Delitto Acerra, PdF Veneto: “assassinio aggravato da futili motivi, ma ddl Zan resta sbagliato”

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Con l’approvazione pressoché unanime della mozione “Per andare al governo del Paese” (due le astensioni), il congresso nazionale del Popolo della Famiglia ha rieletto per il prossimo quadriennio Mario Adinolfi presidente del partito: vicepresidente e coordinatore nazionale sarà il campano Nicola Di Matteo, segretario nazionale il lombardo Andrea Brenna, vicesindaco di Grandate (Como). Adinolfi ha dedicato alla “difesa della Costituzione” la sua rielezione: «Si parte subito con la battaglia per il no al referendum, accompagnata a quella per la piena applicazione degli articoli della Carta riguardanti la famiglia».

Adinolfi dal palco congressuale ha poi sottolineato il no al ddl Zan, commentando il tragico fatto di cronaca ad Acerra: «La persona che ha ucciso sua sorella è un assassino, se davvero l’ha fatto per ragioni legate all’orientamento sessuale del fidanzato di lei allora il codice prevede anche l’applicazione dei motivi abietti e futili, che fanno scattare le aggravanti. Ma non si sia così sciacalli da collegare a un dato emotivo la propaganda a favore del ddl Zan sulla omotransfobia, che nulla aggiungerebbe al profilo penale del caso in oggetto. Quel ddl serve solo a contrastare opinioni sgradite ed è figlio di una modalità violenta e totalitaria di regolare i conflitti tra idee diverse».

Al congresso conclusosi ieri, nel corso del quale sono stati eletti anche i coordinatori regionali e i referenti della regione presso il Nazionale, per il Veneto Massimiliano Zannini (PdF Venezia) e Danilo Bassan (PdF Padova), è stata approvata all’unanimità la mozione presentata dalla delegazione Veneta per il NO al referendum.

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