David Bones, “Il Chirurgo – Anatomia di un golpe” recensione di Giulia Campana

David Bones, Il Chirurgo, anatomia di un golpe
David Bones, Il Chirurgo, anatomia di un golpe
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Recensione di Giulia Campana, book blogger e studentessa di Editoria

Immaginate un chirurgo, non uno che lavora in ospedale: uno che fa cose molto più interessanti. Come aprire un cranio in una rimessa per le barche diroccata.

Poi aggiungeteci che siamo a Istanbul, nel bel mezzo dello stato di emergenza scattato a seguito del fallito golpe militare del 2016.

Ecco, ora che avete lo scenario, pensate: come si può salvare la vita a un agente della CIA ferito sul campo senza mandare a monte l’intera operazione?

È qui che entra in gioco Emilio Furia.

Il Cessna è pronto sulla pista di decollo ed Emilio, alias il Chirurgo, insieme al suo allievo, il Piccolo, sta per partire alla volta della Turchia. Il carrello dell’aereo tocca terra e, alla periferia della città, li aspetta un operativo della CIA con un esteso ematoma intracranico. L’agente è in possesso di informazioni scottanti, quel genere di segreti che possono mettere in serio pericolo gli equilibri internazionali.

Gli aprono la testa e iniziano l’intervento, ma presto il campo operatorio diventa teatro di uno scontro a fuoco. Sconosciuti armati fanno irruzione: il Chirurgo deve tamponare l’ematoma, chiudere il cranio del paziente e trarlo in salvo, il più velocemente possibile.

Per Emilio Furia l’adrenalina a mille non è una novità: prima ex incursore e ora “mercenario della chirurgia”, è intervenuto nei campi di fuoco più sanguinosi del nuovo millennio facendo della medicina d’emergenza la sua ragione di vita.

Occhi grigi penetranti con completo abbinato, sangue freddo e polsi sempre fermi: Emilio Furia è un uomo estremamente sicuro di sé, talvolta fin troppo. Ma c’è qualcosa in grado di farlo vacillare e forse sono proprio i fantasmi di quella notte maledetta di due anni prima, la notte del golpe, che tornano ancora a tormentarlo.

La scelta di ambientare il romanzo in Turchia non solo rende più esotica la vicenda: la tematica del golpe è di grande attualità. L’intera Europa subisce ancora oggi le conseguenze dello scacco di Erdogan e spesso le decisioni di politica interna turca si ripercuotono sugli equilibri europei.

L’Istanbul de “Il Chirurgo – Anatomia di un golpe” è una città sospesa tra passato e presente, dal futuro ancora incerto. Tra sparatorie e folli corse in auto si intravvede sempre con la coda dell’occhio un blu bisanzio o si coglie l’aroma sfuggente di qualche spezia. Si percepisce il dolore di una città spezzata, piena di crepe ma con un’eredità storica ineguagliabile.

Istanbul, Costantinopoli, Bisanzio: il crocevia del Mediterraneo. Tre volti diversi della stessa anima. Non poteva esserci luogo più adatto per ambientare un romanzo di spionaggio: quale set migliore di una città con tre identità per dei personaggi dal doppio volto?

Istanbul dà un pizzico di brivido in più alla storia, ma l’autore non ha dimenticato le proprie origini.

Nelle prime e nelle ultime pagine del romanzo vediamo Padova, con i suoi colli e l’Istituto di anatomia umana; è in Veneto infatti che Emilio Furia ha la sua base ed è da lì che parte per le sue missioni, in genere da solo, ma non questa volta.

Per la prima volta Emilio non deve contare solo su se stesso: c’è Ludovico Piccolo a fargli da braccio destro. Il loro rapporto ci fa scoprire un lato del Chirurgo più umano, inoltre l’allievo, ancora giovane e acerbo, rappresenta la controparte perfetta per il nostro protagonista. Gli interventi che eseguono insieme sono il vero e proprio focus del romanzo e aggiungono alla storia un tocco d’originalità finora inedito.

Grazie all’esperienza medica dell’autore, le operazioni chirurgiche raccontate sono descritte con dovizia di particolari, inclusi quelli più crudi. Quando opera, Emilio Furia non sbaglia mai un colpo: freddo, fermo e calcolatore, è abituato a vincere sempre la partita a scacchi con la morte, ma forse questa volta per il nostro Chirurgo si avvicina lo scacco matto.


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a cura di Michele Lucivero

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Laureato in Filosofia presso l’Università degli Studi di Bari e poi in Forme e Storia dei Saperi Filosofici presso l’Università degli Studi del Salento, dove ha conseguito anche il Dottorato di Ricerca in Etica e Antropologia. Storia e Fondazione. Ha conseguito anche il Diploma di Scienze Religiose presso l’Istituto “Italo Mancini” dell’Università degli Studi di Urbino. Abilitato all’insegnamento di Filosofia e Storia e specializzato nella Didattica per le Attività di Sostegno presso l’Università di Padova, attualmente è docente di ruolo nella scuola pubblica. Dirige con Michele Di Cintio la collana Pratiche Didattiche e Percorsi Interculturali presso la casa editrice Aracne di Roma, all’interno della quale ha pubblicato e curato diversi volumi di taglio didattico su argomenti storici, filosofici, antropologici e sociologici. Dopo aver trascorso gli ultimi dieci anni a respirare il profumo del muschio montano vicentino dal 2018 è tornato a bearsi dell’aroma della salsedine pugliese. Giornalista pubblicista da giugno 2021