Migranti, Zanettin (FI) alla Camera: “decreti Salvini andavano resi più rigidi, non cancellati”

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I decreti sicurezza, cosiddetti decreti Salvini, dal nome dell’ex ministro dell’Interno che li ha ‘partoriti’, peraltro giudicati anticostituzionali, sono stati archiviati dal governo giallorosso, e vanno sostituiti da nuove norme sull’immigrazione. Il deputato vicentino di Forza Italia Pierantonio Zanettin, nello spiegare alla Camera il suo voto contrario, ha affermato che le maglie andrebbero ristrette e non allargate, portando come argomentazione gli attentati terroristici di persone arrivate sui barconi. “Si vorrebbero allentare alcune maglie all’immigrazione nel nostro Paese dal mar Mediterraneo, eliminando tante norme che hanno complicato negli ultimi anni il lavoro delle ONG“.

Mi pongo, e vi pongo, colleghi, una domanda: quanto accade tutti i giorni sotto i nostri occhi ci dice che il nostro Paese ha necessità ed urgenza di allentare queste maglie o, invece, semmai, di restringerle ulteriormente, se è possibile? Io credo che mai come in questa occasione la risposta non possa che essere una sola: i nostri confini sud sono troppo permeabili e sono i fatti, e non le parole, a dimostrarlo“.

La legislazione andrebbe resa ancor più stringente e rigorosa – ha detto ancora Zanettin -. Mi spiego meglio: questo decreto-legge è datato 21 ottobre 2020 ed in quella data è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Solo a distanza di otto giorni dalla sua pubblicazione, il terrorista islamico tunisino Brahim Aouissaoui ha sgozzato, nella cattedrale di Nizza, il sacrestano e i due fedeli che vi si erano ritirati a pregare. Gli inquirenti hanno potuto verificare che il terrorista era sbarcato alla fine del mese di settembre 2020 a Lampedusa e fino a pochi giorni prima dell’attentato era stato presente nel nostro Paese, che aveva risalito indisturbato, nonostante fosse destinatario di un ordine di espulsione, fino alla frontiera francese, passando da Roma a Genova, con il treno. Questo gravissimo episodio ha dimostrato in modo direi quasi scolastico che, purtroppo, la disciplina oggi vigente in materia di immigrazione è inadeguata a contrastare il terrorismo, perché è fin troppo lassista e ha esposto il nostro Paese e il nostro Governo ad una colossale figuraccia internazionale. Non a caso, il nostro Paese è stato escluso dal Vertice europeo sulla sicurezza del successivo 10 novembre, organizzato dai Presidenti Merkel e Macron. Io credo che lei, Vice Ministro Mauri, in quelle ore, doveva essersi sentito molto imbarazzato, come mi sono sentito io. Anzi, le confesso, Vice Ministro, che io, come rappresentante delle istituzioni italiane, mi sono proprio vergognato di fronte al popolo francese“.

Poco fa, il collega Raciti, intervenendo, ha detto che la credibilità del nostro Paese passa attraverso questo decreto-legge: ecco, io, personalmente, credo che la credibilità del nostro Paese sia andata perduta in quell’occasione e di fronte ai nostri partner europei. Il Presidente Macron ha parlato esplicitamente di falle nelle frontiere esterne di uno Stato membro dell’Unione europea. Più chiaro di così? Nonostante quanto accaduto, la maggioranza, invece, insiste nel proseguire nell’esame di questo decreto che, a fronte del gravissimo incidente di Nizza, avrebbe dovuto, invece, essere lasciato cadere“.

Non appare comprensibile ed appare inspiegabile che il Governo, in piena emergenza sanitaria, economica e sociale, ritenga oggi necessario e urgente modificare i “decreti Salvini”, che un’efficace risposta al fenomeno dell’immigrazione incontrollata dal Mediterraneo l’avevano pur data. Sono ben altre, oggi, le priorità per il Paese“.

Il tragico episodio di Nizza ci consente di porre l’attenzione anche a diverse altre problematiche di carattere geopolitico. Innanzitutto, ha spazzato via tanta retorica a buon mercato, propagata negli ultimi anni, in particolare, dalla sinistra, del tipo “Lampedusa porta d’Europa”, oppure “i terroristi non giungono sulle nostre coste con i barconi”. Se non sbaglio, lo dicevano il Premier Renzi – io ho annotato dalle agenzie una dichiarazione del 18 novembre 2015 – e l’attuale Commissario europeo Gentiloni (anche qui, una dichiarazione alle agenzie del 24 gennaio 2015). Peraltro, va ricordato che dalla Tunisia era giunto su un barcone, via mare, anche Anis Amri, il terrorista protagonista della strage del mercatino di Natale, a Berlino, nel dicembre 2016, che poi, per fortuna, venne neutralizzato, nei giorni successivi, da due bravissimi agenti della polizia di Stato, dopo una sparatoria, a Sesto San Giovanni. Il fenomeno del transito dei terroristi attraverso i barconi, quindi, non è recente, ma è ormai provato e consolidato“.

Una ulteriore riflessione la merita anche la Tunisia. La Tunisia è un Paese amico, con cui siamo legati da forti rapporti economici, politici e storici. Abbiamo, credo, tutti noi, Presidente, passato delle bellissime vacanze sulle sue spiagge e sulle sue oasi nel deserto ed abbiamo amato il carattere ospitale della sua popolazione, ma non possiamo, tuttavia, ignorare alcune gravissime criticità che riguardano questo Paese, pur amico e alleato. Ogni giorno, sulle nostre coste, proviene un flusso imponente ed ininterrotto di migranti di cittadinanza tunisina. Essi lo fanno, evidentemente, a causa di una grave crisi economica; giungono, tuttavia, in un Paese che ha visto decrescere il proprio PIL, in un anno, di oltre il 10 per cento per l’emergenza sanitaria e che non ha nessuna possibilità di accoglierli. Chi arriva dalla Tunisia è un migrante economico, perché, con tutta evidenza, la Tunisia è un Paese democratico che non perseguita i propri concittadini. Questi migranti, però, non hanno titolo per ottenere protezione umanitaria, né asilo politico. Di converso, le statistiche ci dicono che, purtroppo – e questo dato, Presidente, lo registriamo davvero con grande dolore -, la Tunisia è da tempo una fucina di terroristi islamici. Con grande rammarico constatiamo che è il Paese che, in proporzione alla popolazione, ha fornito all’ISIS il maggior numero di foreign fighters. Questi dati ci dicono che i tunisini che giungono nel nostro Paese clandestinamente dovrebbero essere immediatamente respinti e riaccompagnati nel Paese di provenienza, e non lasciati scorrazzare liberamente nel nostro territorio nazionale, come è accaduto con il citato Brahim Aouissaoui. Ecco perché ripeto che questo decreto-legge non ha alcun significato nell’attuale contesto storico, non abbiamo bisogno di allentare le maglie della immigrazione“.

L’approvazione di questo decreto costituisce, a tutti gli effetti, un messaggio devastante, che sul piano comunicativo sarà interpretato, sul lato sud del Mediterraneo, come un’inversione ad U della politica migratoria del nostro Paese. Sappiamo tutti benissimo che migliaia di disperati dal Nord Africa guardano all’Italia e all’Europa e sono pronti a cogliere ogni nostra esitazione. L’approvazione di questo decreto verrà interpretata come un sostanziale via libera del nostro Governo alle loro aspirazioni, e questo sarà disastroso e andrà ad aggravare un bilancio, già fallimentare, della gestione del Ministro Lamorgese. I dati ufficiali del Ministero dell’Interno certificano che, nel 2020, sono tornati ad operare nel Mediterraneo i “taxi del mare” e sono già sbarcati sulle nostre coste ben 32.474 migranti clandestini, e l’anno non è ancora concluso. Nel corso di tutto l’anno 2019, quando il Ministro dell’Interno era Salvini, i migranti sbarcati sono stati, in tutto, 9.956, meno di un terzo. Nel 2010, durante l’ultimo Governo Berlusconi, si era registrato il record assoluto, con solo 4.406 arrivi nell’arco dell’intero anno. La gestione del Ministro Lamorgese, al netto dell’imperdonabile incidente del terrorista di Nizza, appariva già, quindi, disastrosa. Non c’era, dunque, alcun bisogno di aggiungere ad un bilancio fallimentare anche il disastro di questo decreto-legge“.

Gli argomenti critici del presidente del tribunale di Venezia, per la autorevolezza del soggetto dal quale provengono e la sua capacità di indipendenza di giudizio, avrebbero meritato di essere vagliati con maggior cura dal Governo. In Commissione giustizia, il relatore Bordo non ha avuto il coraggio politico di tradurli in una osservazione o condizione, ma va riconosciuto che li ha almeno inseriti, in termini problematici, nella parte motiva del suo parere. Forza Italia li ha tradotti, invece, in una serie di emendamenti che vorremmo porre all’attenzione dell’Aula, prevedendo che queste controversie a carattere seriale, spesso redatte con quello che, in gergo giudiziario, viene definito lo “stampone”, vengano innanzitutto sottratte ai giudici togati, che potrebbero così dedicarsi alle cause di maggiore complessità giuridica“.

Nel finale del discorso di Zanettin è arrivata la bordata alla parte gialla del governo giallorosso, ma anche di quello gialloverde che ha partorito i decreti Salvini: “Il MoVimento 5 Stelle  che ha completato la propria mutazione genetica e ora rinnega i principi che agitava solo tre anni fa, accetta tutto e il contrario di tutto per mantenere il potere e le lucrose poltrone che occupa. Forza Italia, invece, voterà contro la fiducia e contro questo decreto, profondamente sbagliato per contesto economico e tempistica. Di tutt’altro hanno bisogno oggi i nostri concittadini, prostrati dall’epidemia COVID e dalla crisi economica. Grazie, Presidente, per l’attenzione”.


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Tommaso De Beni
Giornalista pubblicista dal 2020 nato nel Basso Vicentino nel 1987, laureato in Teoria e critica letteraria. Ex presidente dell'associazione culturale e redattore della rivista "ConAltriMezzi". Ho pubblicato racconti nelle raccolte "Write not die" ed "Escape" e poesie in siti vari e "Pagine". Ospite della trasmissione televisiva "MattinaInFamiglia" nel 2013. Ex collaboratore di PopcornTv, Notizie.it, BlastingNews e Vvox