Cultura, quasi 300 persone davanti al Teatro Comunale per chiedere “reddito, diritti e dignità”

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Si è tenuta sabato nonostante il maltempo la manifestazione organizzata da Associazione Caracol Olol Jackson Onlus, Bocciodromo, Maestranze dello spettacolo Veneto, Ombre rosse srl, Priorità alla scuola Vicenza, CSA Arcadia, Adl Cobas Vicenza, dalle 16.30 davanti al Teatro Comunale di Vicenza. Quasi 300 persone tra lavoratori dello spettacolo, scuole di danza, lavoratori della logistica e rappresentanti delle tantissime realtà culturali della città di Vicenza. Hanno aderito i seguenti Enti, Organizzazioni e band del territorio vicentino: Fondazione Teatro Civico di Schio, Teatro Comunale Città di Vicenza, La Piccionaia – Teatro Astra, OPB Osteria Popolare Berica, Ensemble Teatro Vicenza, Stivalaccio Teatro, Pampas Il Giardino Inclusivo, Associazione Culturale UBIF, MA.MA. Cooperativa asd, Mayadance_ Officina Tribale asd, Associazione Artemis, Spazio Voll, Arci Servizio Civile Vicenza, Legambiente Vicenza, Circolo Cosmos, Arciragazzi Vicenza, Non Dalla Guerra, Fornaci rosse, Canzoniere Vicentino, Dedalofurioso.

Sono intervenuti al microfono: Teo Molin Fop Adl Cobas, Iuri Pevare di Maestranze dello Spettacolo, Marco Zilio del Bocciodromo, Omar Andrea El Kouri del BAMS Banco Aiuto Alimenti e Mutuo Soccorso, Carlo Presotto della Piccionaia, Teatro Astra, Marco Zoppello di Stivalaccio Teatro, Anna Zago responsabile formativo di Theama Teatro, la cantante e musicista Rachele Colombo, Elisabetta Mascitelli direttrice di Fuente Flamenca, Alessia Fortunato di Porto Burci, sono intervenuti anche rappresentanti di Fornaci Rosse e di Csa Arcadia. 17 i musicisti che hanno suonato alla manifestazione diretti da Enrico Antonello dell’Osteria Popolare Berica e moltissimi i tecnici che hanno reso possibile la manifestazione, che si è svolta nonostante il tempo un pò instabile e qualche goccia di pioggia. Il momento più emozionante della manifestazione è stato alle 17.30 con la chiusura del traffico in viale mazzini. 80 persone, non solo danzatori o attori hanno occupato la strada e accompagnati da una musica percussiva fatta sui bauli, simbolo delle maestranze dello spettacolo, hanno parlato attraverso i loro corpi e poi nel silenzio sono rimasti immobili ma non più invisibili. I corpi sono poi caduti ad uno ad uno sull’asfalto e ciascuno ha segnato con un gesso a terra la propria presenza. La performance si è conclusa con il passaggio di alcuni bambini che hanno ridato vita ai corpi tracciando delle linee di collegamento tra un corpo e l’altro e quindi simbolicamente rigenerando vita, dialogo, connessioni e riportando la speranza di poter di nuovo ballare insieme. Nel frattempo sono stati costruiti 2 muri fatti con i bauli delle maestranze e con le cassette della frutta simbolo del BAMS Banco Aiuto Alimenti e Mutuo Soccorso, che in quest’ultimo anno ha riscontrato un forte aumento di famiglie in stato di povertà.

“Nella giornata del primo maggio, festa per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, cittadin_ e rappresentanze di realtà della provincia di Vicenza sono state invitate ad aderire ad una manifestazione e azione performativa per dare voce a tutte le persone che vivono in condizioni di precarietà e di invisibilità a causa dell’assenza di tutele da parte dello Stato – spiegano gli organizzatori in un comunicato -. La manifestazione è solo l’inizio di un percorso, le associazioni culturali che hanno aderito hanno già chiesto un tavolo di lavoro all’assessore alla cultura di Vicenza Simona Siotto. La manifestazione si è svolta nel rispetto delle norme anti-contagio. Non vogliamo negare l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e l’importanza dei protocolli di sicurezza ma dopo più di un anno di chiusure e limitazioni, di normative contraddittorie e sostegni insufficienti, le riaperture previste devono essere accompagnate da un piano di cambiamenti organici del sistema e da una riforma degli ammortamenti sociali in senso universalistico”.

“Se la pandemia ha messo in luce lacune strutturali antecedenti, questa è l’occasione per costruire insieme un futuro diverso e inclusivo. Non bastano le misure d’emergenza ma servono trasformazioni profonde del sistema, come la riscrittura dei contratti nazionali in scadenza, forme di reddito di esistenza, il superamento della logica di aiuti sotto forma di “bonus” estemporanei e la revisione dei criteri di distribuzione delle risorse pubbliche. In particolare si è voluto evidenziare che alcune categorie, come i lavoratori del settore spettacolo, cultura, formazione, sport e logistica, non essendo considerate economicamente produttive o importanti da tutelare siano state abbandonate dalle istituzioni. È necessario un cambiamento radicale del concetto di benessere che non dipenda solo da un concetto di salute fisica, imprescindibile, ma che includa anche le parole ambiente, cultura, coesione sociale e salute mentale. L’obiettivo della manifestazione è il riconoscimento dell’espansione del reddito di esistenza per tutt_ e un’equa redistribuzione delle risorse sia nazionale che europee a sostegno della salute, scuola, cultura e del welfare”.

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