“Faccetta nera”, MT: Donazzan sa che propagandava guerra di aggressione o la canta con leggerezza di bambina ignorante indottrinata da zio fascista?

25 aprile: Elena Donazzan a una commemorazione della R.S.I. (Repubblica Sociale Italiana)
Elena Donazzan a una commemorazione della R.S.I. (Repubblica Sociale Italiana)
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Quando l’assessore all’istruzione (sic) della Regione Veneto, Elena Donazzan, canticchia a Radio 24 “Faccetta nera”, si rende conto che si tratta di una canzone che propagandava un’ingiustificata guerra di aggressione che, per soddisfare le fregole imperialiste di Mussolini, causò in Abissinia 300 mila morti, per tacere dei saccheggi, degli stupri (“La legge nostra è schiavitù d’amore“) ed altre atrocità?

O Donazzan la canta con la leggerezza di una bambina ignorante, indottrinata dallo “zio fascista“?


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Marco Tullio
Marco Tullio è un appassionato di legge, ama la critica politica, la buona scrittura quanto basta e, se provocato, è un oratore loquace meno che sull'età su cui non risponde. Di certo, nel 2020 quando comincia a collaborare con noi, è meno che cinquantenne, visto che i 50 anni sono il suo obiettivo, non ancora raggiunto, per mettere nel cassetto ogni strumento di lavoro che Fornero voglia o non voglia. Esponente di un'agiata famiglia di una delle storiche repubbliche dello Stivale Marco Tullio ammira la cultura ma esercita l'indolenza, cioè il non dolersi delle altrui debolezze che ama, invece, punzecchiare.