FIR, Villarosa: in Commissione tecnica Consap c’è “amico” di Arman o Ugone? Zaggia: è Ugo Malvagna noto anche a Conte da 8 aprile 2019

Ugo Malvagna è l'ultimo in fondo accanto a Villarosa (entrambi cerchiati) e con Conte a centro tavolo di lavoro (foto dell'8 aprile 2019)
Ugo Malvagna è l'ultimo in fondo accanto a Villarosa (entrambi cerchiati) e con Conte a centro tavolo di lavoro (foto dell'8 aprile 2019)
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Alessio Villarosa (M5S), ora fuori dai giochi governativi, è stato sottosegretario al Mef fin dal governo giallo-verde con Giovanni Tria che non gli concesse le agognate deleghe per trattare dei problemi dei soci delle banche defunte con la cui “trattazione”, soprattutto con selfie e post su FB aggressivi con chi non lo ossequiava e con la stampa non allineata, si era ritagliato una grande fetta di notorietà presso alcune associazioni di risparmiatori e disistima da parte di altre.

All’implosione “salvinica” (salvifica?) di quel governo, Villarosa maturò, comunque, un merito non indifferente (“riuscì a far firmare in extremis a Tria il decreto attuativo del fondo. Se non l’avesse fatto saremmo ancora in altro mare anche se le malefatte sono a monte“) come ci confermò a suo tempo il prof. Rodolfo Bettiol, consulente legale di Ezzelino III da Onara del presidente Patrizio Miatello e non proprio un suo estimatore

L’allora sottosegretario al MEF fu, infatti, tra i protagonisti dell’affossamento della “sua” legge 205 a favore dell’obbrobrio dell’attuale legge 145, quella del FIR, così ben fatta che ha fatto indennizzare finora solo qualche milione di euro, ben poca cosa in confronto col miliardo e mezzo disponibile in base al FIR e con gli 11 e passa miliardi di solo valore azionario (per lo meno per le due banche venete) finiti nel triangolo delle Bermuda (“i soldi non spariscono, cambiano tasca”, non dimentichiamolo).

Cambiato, poi, mezzo colore del governo, da giallo-verde a giallo-rosa (alcuni dicono ancora giallo – rosso ma sul secondo colore ci viene da sorridere come quando Berlusconi , ancora agitava il pericolo dei “comunisti” prima del governo Draghi in cui ai “rossi” del Pd e di LEU fa allegra compagnia) e cambiato il ministro, Villarosa rimase sottosegretario per la sua esperienza (per alcuni quella di utilizzatore del Vinavil), ma anche questa volta il suo ministro, Roberto Gualtieri, si guardò bene dall’affidargli le agognate deleghe ai drammi delle banche anche se il buon Alessio, impegnato a festeggiare i bonifici del FIR,  ignoti ai più, neanche nella versione del 40% del 30%, non se ne accorse tanto da tuonare contro la “cancellazione” di procure mai avute.

Alessio Villarosa con Massimo Bitonci e dirigenti Mef incontrano le vittime delle banche durante il governo gialloverde
Alessio Villarosa con Massimo Bitonci e dirigenti Mef incontrano le vittime delle banche durante il governo gialloverde

Villarosa rimase, quindi, accerchiato tra i risparmiatori avviliti e i vecchi amici, che pur di boicottare la 205 lo “sponsorizzarono” e lo usarono come grimaldello con il M5S (altri amici, quelli della Lega, provarono a utilizzare Bitonci ma costui, un padovano ben più navigato del giovane siciliano, lasciò riunioni con la cabina di regia, selfie e post in mano al collega pentastellato) salvo poi mollarlo al suo destino.

Non potendo auto accusarsi per una legge inadeguata, se non fallimentare, la 145, gli amici voltagabbana dovettero, quindi, nascondersi dietro le presunte inefficienze di qualcuno e chi se non l’organo tecnico dell’impalcatura del Fondo Indennizzo Risparmiatori, l’incolpevole Consap, e, soprattutto politicamente, chi se non il sottosegretario che se ne era sempre attribuita la genesi, il sottosegretario senza deleghe salvo quella masochisticamente auto conferitasi di frontman del FIR, per alcuni sempre di più acronimo di Fatui Indennizzi Risibili.

E allora Alessio Villarosa, a difesa della Consap e sua, sbottò e, oltre all’attacco a Gualtieri, che dall’alto della sua posizione mai gli rispose in buona compagnia col M5S che mai sostenne le fughe in avanti del sottosegretario pentastellato, ne sferrò uno, per ripicca?, proprio contro una delle associazioni indicate come fedifraghe: “ho ricevuto diverse segnalazioni in merito ad un potenziale conflitto di interessi di alcuni dei membri della Commissione tecnica per esser stati consulenti ed aver avuto stretti legami con Ugone e l’Associazione che rappresenta“.

Queste associazioni, però, non volarono alto come il ministro del Mef, sguazzarono nella polemica che fa tanto diversivo per le loro responsabilità, contrattaccarono e la buttarono in bagarre: «FIR (Fatui Indennizzi Risibili), per Villarosa conflitti di interesse che Ugone nega: Zanettin “invoca” Ruocco, Cavallari teme per vittime banche»)

Eravamo in grado da tempo, grazie alla testimonianza scritta di Milena Zaggia, vice presidente del Movimento Risparmiatori Traditi, che di seguito riportiamo integralmente,  di ricostruire questi fatti e quelli retrostanti visto che l’ultima bozza di questo articolo ora definitivo la scrivemmo, come ci è tecnicamente facile documentare, il 25 novembre 2020, ma li rendiamo noti compiutamente solo ora perché siamo stati sommersi dalle cose da fare e dai riflessi del Covid su ogni attività, anche la nostra.
Andrea Arman a colloquio con Giuseppe Conte insieme ad altre associazioni
Arman, Puschiasis, Mazzoni e Miatello a colloquio con Giuseppe Conte insieme ad altre associazioni

Ebbene – ci scrisse Zaggia testualmente a fine 2020 aggiungendo particolari su particolari in varie comunicazioni – l’8 aprile 2019, presenti i rappresentanti delle associazioni delle due banche venete e delle 4 banche del centro sud andate in risoluzione, si è svolto l’incontro con il premier Conte, i sottosegretari on. Bitonci, on. Villarosa, ministro Tria e on. Fracarro oltre a altri burocrati tecnici.

In quell’occasione ci venne consegnata la legge 145 FIR, elaborata nei tavoli extra cabina di regia in ottemperanza alle disposizioni Europee, legge completamente diversa dal precedente art. 38 elaborato dalla cabina. Il premier Conte senza veli ha espresso un Suo parere dichiarando la legge “schifosa” come pure ripetuto dallo stesso prof. Bettiol. Il premier Conte sottolineò che dal giorno dopo la conversione della stessa, quindi dal 9 aprile 2019, la 145 poteva essere migliorata con gli emendamenti.
Prof. Ugo Malvagna, componente Commissione tecnica Consap per il FIR
Prof. Ugo Malvagna, componente Commissione tecnica Consap per il FIR

Dopo varie discussioni, l’avvocato Andrea Arman, presidente del coordinamento Don Torta, da sempre vicino anche a Ugone, chiese al premier di far parlare il prof. Ugo Malvagna che collaborava con due delle associazioni presenti e dopo un paio di richieste gli fu data la parola. Nel suo intervento il prof. Malvagna, corretto e professionale, diede informazioni sulle violazioni massive, elemento nuovo della legge 145 cosiddetta FIR.

Il sottosegretario M5S Alessio Villarosa il 27 novembre 2018 al Mef con l'avv. Sergio Calvetti (foto Coviello)
Il sottosegretario M5S Alessio Villarosa il 27 novembre 2018 al Mef con l’avv. Sergio Calvetti (foto Coviello)

Il premier Conte nello spiegare che il FIR prevedeva una commissione di 9 saggi quale “organo arbitro” per le  verifica delle domande, di fronte alla richiesta dell’avvocato Sergio Calvetti, che chiedeva se nella commissione potesse essere incluso qualche componente della cambia di regia, il premier rispose prontamente: NO ASSOLUTAMENTE sarebbe evidente il CONFLITTO D’INTERESSI!.

In agosto 2020 fu nominata la commissione e nella stessa è presente  il prof. Ugo Malvagna”.
Luigi Di Maio con Milena Zaggia, Barbara Venuti e Giovanna Mazzoni sul palco del Circo Massimo
Luigi Di Maio con Milena Zaggia, Barbara Venuti e Giovanna Mazzoni sul palco del Circo Massimo

“Sono comunque sicura – concluse Zaggia dopo aver documentato la presenza in Commissione tecnica di un componente ‘vicino’ ad alcune associazioni anche con la foto in copertina scattata da Barbara Venuti, ci ha scritto, in cui c’è il prof. Malvagna il cui intervento fu sollecitato da Arman al premier Conte – che il Presidente della commissione, il magistrato Gianfranco Servello ha la situazione sotto controllo“.

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Giovanni Coviello
Ho il piacere e l'onore di dirigere queste testate Dopo un'iniziale esperienza come ricercatore volontario universitario (1976-77)e il servizio militare in Marina Militare come ufficiale di complemento (1976-78) ho maturato varie esperienze di vertice, nazionali e internazionali, nel settore delle telecomunicazioni e dell'informatica (1978-1993), ho ricoperto cariche in Confindustria Roma e Apindustria Vicenza, quindi mi sono occupato di marketing e gestione sportiva (volley) anche da vice presidente della Lega di Pallavolo Femminile di serie A, per poi dal concentrarmi dal 2008 sulle edizioni giornalistiche (VicenzaPiù, VicenzaPiu.com e VicenzaPiu.tv). Ho fondato nel 2019 anche Laltravicenza.it, Parlaveneto.it e Bankileaks e dirigo da luglio 2020 la nuova testata nazionale DeepNews.it