidenziato prove di efficacia. Gli interventi di self-help e i gruppi psicoeducativi sono condotti ugualmente secondo un orientamento di terapia cognitiva.

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