Fallimento Miteni, respinte le richieste di risarcimento danni degli Enti territoriali. Berti (M5S): “Regione faccia subito ricorso”

Sistema di pompaggio e filtraggio dei Pfas in Miteni
Sistema di pompaggio e filtraggio dei Pfas in Miteni
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La seconda udienza in tribunale davanti al giudice Giuseppe Limitone si è conclusa ed è stato definito lo stato passivo, in base al progetto che era stato presentato dal curatore Domenico De Rosa. La Miteni ha visto così respinte al momento le richieste di risarcimento danni per poco meno di 150 milioni di euro presentate da vari enti territoriali.

Il consigliere regionale del M5S Jacopo Berti, da anni attivo sul tema dell’inquinamento da Pfas chiede alla regione di impugnare lo stato passivo approvato e opporsi.

“Non disperiamo neanche stavolta – spiega Berti – perché possiamo ancora vincere. Infatti c’è un mese di tempo per fare accertamenti tecnici precisi e inchiodare la Miteni alle sue responsabilità”.

La richiesta di Berti: “La Regione Veneto deve fare subito ricorso al tribunale fallimentare. Se non lo fa subito, saranno vanificati anni di battaglie. Questa deve essere la priorità per Zaia e la Giunta. È una corsa contro il tempo per la salute dei veneti! Non si perda neanche un minuto. La Regione faccia sapere cosa intende fare. Noi la solleciteremo costantemente, senza schermaglie politiche ma solo per giungere l’obiettivo (spero comune) di tutelare la salute dei veneti e punire chi l’ha messa a rischio!” conclude il consigliere regionale  del Movimento 5 Stelle.

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