Democrazia da esportare: gli Usa di Trump dovrebbero ricominciare a coltivarla… a casa propria

Capitol Hill, il tempio della democrazia, profanato dai
Capitol Hill, il tempio della democrazia, profanato dai "patrioti" di Trump
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Gli Usa vanno all’assalto di Saddam Hussein con gli europei a inchinarsi visto che in Irak produce i gas nervini, che poi non trovano: ma, pazienza, lo fanno per ristabilire la democrazia che… ancora non c’è.

Poi ad essere attaccata dalle truppe Star & Stripes, con la Francia a gioirne, è la Libia che Mu’ammar Gheddafi sottopone a una dittatura d’altri tempi: peccato che ora quella parte dell’Africa sia completamente destabilizzata e ridotta a campo di battaglia permanente ma il fine era giusto, ristabilirvi la democrazia mica il controllo di alcune delle sette sorelle, in particolare quelle americane e francesi…

Quindi da convertire alla democrazia c’erano i siriani di quel despota di Bashar al-Assad e allora via libera dagli Usa, insieme a una confusa congrega di sostenitori, a finanziare i suoi nemici: peccato che poi questi sotto il nome di Isis siano partiti all’attacco del mondo intero…

Distratti dalla brama di portare con le armi la democrazia là dove non c’era, come se sempre e ovunque possa funzionare il modello del potere esercitato dal popolo tramite rappresentanti liberamente eletti, gli Usa di Trump, ma la deriva era iniziata da decenni, da sempre per gli anti imperialisti, hanno, però, dimenticato in patria il significato della parola democrazia, che pure li voleva e li vedeva maestri, e l’hanno profondamente ferita in una notte e ancora non si sa per quanto tempo.

Peccato, ma forse, prima di esportare qualcosa in altre terre, una parte degli americani, di certo la peggiore, ieri, 6 gennaio 2021, rappresentata da chi ha provocato, direttamente o per reazione difensiva all’assalto al Campidoglio, la morte di 4 persone, il ferimento di 13 altre e lo stupro del Congresso, dovrebbe prima imparare a coltivarla al meglio.

A casa propria.


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Giovanni Coviello
Ho il piacere e l'onore di dirigere queste testate Dopo un'iniziale esperienza come ricercatore volontario universitario (1976-77)e il servizio militare in Marina Militare come ufficiale di complemento (1976-78) ho maturato varie esperienze di vertice, nazionali e internazionali, nel settore delle telecomunicazioni e dell'informatica (1978-1993), ho ricoperto cariche in Confindustria Roma e Apindustria Vicenza, quindi mi sono occupato di marketing e gestione sportiva (volley) anche da vice presidente della Lega di Pallavolo Femminile di serie A, per poi dal concentrarmi dal 2008 sulle edizioni giornalistiche (VicenzaPiù, VicenzaPiu.com e VicenzaPiu.tv). Ho fondato nel 2019 anche Laltravicenza.it, Parlaveneto.it e Bankileaks e dirigo da luglio 2020 la nuova testata nazionale DeepNews.it