Dpcm Covid e gioco legale, Bond (FI): “serrande abbassate da più di 200 giorni. Questioni sanitarie o scelta demagogica?”

Dario-Bond deputato Forza Italia
Dario-Bond deputato Forza Italia
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“Contro il comparto del gioco e di fronte al perpetrarsi delle chiusure delle aziende del settore, stiamo assistendo a scelte dettate da una questione demagogica, di presa di posizione oppure di natura sanitaria?” A porre la questione in una nota è il deputato bellunese di Forza Italia, Dario Bond, che argomenta: “Le misure restrittive messe in campo per arginare la diffusione del Covid hanno travolto anche il settore del gioco legale. Le serrande di queste attività sono abbassate da più di 200 giorni. Eppure, secondo i dati comunicati al Mef, nonostante le perdite di circa 4 miliardi subite nel 2020 dal comparto del gioco legale, si sono registrati comunque oltre 9 miliardi di entrate nelle casse dello Stato legate al settore, senza considerare l’indotto e tutti i lavoratori impiegati”.

“Qual è allora il senso di continuare a tenere chiuse queste attività? Questione demagogica, di scelta contro il comparto del gioco oppure è una scelta sanitaria? Perché non pensare invece a misure di contenimento e di sorveglianza, come accade in altre realtà commerciali? I ristori che il comparto ha ricevuto, secondo quanto denunciato dalle associazioni di categoria, ammontano al 5-7% dei ricavi, troppo poco per mantenere vivo un settore che, oltre agli introiti per lo Stato, dà occupazione ad oltre 155 mila lavoratori regolari. Continuare così – aggiunge Bond – significherebbe creare un doppio danno, da un lato per l’economia, dall’altro di tipo sociale perché tenere chiuse queste imprese significa incentivare le scommesse clandestine. Occorrono misure restrittive, di sorveglianza e di contenimento, certo, ma, come avviene per altre realtà commerciali, diamo le regole che servono e facciamo rialzare le serrande anche per le aziende del settore del gioco legale”.

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