Emergenza Covid, Meritocrazia Italia: “tutele e certezze per badanti e colf”

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In Italia l’esercito di badanti e colf, baby sitter e collaboratori domestici vanta una schiera di oltre due milioni di persone ed un tasso storicamente elevatissimo di irregolarità e di lavoro sommerso che si traduce in impossibilità, per una delle categorie più laboriose, di accedere alle più elementari forme di tutela, dalle prestazioni assicurative e pensionistiche, alla possibilità di beneficiare di qualsivoglia indennità personale e familiare. Eppure il delicato settore della “cura”, nel fornire un importante apporto di sostegno nella gestione dell’assistenza privata consente allo Stato un risparmio complessivo in servizi di quasi dieci miliardi di euro.

Con l’emergenza coronavirus e le forti limitazioni agli spostamenti e agli accessi nelle abitazioni per l’evidente rischio sanitario, i problemi sono venuti al pettine per questo comparto che già notoriamente non godeva di particolare attenzione. Gli interventi di sostegno previsti dall’esecutivo rappresentano certamente un primo passo verso la tutela del settore, con la previsione ad esempio della maternità obbligatoria, degli assegni familiari e dell’indennità di disoccupazione. Ma c’è ancora molto da fare ed, in tale direzione, Meritocrazia Italia propone di intervenire con urgenza a beneficio dei lavoratori e delle famiglie, prevedendo: il finanziamento di un’apposita “cassa malattia” presso l’Inps, per sostenere il collaboratore familiare in caso di malanni di qualsiasi tipo e dare al contempo la possibilità alla famiglie datrici di lavoro di provvedere con un contratto di sostituzione a condizioni agevolate; l’estensione ai collaboratori familiari della maternità facoltativa, con possibilità di congedi parentali e permessi per allattamento, attualmente non previsti; l’estensione, per il periodo di persistenza pandemica, della Cig in deroga anche ai collaboratori familiari, così da consentire una copertura economica in caso di impossibilità di prestazione lavorativa; l’incentivazione della regolarizzazione dei rapporti di collaborazione familiare, consentendo alle famiglie la detraibilità integrale (o con diversa percentuale di favore) dei compensi e contributi corrisposti, anche mediante l’eventuale attribuzione della funzione di sostituti d’imposta, così da contrastare l’ingente ricorso al lavoro sommerso e contestualmente evitare la prassi di simultaneo accesso dei collaboratori alle diverse forme di assistenza sociale, con doppia perdita economica per il gettito fiscale dello Stato.

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