Decreto sicurezza, mozione in Consiglio Comunale a Vicenza per istituire l’Albo iscrizione anagrafica richiedenti asilo

sicurezza Consiglio comunale di Vicenza
Consiglio comunale di Vicenza
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In accordo con Mediterranea è stata presentata in Consiglio Comunale a Vicenza una mozione sottoscritta da tutti i consiglieri* l’opposizione chiede di istituire l’Albo per l’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo e di mettere in atto politiche di inclusione sociale a favore dei migranti presenti nella nostra città. Ecco il testo:

I migranti sbarcati in Italia nel 2016 sono stati 144.574, nel 2017, 108.538 e nel 2018 (al 12 ottobre) 21.426. Si conferma così un trend in calo degli sbarchi e arrivi in Italia, che dunque, non giustifica la necessità di misure straordinarie. Con il D. L. n. 113 del 4.10.18, meglio noto come Decreto Sicurezza, si introduce invece l’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, che valeva per due anni ed era convertibile in permesso di lavoro. Si modifica la rete SPRAR – che lo scorso 14 agosto il Ministro dell’Interno aveva definito “un ponte necessario all’inclusione”-.

Il Decreto Sicurezza sposta invece l’accoglienza verso i grandi centri di permanenza, sovradimensionati e spesso relegati in luoghi isolati, sfavorendo quel processo di inclusione sociale che dovrebbe essere elemento portante di una strategia di integrazione, a tutto vantaggio sia dei richiedenti asilo che delle comunità ospitanti. In tal modo si sta vanificando il prezioso lavoro di tutti quei Comuni italiani, come Vicenza, che grazie allo SPRAR – e ad alcuni virtuosi gestori di CAS – hanno praticato il modello dell’accoglienza diffusa, garantendo una distribuzione equa e sostenibile dei migranti su base provinciale.

Il Decreto estende inoltre il periodo massimo di detenzione nei centri di permanenza per il rimpatrio, da 90 a 180 giorni, aumentando così il sovraffollamento in strutture inadeguate. Il Decreto introduce altresì l’impossibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe, ledendo un loro diritto e impedendo la fruizione di servizi basilari come la sanità. L’esclusione dal Registro impedisce infatti l’accesso alla residenza e preclude ogni possibilità di ottenere un contratto di lavoro. I minori stranieri non accompagnati al compimento dei 18 anni non avranno più la possibilità di richiedere un permesso per motivi umanitari (poiché abrogato) anche se andrebbero tutelati per la loro particolare condizione di fragilità, legata anche all’esperienza del viaggio che hanno dovuto intraprendere da soli in una fase delicata della vita.

L’ANCI, ha stimato in 280 milioni di euro i costi amministrativi derivanti dal Decreto Sicurezza che ricadranno sui servizi sociali e sanitari dei Comuni per l’assistenza ai soggetti vulnerabili, oggi a carico del sistema nazionale. Già da ora e ancora di più nei prossimi mesi un significativo numero di persone non potrà più essere accettato dallo SIPROIMI (EX SPRAR) e di conseguenza dovrà arrangiarsi con soluzioni precarie, estemporanee, insicure. Questo determinerà l’unico risultato di aumentare la presenza di individui irregolari, costretti a vivere di espedienti, ed esposti ad un rischio ancor più elevato di marginalizzazione.

Secondo l’ISPI (Istituto per gli Studi di politica Internazionale), in mancanza di accordi per il rimpatrio e nell’ipotesi irrealistica che non vi siano nuovi arrivi, per effetto del Decreto Sicurezza, nel 2020 ci saranno 670.000 migranti irregolari (contro i 530.000 di gennaio 2018).

Per garantire una vita dignitosa alle persone presenti sul nostro territorio e per favorire la coesione sociale, unica vera forma di sicurezza, tutti i governi che si sono succeduti in questi anni, compresi quelli di centrodestra, hanno optato per regolarizzazioni di massa. Costringere le persone all’invisibilità può portare qualche beneficio di tipo elettorale, ma non contribuisce certamente a risolvere i problemi, semmai li aggrava in misura esponenziale.

Per tutte queste ragioni, il Consiglio comunale di Vicenza esprime forte preoccupazione per gli effetti del D.L. n. 113/18 e si associa alle posizioni critiche assunte dell’ANCI.

Tutto ciò Visto e Considerato, il Consiglio Comunale di Vicenza, richiamandosi all’inviolabilità dei diritti della persona

IMPEGNA il Sindaco e la Giunta a:

Istituire l’Albo per l’Iscrizione Anagrafica dei Richiedenti Asilo (ai sensi degli Artt. 1 e seg. Del D.P.R. 223/89) comprendente sia coloro che sono in attesa della pronuncia della Commissione Territoriale, sia coloro che non hanno ancora ottenuto un provvedimento definitivo a seguito dell’eventuale ricorso giurisdizionale proposto.
Promuovere politiche di inclusione sociale e di contrasto alla povertà estrema; rafforzare la rete dei luoghi idonei al pernottamento dei senza dimora, accogliendo anche chi non dispone di un permesso di soggiorno e/o di una residenza o di un domicilio nel comune di Vicenza.

*Ciro Asproso – Giovanni Selmo – Otello Dalla Rosa – Cristina Balbi – Raffaele Colombara – Alessandro Marchetti – Alessandra Marobin – Sandro Pupillo – Rolando Giovanni – Isabella Sala – Cristiano Spiller –Ennio Tosetto

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